Presto il Regno Unito potrebbe dichiarare i crostacei «animali senzienti» estendendo il riconoscimento, già avvenuto per i vertebrati, pesci, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi anche ad aragoste, polpi e granchi e tutti gli altri crostacei decapodi e molluschi cefalopodi.

Durante la discussione del disegno di legge che riguarda il benessere degli animali, il Governo ha mostrato i risultati di una revisione indipendente commissionata alla LSE, la London School of Economics and Political Science, in cui si sostiene l’esistenza di «forti prove scientifiche» che attesterebbero la capacità dei crostacei di provare emozioni e sensazioni.

Un principio fondamentale per la giurisprudenza per presupporre tutta una serie di tutele e di prerogative, come includerli nella legislazione sulla protezione degli animali in modo da poter vietare così che vengano sottoposti a morti dolorose come quella della bollitura da vivi nell'acqua bollente.

Il dibattito se i crostacei provino dolore o meno, prosegue da lungo tempo. La convinzione è sempre stata che questi animali non soffrissero e che i movimenti delle chele nella pentola fossero solo movimenti riflessi.

Ma diversi studi hanno, invece, hanno accertato come i cefalopodi tendano consapevolmente, grazie ai loro cervelli e sistemi nervosi complessi, a evitare quelle situazioni in cui possono provare dolore. Già nel 2013 gli scienziati Bob Elwood e Barry Magee del Queen’s School of Biological Sciences avevano pubblicato sul Journal of Experimental Sciences uno studio sul tema.

I due scienziati, infatti, avevano sottoposto alcuni granchi comuni a piccole scosse elettriche all’interno dei loro rifugi, dimostrando come i piccoli crostacei evitassero volontariamente le scosse, rinunciando anche al loro naturale istinto di andare a nascondersi nei luoghi più bui delle rocce, pur di scappare dalla scossa.

La pratica barbara di cucinare vivi i crostacei è stata già bandita, in diversi Paesi come la Svizzera, Norvegia e Nuova Zelanda. Nel nostro Paese, invece, si tratta di una pratica consolidata e non c’è nessun disegno di legge in vista che intenda modificarla.

Qualche speranza potrebbe arrivare da un cambio di direzione degli chef stellati, influencer ormai anche a livello di abitudini alimentari. Qualcuno, anche se solo da pochissimo, ha iniziato a porsi dalla parte giusta, come Giorgio Locatelli, giudice di Masterchef che ha Londra è diventato tra i ristoratori più stimati, che ha smesso di cucinare i crostacei vivi.

Grande soddisfazione, comunque, da parte degli animalisti inglesi. Claire Bass, direttrice esecutiva di Humane Society International/UK, sul Guardian ha dichiarato: «Il fatto che la legge estenda ai crostacei il riconoscimento di animali senzienti non può che farci piacere e il rapporto della LSE non lascia spazio a dubbi su questo fronte. Un primo passo importante per stabilire un trattamento più rispettoso di questi fantastici animali».