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24 Settembre 2023
9:00

I gatti hanno bisogno di routine alimentari fisse?

In linea generale, è consigliabile che il gatto abbia delle routine alimentari fisse. Ma come impostare questa routine nel modo corretto, per sfuggire all’errore di dare cibo a richiesta e trasformare il gatto in un “elemosinatore” fisso di cibo?

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Membro del comitato scientifico di Kodami
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Il gatto ha bisogno di routine alimentari fisse? Non è facile rispondere a questa domanda, perché ci sono molte sfaccettature da considerare. Partiamo da una risposta generale: in linea di massima sì, nel caso in cui il vostro gatto non abbia libero accesso al cibo negli orari e tempi da lui/lei stabiliti, è consigliabile avere delle routine alimentari fisse.

Questo, infatti, evita che il gatto venga alimentato “a richiesta”, generando così un circuito negativo, specialmente in soggetti che vivono esclusivamente in casa, dove a richiesta segue somministrazione e così via, andando a passi rapidi verso l’obesità. Chiarito questo però, cerchiamo di approfondire meglio il tutto.

Il comportamento alimentare del gatto

Il gatto è in natura un cacciatore solitario, abituato a cacciare e mangiare molte piccole prede durante l’arco della giornata, concentrando le attività soprattutto nelle ore crepuscolari (alba e tramonto). Un aspetto molto interessante del gatto in natura è che la caccia non è legata solo al bisogno di alimentarsi, ma anzi, accade con una certa frequenza che uccidano senza cibarsi della preda. Allo stesso tempo però diversi studi hanno dimostrato come l’attività di caccia e di gioco (che spesso coincidono nelle nostre mura domestiche) aumenti se il gatto ha fame.

Traduciamo questo comportamento naturale a gatti indoor, partendo dal numero di pasti. Per la salute del gatto, fisica oltre che mentale, è importante mantenere un alto numero di pasti al giorno (almeno 4, meglio da 5 a 7). Questi pasti non devono essere equidistanti fra di loro, dato che come abbiamo visto i gatti sono abituati a mangiare soprattutto al mattino presto e alla sera. Fornire tanti piccoli pasti è fondamentale.

Inoltre, sarebbe opportuno impostare un arricchimento ambientale anche per quel che riguarda il momento del pasto in casa. Potersi “guadagnare” il cibo, utilizzando dei giochi che lo rilascino poco alla volta o piazzando diverse ciotole in giro per la casa, è un modo non solo per migliorare la sua alimentazione, ma anche per farli muovere e svagare un poco.

Un modo in generale ottimo per alimentare i gatti, rispettoso del loro comportamento naturale e, per quanto difficile da credere, migliore rispetto ad altri, è lasciare cibo sempre a disposizione. L’alimentazione “ad libitum” aiuta i nostri gatti a trovare le loro routine, senza forzarli a rispondere alle nostre, e in generale è correlato con problemi di sovrappeso solo se il cibo fornito è estremamente calorico e ricco di carboidrati.

Qual è l’alimentazione corretta per un gatto

Ma qual è quindi il modo migliore per alimentare un gatto e con quali alimenti? Riguardo agli alimenti, per quanto mi renda conto delle difficoltà che molte famiglie incontrano, anche per questioni di gusti dei gatti stessi, dobbiamo dirlo: l’alimentazione fresca a base (quasi) esclusiva di prodotti di origine animale per un gatto è certamente sempre la più salutare. Questo è legato al fatto che il gatto è un iper-carnivoro, con una pessima “relazione” metabolica con i carboidrati, di cui purtroppo il cibo commerciale è per la maggior parte composto. Se non fosse possibile seguire una dieta fresca e bilanciata, il generale il consiglio è di preferire alimenti umidi completi, avendo questi tutte le vitamine e minerali necessari, senza eccessi di carboidrati come nel caso del secco.

Se adottate il vostro micio fin da piccolo e se è l’unico gatto in casa, vi consiglio di impostare da subito l’abitudine dell’alimentazione sempre disponibile. In caso però vi sia più di un gatto che convive, questo non solo non è possibile, ma in molti casi è deleterio: andando in competizione potrebbero tendere ad ingrassare, mangiando più cibo del necessario.

Impostate a questo punto orari e quantità fisse, scegliendo ciotole ampie, meglio in porcellana o comunque materiali non plastici, posizionando le ciotole in luoghi sopraelevati, da cui il gatto abbia una buona visione della stanza intorno a lui/lei. Se vi sono diversi gatti conviventi in casa, posizionate le ciotole ad almeno 1,5-2 metri l’una dall’altra, meglio in più punti della casa, dato che come abbiamo detto difficilmente i gatti amano “mangiare in compagnia”.

Ricordate di pulire sempre le ciotole del vostro gatto dopo che finisce di mangiare, anche se il vostro gatto mangia secco e non fate semplicemente un “refill” dall’alto di quanto manca. Diversi studi hanno dimostrato infatti come i residui di saliva e sporco possano essere associati a rifiuto del cibo. L’ultimo consiglio riguarda le ciotole dell’acqua, da posizionare meglio ad alcuni metri di distanza dal cibo.

L’importanza della routine per il gatto

Eccoci, quindi, alla domanda iniziale: come impostare una routine corretta? Nella maggior parte dei casi, infatti, se il vostro gatto vive solamente in casa, questo sarà un passaggio necessario. Gli alimenti umidi, che vi ho consigliato sopra per la salute del gatto in generale, non possono essere lasciati “in giro per casa” a volontà, dato che si rovinano. Come fare quindi per sfuggire all’errore di dare cibo a richiesta e trasformare quindi il vostro gatto in un “elemosinatore” fisso di attenzioni/cibo?

Il consiglio è di impostare una routine mattutina e una serale. Scegliete e pesate le quantità di cibo la sera precedente, in base al peso e all’attività del vostro gatto. Dividete quindi in due parti di massima la quantità totale: la prima andrà divisa in tanti piccoli pasti mattutini, la seconda in altri piccoli pasti serale. Ricordate che i pasti possono non essere equidistanti fra di loro, potreste quindi somministrarli ad esempio alle 7:00, 7:45, 8:15 del mattino per poi ricominciare a sera quando rincasate ad esempio alle 18:00, poi 19:00, 20:30 e 22:00. Ecco come, con poco sforzo, siete già arrivati a 7 pasti al giorno.

Ultima raccomandazione riguarda la rottura delle routine o, meglio, la necessità di non romperle. Soprattutto quando infatti la vostra agenda giornaliera è molto ben consolidata, potrebbe essere un serio problema la rottura degli schemi conosciuti e questo potrebbe portare il vostro gatto a cadere nella frustrazione e digiunare. Come fare per evitarlo? Prima di tutto abbassate l’aspettativa riguardo il cibo, ovvero arricchire il loro ambiente e la loro vita in modo tale che il momento dell’alimentazione non sia l’unico momento piacevole del giorno. Se poi fosse necessario, ad esempio se voleste svegliarvi più tardi durante i giorni festivi, oppure andare a farvi un aperitivo dopo il lavoro, potreste impostare un distributore automatico.

Le informazioni fornite su www.kodami.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio veterinario.
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Maria Mayer
Veterinaria esperta in nutrizione del cane e del gatto
Sono laureata in Medicina Veterinaria ed ho conseguito un dottorato di ricerca riguardo l’utilizzo delle medicine non convenzionali negli allevamenti biologici. Il mio percorso di studi comprende, fra l’altro, un Master di II livello in Nutrizione del Cane e del Gatto e un secondi in PNEI e Scienze dalla Cura Integrata.
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