I placentati sono uno dei tre sottogruppi principali di mammiferi attualmente viventi. Ne fanno parte la stragrande maggioranza delle specie e si distinguono dagli altri due gruppi, monotremi e marsupiali, per diverse caratteristiche scheletriche e per lo sviluppo embrionale, più lento e lungo. Le femmine placentate hanno infatti una gestazione molto più lunga e il piccolo viene trasportato in grembo e si sviluppa per lungo tempo all'interno dell'utero materno.

Il nome Placentalia deriva dal latino placenta, un organo vascolare dell'apparato riproduttivo femminile che consente l'alimentazione del feto durante la gestazione. Proprio a causa del lungo periodo di gestazione, la placenta ha un ruolo fondamentale per questi mammiferi, tuttavia non è un carattere esclusivo del gruppo. Con caratteristiche, efficienza e funzioni leggermente diverse, la placenta è presente infatti anche nei marsupiali.

Caratteristiche dei placentati

I placentati sono un sottogruppo degli euteri il cui nome significa "veri animali". I due termini sono spesso utilizzati come sinonimi, poiché tutti gli euteri attualmente viventi sono anche placentati. Tuttavia, esistono numerose forme di mammiferi euteri non placentati che sono ormai tutti estinti. Gli euteri e i placentati si distinguono dagli altri mammiferi per alcune caratteristiche scheletriche peculiari degli arti, del polso, delle mascelle e dei denti.

Ma le caratteristiche più importanti ed evidenti dei placentati riguardano soprattutto il bacino. A differenza di monotremi e marsupiali, i placentati possiedono infatti un bacino molto più ampio, adatto a ospitare l'embrione per molto tempo durante il suo sviluppo. Non ci sono ossa pubiche rivolte in avanti, che sono invece presenti nei mammiferi non placentati attuali, e che interferirebbero con lo sviluppo nel grembo materno del piccolo e con l'espansione dell'addome durante la gravidanza. Inoltre, i placentati non depongono uova, come fanno i monotremi, e non sono dotati di marsupio, caratteristica principale dei marsupiali.

I principali ordini di placentati

Escludendo quindi monotremi e marsupiali, la maggior parte dei mammiferi attualmente viventi sul Pianeta sono placentati. Questo include quindi i più piccoli tra i roditori e i chirotteri, fino ad arrivare a primati, ai carnivori e ai giganteschi cetacei. Ecco quindi alcuni degli ordini principali dei mammiferi placentati.

I roditori

Ben il 40% di tutte le specie di mammiferi sono roditori, il gruppo più numeroso e diversificato tra tutti. Sono solitamente animali di piccole dimensioni dotati di due grossi incisivi dalla crescita continua. Vivono in quasi tutti i continenti e hanno imparato a seguire l'uomo ovunque, anche in città. Tra le oltre 2000 specie conosciute troviamo topi, ratti, scoiattoli, cani della prateria, istrici, castori, porcellini d'India, criceti e il roditore più grosso del Pianeta: il capibara (Hydrochoerus hydrochaeris).

I chirotteri

I pipistrelli, o chirotteri, sono dopo i roditori il gruppo di mammiferi col maggior numero di specie: circa 1400, il 20% del totale. Con i loro arti anteriori modificati in ali o meglio, in patagio, sono gli unici mammiferi in grado di volare. Esistono pipistrelli minuscoli, lunghi appena 30 millimetri, e pipistrelli enormi come le volpi volanti giganti, con un'apertura alare di oltre un metro e mezzo. Le specie più piccole sono insettivore e catturano le prede grazie all'ecolocalizzazione, quelle più grandi invece sono prevalentemente frugivore.

I proboscidati

I proboscidati sono rappresentati oggi solo dagli elefanti. Sono i mammiferi terrestri più grossi e pesanti del Pianeta e con le flessibili proboscidi riescono a strappare foglie, rami e cortecce. Attualmente esistono solo tre specie, la meno famosa di tutte e quella più misteriosa è l'elefante africano di foresta (Loxodonta cyclotis), le altre due sono quello africano di savana (Loxodonta africana) e quello asiatico (Elephas maximus). Tutte e tre le specie di elefanti sono mammiferi estremamente sociali e intelligenti, purtroppo seriamente minacciati di estinzione.

I carnivori

I carnivori sono senza dubbio tra i mammiferi più iconici e apprezzati da grande pubblico. Comprende tutte le specie evolutivamente adattate a una dieta a base di carne, tra cui alcuni dei predatori più affascinanti come i felini, i lupi, le iene, i pinnipedi e gli orsi, per un totale di circa 280 specie. Non tutte sono però necessariamente carnivore di fatto, come il panda gigante, che mangia quasi esclusivamente bambù.

Gli ungulati

Gli ungulati comprendono tutti quei mammiferi dotati di una struttura cheratinizzata che ricopre la punta delle dita: lo zoccolo. Il gruppo non ha valore di ordine e al suo interno si possono distinguere storicamente due ordini principali: i perissodattili, quelli con un numero di dita dispari come cavalli, rinoceronti e tapiri, e gli artiodattili, quelli con un numero di dita pari come bovini, cervi, ippopotami, suini, giraffe e cammelli. Anche i cetacei fanno parte da un punto di vista evoluzionistico degli artiodattili, per cui il gruppo è stato ribattezzato oggi in cetartiodattili.

I cetacei

cetacei sono tra i mammiferi quelli che meglio si sono adattati al ritorno in mare. I loro arti anteriori si sono trasformati in pinne, quelli posteriori si sono completamente persi e la coda è diventata piatta e larga formata da due lobi che, come una pagaia, muovendosi su giù permette a questi grossi mammiferi di muoversi all'interno dell'acqua. Si conoscono circa 85 specie di cetacei, che possono essere suddivisi in due grossi gruppi: i misticeti e gli odontoceti.

I primati

I primati sono tra i mammiferi più sociali e tra quelli con le più spiccate abilità cognitive. Sono perfettamente adattati alla vita arboricola grazie anche al pollice opponibile, ma nel corso dell'evoluzione molto specie sono scese dagli alberi per condurre una vita completamente terrestre, noi umani compresi. Attualmente si contano dalle 375 alle 522 specie a seconda delle classificazioni, ma ogni anno ne vengono scoperte di nuove. Tra i primati troviamo i tarsi, i lemuri, babbuini, scimmie cappuccine, macachi e le grandi scimmie antropomorfe, gibboni, oranghi, gorilla, bonobo, scimpanzé e noi, l'Homo sapiens.