Gli elefanti stanno nascendo senza zanne a causa del bracconaggio. La popolazione di elefanti nel Gorongosa National Park è passata da oltre 2.500 a soli 200 all'inizio degli anni 2000, questa strage ha influenzato l'evoluzione della specie: uccidendo gli esemplari dotati di zanne per l'avorio, quelli senza hanno avuto maggiore probabilità di sopravvivere e trasmettere i propri geni, dando vita a nuove generazioni prive di zanne.

A rivelarlo è uno studio pubblicato il 21 ottobre su Science, in cui i ricercatori hanno esaminato l‘impatto del bracconaggio dell'avorio durante la guerra civile del Mozambico (1977-1992) sull'evoluzione degli elefanti della savana africana (Loxodonta africana) nel Parco nazionale di Gorongosa.

Questo fenomeno ereditario riguarda solo le femmine, il perché lo spiega il Dna: i dati dell'indagine hanno rivelato modelli di ereditarietà delle zanne in presenza di un tratto dominante legato al cromosoma X, letale per  gli esemplari maschi. Le scansioni dell'intero genoma hanno portato all'evidenza di due geni (AMELX e MEP1a), gli stessi responsabili dello sviluppo dei denti dei mammiferi, inclusa la formazione di smalto e dentina. Prima della guerra, circa il 18,5% delle femmine era naturalmente senza zanne, una caratteristica che le rendeva indesiderabili per i bracconieri. Tra le 91 femmine di elefante nate dopo la guerra, mostrano i ricercatori, quella percentuale è salita al 33%.

Uno di questi geni (AMELX) è associato a una sindrome letale per gli esemplari maschi che riduce la crescita degli incisivi laterali mascellari ovvero le zanne per gli elefanti. I ricercatori hanno cercato nei genomi degli elefanti il cromosoma X notando che era presente solo in quelli senza zanne e hanno mostrato segni di recenti "pressioni evolutive". Questo studio fornisce dunque prove di una rapida selezione causata dal bracconaggio per la perdita di un tratto anatomico prominente in una specie.

A studiare nel dettaglio il fenomeno della perdita delle zanne negli elefanti è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'Università di Princeton (Stati Uniti), che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Parco nazionale di Gorongosa a Sofala (Mozambico), dell'organizzazione ElephantVoices di San Francisco e del Dipartimento di Scienze della pesca e della fauna selvatica dell'Università dell'Idaho. Gli scienziati, coordinati dal professor Shane Campbell-Staton, biologo evoluzionista presso il Dipartimento di Ecologia e Biologia Evolutiva dell'ateneo americano, sono giunti alle loro conclusioni: i modelli matematici del team hanno confermato che il cambiamento è il risultato della pressione della caccia, l'uccisione selettiva di elefanti con le zanne ha portato alla nascita di una prole priva di zanne.

Non è l'unico caso in cui si ritiene responsabile la caccia di un rapido cambiamento evolutivo negli animali, come sostiene un studio pubblicato su PNAS. Le dimensioni delle corna delle pecore bighorn (Ovis canadensis) in Alberta, Canada, ad esempio, sono diminuite del 20% in 20 anni di caccia ai trofei. E si pensa che la pesca abbia ridotto le dimensioni di alcune specie ittiche. Tuttavia risulta ancora difficile separare l'impatto della caccia rispetto ad altri fattori ambientali, come il cambiamento climatico.

Per gli elefanti, la selezione per le femmine senza zanne potrebbe avere altri effetti a catena. Esaminando il Dna nelle feci degli elefanti, i ricercatori hanno scoperto che gli animali con e senza zanne mangiano piante diverse. «Poiché gli elefanti sono specie chiave, i cambiamenti nella loro dieta possono cambiare l'intero ambiente», osserva il coautore dello studio Robert Pringle, biologo a Princeton. E poiché il tratto senza zanne è fatale per la prole maschile, è probabile che nel complesso nascano meno elefanti, il che potrebbe rallentare il recupero della popolazione anche se il bracconaggio è stato fermato nel parco. «L'assenza di zanne potrebbe essere vantaggiosa durante una guerra ma ciò ha un costo», conclude Pringle.

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