Si possono giudicare gli animali solo su basi estetiche? Beh, così come per l'uomo, non è molto corretto valutare qualcuno basandosi esclusivamente sull'aspetto esteriore, anche perché ogni specie è unica e interessante a modo suo. Inoltre se un animale non risulta affascinante dal punto di vista fisico, magari lo è da un punto di vista comportamentale, un po' come quando si dice "non è proprio bello, ma è simpatico" insomma. Certo, bisogna anche dire che ci sono alcuni animali che oggettivamente sono davvero bellissimi e per quanto si cerchi di compararli ad altri, non c'è proprio niente da fare: li superano di gran lunga meritando il titolo di "campioni di bellezza" per il senso di estetica di noi umani.

Non crediate però che valutare l'aspetto di qualcun altro sia esclusivo della nostra specie: la bellezza anche tra specie non umane ha una forte importanza e alcune affascinanti caratteristiche si sono evolute e selezionate proprio perché piacciono, rivelandosi così funzionali per attrarre il partner. La coda dei pavoni ne rappresenta l'esempio più lampante, ma anche i colori vistosi dei maschi degli uccelli del paradiso non sono da meno e hanno la medesima funzione attrattiva. I maschi degli uccelli del paradiso sfoggiano infatti i loro meravigliosi colori esibendosi in eccentriche danze per le femmine, le quali non si fanno alcun problema a ispezionarli e giudicare chi tra loro è il migliore e merita di essere scelto. È quindi arrivato il momento di dare anche noi qualche giudizio, ed ecco i 10 animali più belli del mondo:

Tigre del Bengala (Panthera tigris tigris)

È una sottospecie di tigre originaria dell'India e considerata in pericolo dalla IUCN (International Union for Conservation of Nature) a causa della frammentazione e perdita dell'habitat e del bracconaggio. È uno dei più grandi felini viventi, rappresentando inoltre l'animale nazionale di India e Bangladesh. Spesso si crede che la la tigre del bengala sia bianca, ma in realtà questa colorazione è dovuta a una mutazione genetica che interessa solo pochi individui e che causa la mancanza di pigmenti rossi e gialli. Le tigri dal mantello bianco sono infatti presenti soprattutto in cattività e si conservano solo attraverso l'incrocio di individui con la stessa mutazione.

Lince pardina (Lynx pardinus)

La lince pardina è una specie endemica della penisola Iberica e considerata in pericolo dalla IUCN per la perdita e frammentazione dell'habitat, per il bracconaggio e la diminuzione delle prede come il coniglio europeo (Oryctolagus cuniculus) che nel XX secolo è stato decimato a causa di alcune malattie. Dal 2002 grazie ai programmi di conservazione che hanno coinvolto il ripopolamento dei conigli e la reintroduzione di questi felini, la popolazione è aumentata e continua ad essere in crescita. È una specie protetta dalla Direttiva Habitat dell'Unione Europea e inserita nel CITES e nella Convenzione di Berna.

Gufo delle nevi (Bubo scandiacus)

Il Gufo delle nevi è un rapace originario delle zone artiche del Nord America e del PaleoArtico. È l'unico gufo ad avere il colore bianco così esteso, soprattutto nei maschi, mentre le femmine tendono ad avere delle macchie marroni più espanse. È una specie davvero molto particolare, attiva sia di giorno che di notte, che ben si adatta a cibarsi di prede diverse, anche se sembra avere una preferenza per i lemming, dei piccoli roditori. È una specie vulnerabile secondo la IUCN in quanto la popolazione sta rapidamente diminuendo, probabilmente influenzata dal cambiamento climatico. È diventata molto celebre grazie alla figura di Edvige, il gufo di Harry Potter. Beh, data la sua estrema bellezza, non poteva non diventare una star del cinema.

Fennec (Vulpes zerda)

È una volpe originaria dell'Africa settentrionale, attiva soprattutto al crepuscolo e particolarmente riconoscibile dalle orecchie grandi e appuntite che rendono il suo aspetto davvero irresistibile. La particolare conformazione delle orecchie serve per dissipare il calore e l'udito è così sensibile da riuscire a sentire le prede muoversi sottoterra. È una specie sociale che vive generalmente in branco e la sua appartenenza al genere Vulpes è molto dibattuto a causa delle differenze genetiche e comportamentali con le altre volpi. A renderli ancora più irresistibili è la loro vita familiare: i Fennec infatti scavano delle tane sotto terra dove vivono in famiglie per proteggersi dai predatori.

Martin pescatore (Alcedo atthis)

È un uccello dalle piccole dimensioni il cui nome deriva dal suo "animo pescatore": si ciba infatti di pesci che cattura immergendosi nell'acqua. È una specie che è possibile avvistare anche nel nostro Paese, ma non solo: ha un'ampia distribuzione sia in Europa che in Africa e NordAsia. È un uccello molto territoriale e dal corteggiamento particolare: il maschio insegue la femmina chiamandola di continuo, finché non la raggiunge e le fa un dono alimentare a cui segue, generalmente, l'accoppiamento.

Lumaca dipinta (Polymita picta)

È una lumaca, o per meglio dire chiocciola, di terra che vive a Cuba, i cui colori del guscio possono variare tantissimo all'interno della specie. Dati i suoi meravigliosi colori è molto ricercata dai bracconieri e utilizzata spesso per la creazione di gioielli e protetta dalla legislazione cubana dal 1943. L'accoppiamento, come in molte specie di lumaca, non è proprio piacevole: gli individui sono ermafroditi insufficienti, ossia presentano entrambi i genitali ma non possono autofecondarsi, e per riprodursi trafiggono il partner con un dardo calcareo, definito anche dardo d'amore.

Glaucus atlanticus

È un nudibranco dalla bellissima colorazione blu e argento che gli serve per camuffarsi dai predatori. Infatti galleggia in superficie, grazie a una sacca piena di gas, e sfrutta il "gioco dei contrasti": si pone con la parte blu del corpo verso l'alto, in modo tale da rendersi indistinguibile dal mare circostante, e con la parte argentea verso il basso, dando l'idea di non essere altro che la luce che si riflette in mare. Si nutre di alcuni animali che presentano sostanze velenose, come la caravella portoghese, dalle quali "ruba" le strutture responsabili della tossicità: le nematocisti e le utilizza a proprio vantaggio per difendersi dai predatori.

Caravella portoghese (Physalia physalis)

La caravella portoghese è una specie davvero particolare: il suo aspetto la fa assomigliare ad una medusa ma in realtà è un'aggregazione di organismi coloniali, più specificamente alcuni tipi di zooidi, che hanno diversi compiti e specializzazioni. Presenta inoltre dei tentacoli dotati di nematocisti, ossia di strutture microscopiche che rilasciano sostanze tossiche, mortali per i pesci che ne vengono a contatto. Il nome deriva dal fatto che è costituita da una sacca di gas che galleggia in superficie e ne permette il movimento attraverso la spinta del vento, che la fa assomigliare a una vela. Nell'uomo la puntura può causare un dolore molto forte e talvolta anche reazioni allergiche, e più raramente shock e febbre. È distribuita nelle acque tropicali e subtropicali e avvistata anche nel mediterraneo occidentale.

Atlante (Attacus atlas)

È una delle più grandi falene esistenti, con un'apertura alare che può arrivare addirittura ai 24 centimetri, il cui habitat è rappresentato da alcune foreste dell'Asia. I due sessi in questa specie sono facilmente riconoscibili dato che le femmine sono molto più grandi e pesanti dei maschi. L'Atlante vive solo circa una o due settimane e il nome deriva dalla mitologia greca, prendendolo in prestito dal Titano Atlante con cui condividono la grande stazza.

Mantide Orchidea (Hymenopus coronatus)

È una mantide che vive nel sud-est asiatico e dall'aspetto davvero strabiliante che ha lo scopo di imitare le strutture del fiore dell'orchidea per camuffarsi. Le zampe danno infatti l'idea di essere dei petali e può addirittura cambiare colore virando dal rosa al marrone rispetto all'ambiente circostante. Il camuffamento non è però solo estetico ma anche comportamentale: gli individui di questa specie possono infatti ondeggiare come una pianta mossa dal vento con lo scopo sia di nascondersi dai predatori che di attaccare le prede senza farsi notare.

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