A cura di Laura Arena
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Veterinaria esperta in benessere animale

I gatti hanno una notevole capacità uditiva e possono utilizzare i suoni per dedurre la posizione di prede in condizioni di bassa o nulla visibilità. Ma lo sapevi che il tuo gatto può “mappare” nella sua mente anche la tua posizione quando sei fuori dalla sua vista, mentre ti muovi per casa o mentre stai in una stanza?

Un recente studio condotto da ricercatori dell'Università di Kyoto, in Giappone, suggerisce che i gatti sanno dove si trovano i loro umani in casa e ne seguono i movimenti, a conferma dell'idea che i membri felini della famiglia hanno un'immagine mentale dei loro pet-mate anche quando sono fuori dalla loro vista.

Come fanno i gatti a sapere dove sono i loro umani

I gatti possiedono un udito particolarmente sensibile e le loro orecchie hanno più di 20 muscoli che permettono movimenti indipendenti in tutte le direzioni. Lo spettro uditivo dei gatti si estende idealmente da 55 Hz a 79 kHz, mentre le frequenze udibili dall'orecchio umano si estendono dai 20Hz ai 20KHz. Una notevole differenza insomma!

Alcuni studi hanno inoltre confermato che i gatti acquisiscono informazioni sociali dall'ascolto. Discriminano infatti tra la voce del loro pet mate e quella di uno sconosciuto, mostrano l’aspettativa di vedere il volto del loro umano dopo averne sentito la voce e possono riconoscere il significato emotivo delle vocalizzazioni di altri gatti e umani, abbinando le vocalizzazioni alle espressioni facciali.

Considerando il loro naturale profilo crepuscolare e le grandi capacità uditive, insieme alle capacità sociali e cognitive sopra descritte, sembra plausibile che i gatti possano essere in grado di creare delle rappresentazioni mentali sulla base delle vocalizzazioni.

Cosa sono le rappresentazioni mentali

Una “rappresentazione mentale” (o rappresentazione cognitiva), per le neuroscienze, le scienze cognitive, la filosofia della mente e la psicologia cognitiva, è un simbolo cognitivo interno, o un processo mentale che fa uso di tale simbolo, che rappresenta una realtà esterna. Ad esempio, quando prendiamo in mano il guinzaglio del nostro cane, lui `in grado di rappresentare nella sua mente la passeggiata e le esperienze gradevoli che ne seguono.

Per quanto riguarda le rappresentazioni mentali scaturite dagli stimoli uditivi, queste possono essere viste come una preziosa capacità cognitiva che implica la mappatura spaziale di altri individui utilizzando informazioni come le vocalizzazioni o altri segnali uditivi.

Questa può essere particolarmente vantaggiosa per molti animali, specialmente in condizioni di scarsa visibilità, ad esempio permettendo a prede o predatori la mappatura di altri animali.

Questa consapevolezza del movimento e il poter rintracciare cose che non si possono vedere, è fondamentale per la sopravvivenza di un gatto. La capacità di mappatura mentale è quindi importante per la caccia: come potrebbe un gatto catturare un animale che si muove sotto l'erba se non può usare indizi, come piccoli rumori occasionali, per vedere nella sua mente, dove si trova?

La mappatura mentale, nel caso dei nostri animali familiari, può avere un profondo valore sociale, come confermato dallo studio giapponese; infatti questa abilità è anche definita "cognizione socio-spaziale".

Da un punto di vista sociale, il compagno umano è estremamente importante nella vita di un gatto come fonte di vincolo relazionale, di sicurezza e di cibo. Poterci localizzare è quindi molto importante per i nostri gatti.

I risultati dello studio

Nello studio giapponese è stato testato se i gatti hanno rappresentazioni mentali dei loro pet mate e se li mappano spazialmente sulla base di informazioni uditive sotto forma di vocalizzazioni.

A tal fine, nei set sperimentali avvenuti nelle stesse case dei gatti, gli studiosi hanno presentato ai gatti scenari di "teletrasporto". In un primo esperimento, la voce del pet mate è stata riprodotta in sequenza da due zone diverse della casa, in una simulazione di teletrasporto apparente.

Come condizione di controllo, in un secondo esperimento, sono stati usati suoni fisici non sociali, come ad esempio lo sbattere di una porta, per verificare se le reazioni osservate nell’esperimento 1 fossero specifiche per gli stimoli sociali. Poiché è impossibile lo stimolo sociale (persona) esista contemporaneamente in due luoghi, mentre è possibile che uno stimolo non sociale (porta che sbatte) possa provenire da due posizioni contemporaneamente, gli studiosi hanno ipotizzato che, se i gatti identificano un individuo familiare dalle vocalizzazioni e ne mappano mentalmente la loro posizione, avrebbero dovuto avere una reazione di stupore in presenza di un "teletrasporto impossibile" del pet mate e non avere la stessa reazione per lo stimolo non sociale.

Così è stato. Osservando le posture, la mimica facciale e la posizione e i movimenti delle orecchie, gli studiosi hanno notato che i gatti sono rimasti sorpresi solo quando le voci dei loro pet mate provenivano improvvisamente da un’altra localizzazione rispetto all’aspettata, come se in qualche modo fossero state teletrasportate lì. Lo stesso non avveniva per i rumori non sociali.

Ciò suggerisce che i gatti hanno una rappresentazione mentale della persona, anche se non visibile, e ne mappano la posizione attraverso la voce, mostrando prove di cognizione socio-spaziale.

Le nostre voci sono parte del legame che condividiamo con i nostri gatti, esserne consapevoli ci permette di comprenderli meglio e di poter sfruttare questa capacità felina di mappatura mentale per migliorare la nostra relazione con loro.