Il bracconaggio rappresenta ancora oggi una delle minacce principali per la sopravvivenza di molte specie, ma i suoi effetti a lungo termine sulla crescita e la ripresa delle popolazioni potrebbero essere molto più gravi di quanto creduto finora. Un nuovo studio sugli elefanti africani (Loxodonta africana) condotto dalla Colorado State University e da Save the Elephants ha dimostrato che i giovani rimasti orfani a causa dei bracconieri hanno meno possibilità di sopravvivere e che questo impatta negativamente sulla crescita della popolazione. I risultati di questo studio sono stati pubblicati recentemente sulla rivista Current Biology.

I ricercatori hanno analizzato ben 20 anni di dati raccolti osservando la popolazione selvatica di elefanti di Samburu, in Kenya, per capire in che modo il bracconaggio influenza la sopravvivenza a lungo termine dei cuccioli rimasti orfani e, di conseguenza, dell'intera popolazione.

Gli elefanti africani sono animali longevi che vivono in complesse società di tipo matriarcale, dove le cure parentali sono molto prolungate e l'esperienza degli individui anziani è fondamentale per la sopravvivenza dell'intero gruppo. Il bracconaggio prende di mira quasi esclusivamente gli esemplari adulti, che hanno zanne più lunghe e che quindi valgono di più sul mercato nero dell'avorio. L'uccisione di questi individui però non solo ha come conseguenza la perdita numerica diretta, ma rende più difficile la vita anche agli esemplari più giovani rimasti in vita.

Gli scienziati hanno scoperto che i cuccioli rimasti orfani hanno minori probabilità di arrivare all'età adulta e che questo minor tasso di sopravvivenza ha ulteriormente aggravato il declino delle popolazioni già pesantemente colpite dal bracconaggio. Nelle aree dove le uccisioni illegali erano più frequenti, l'effetto negativo sulla struttura e la crescita delle popolazioni è stato maggiore, anche a distanza di molto tempo. Persino i giovani elefanti che non dipendevano più dal latte materno avevano un tasso di sopravvivenza molto inferiore rispetto ai loro coetanei che ancora vivevano con la madre. Il bracconaggio ha quindi effetti negativi indiretti sui pachidermi, anche sul lungo periodo, che sono stati spesso sottovalutati, e questo è un problema di cui bisognerà tener conto.

Per i mammiferi sociali come gli elefanti, gli scimpanzé o le iene la perdita delle madri influenza negativamente la sopravvivenza dei piccoli, ma gli effetti a lungo termine sulle popolazioni non erano mai stati misurati prima. Il bracconaggio ha quindi un impatto nettamente maggiore di quanto si pensasse: anche se sopravvivono gli orfani avranno una vita molto più difficile e bisognerà tenere conto di questo aspetto per le future politiche di conservazione per salvare le specie in via di estinzione. Uccidere anche solo un esemplare adulto può generare conseguenze a cascata a lungo termine su tutto il gruppo familiare e di conseguenza sulla crescita dell'intera popolazione.

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