29 Novembre 2021
10:58

I mufloni dell’Isola del Giglio sono salvi: non verranno abbattuti

I mufloni dell’Isola del Giglio sono salvi e non saranno più abbattuti: è la vittoria delle associazioni e della parlamentare Michela Brambilla. Una decisione molto attesa quella annunciata dall'Ente Parco dell'Arcipelago Toscano, ma che lascia aperte sul tavolo numerose questioni relative sia alla sorte dei mufloni stessi, sia alle altre due specie animali "aliene" oggetto di eradicazione.

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mufloni giglio salvi

I mufloni dell’Isola del Giglio sono salvi. Non saranno più abbattuti. È la decisione ufficiale annunciata dal Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano questo fine settimana, al termine di una escalation di proteste che si è protratta ininterrottamente per settimane. L’Ente presieduto da Giampiero Sammuri ha deciso di «sospendere gli abbattimenti come atto di disponibilità verso il mondo animalista». Lo stop alla mattanza dei circa 35 esemplari è infatti il risultato di un pressing serrato del mondo delle associazioni, supportato dalla parlamentare Michela Vittoria Brambilla, e con il contributo della società civile.

Il 27 mattina si è tenuta al Giglio l’ultima protesta prima della conferma dello stop degli abbattimenti. In piazza un gruppo di abitanti che con il comitato Save Giglio hanno espresso la loro contrarietà alla violenta eradicazione dei mufloni. La battaglia in favore della vita e della sopravvivenza dei mufloni è stata partecipatissima e ha tenuto banco nel discorso pubblico per settimane. Non solo l’eco mediatica, anche le oltre 18mila adesioni alla campagna per fermare l'abbattimento di mufloni avviata da SaveGiglio.org dimostrano il grande interesse dei cittadini per la vicenda. Come conferma anche Massimo Comparotto, presidente dell’Oipa: «La mattanza dei mufloni dell’Isola del Giglio è stata interrotta dopo la mobilitazione di associazioni e cittadini: una vittoria che ci motiva a lottare sempre di più a difesa degli animali. Siamo noi la loro voce».

Già Alessandro Piacenza, responsabile interno del settore giuridico dell'Oipa aveva evidenziato con Kodami che la battaglia per tenere in vita i mufloni sarebbe proseguita anche davanti alle Corti di giustizia europee, se necessario. A parere dell’Oipa è stata decisiva l’interlocuzione della deputata Brambilla, presidente dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali e della Leidaa, con il presidente del Parco dell’Arcipelago Toscano Sammuri.

Un risultato applaudito da tutti, ma che non può cancellare il sangue sulle mani dei cacciatori approdati al Giglio: sono 4 le vittime accertate sino ad ora tra i mufloni. «Gli esemplari abbattuti nei giorni scorsi sono le vittime innocenti di una soluzione frettolosa escogitata per il contenimento di una specie presente da molto tempo nell’isola, oltretutto con pochi esemplari – sottolinea il presidente Oipa Comparotto – L’abbattimento non è mai la soluzione, questa vicenda lo dimostra, ma è una prassi che offende la civiltà e la sensibilità della stragrande maggioranza dell’opinione pubblica».

Il futuro dei mufloni

Ora che gli abbattimenti sono stati fermati, sono due le soluzioni possibili per i mufloni del Giglio auspicate da Brambilla: il trasferimento in aree faunistiche o la permanenza sull'Isola ma in uno spazio recintato. Quest'ultima opzione ha però incassato il secco no dell'Parco Arcipelago Toscano. Per l'Ente gli "animali alieni" non possono restare. «Presupposto fondamentale per sviluppare il dialogo – ribadisce Sammuri in risposta alla deputata – è che le associazioni animaliste convengano sull’obiettivo che il muflone sia completamente rimosso dall’Isola del Giglio».

La proposta più accreditata anche dal mondo scientifico è quella della sterilizzazione, per la quale anche l'Ordine Nazionale dei Biologi aveva messo a disposizione una task force di esperti. Analogamente, l'Enpa si è detta favorevole alla sterilizzazione e all'immunocontraccezione dei mufloni chiedendo al Governo di approvare «l'introduzione del vaccino immunocontraccetivo GonaCon, utilizzato già da tempo con successo in altri Paesi» in casi analoghi. Si tratta tuttavia di una soluzione a lungo termine che, per il momento, non incontra il favore del Parco.

Un'alternativa che accontenti tutti potrebbe essere trovata già oggi nel corso di un incontro promosso dal Parco con le associazioni che si sono occupate del caso fin dalle prime battute. Al tavolo di confronto però non sono stati invitati attori fondamentali come l'associazione Vita da cani, lo denuncia la stessa presidente Sara d'Angelo: «Il Parco ha già tradito una volta il patto con noi, per portare i mufloni nei nostri rifugi. Ora occorre vigilare affinché ci sia un confronto pubblico per chiarire come operativamente il Parco intende procedere nel progetto».

Resta poi una seconda incognita relativa al finanziamento del progetto LetsGo Giglio per il quale l'Ente Parco dell'Arcipelago Toscano ha incassato 1,6 milioni di euro. Il progetto nasce con l'obiettivo di tutelare l'ecosistema dell'Isola anche e soprattutto attraverso l'eradicazione delle specie invasive non autoctone. Dei sei obiettivi individuati dal progetto, ben quattro riguardano l'eradicazione di specie animali e vegetali. Cosa accadrà ai fondi europei adesso che il loro impiego ha cambiato destinazione?

E i conigli selvatici e le tartarughe Trachemys scripta, anche loro destinati a essere "rimossi" dall'Isola, godranno della stessa attenzione di cui hanno beneficiato i mufloni oppure saranno abbattuti nel silenzio mediatico?

Insomma, la questione relativa alla sorte dei mufloni e ai futuri abbattimenti nell'Isola del Giglio è tutt'altro che chiusa. Anzi, sembra essere appena cominciata.

Giornalista per formazione e attivista per indole. Lavoro da sempre nella comunicazione digitale con incursioni nel mondo della carta stampata, dove mi sono occupata regolarmente di salute ambientale e innovazione. Leggo molto, possibilmente all’aria aperta, e appena posso mi cimento in percorsi di trekking nella natura. Nella filosofia di Kodami ho ritrovato i miei valori e un approccio consapevole ma agile ai problemi del mondo.
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