Inseguito per interminabili minuti lungo una strada di Firenze, di notte, da due giovani in scooter che lo hanno filmato e incalzato, non solo con i veicoli ma anche con urla e risate, rivolgendogli frasi come «Ce lo mangiamo?» e «Gli diamo una fucilata». È successo a un piccolo di capriolo, che è fortunatamente riuscito a mettersi in salvo senza finire sulla traiettoria di qualche altro mezzo. Quali conseguenze abbia avuto l’inseguimento sulle sue condizioni psicofisiche, però, è impossibile saperlo.

Il video dell’inseguimento del capriolo – che è un maltrattamento animale in piena regola, e che Kodami sceglie di non pubblicare nel rispetto della dignità di tutti gli esseri viventi – è stato diffuso su Instagram, su una pagina che condivide video provenienti dal territorio fiorentino, e ha raccolto immediatamente decine di commenti indignati da parte di persone consapevoli di tutto ciò che di sbagliato c’è in un comportamento del genere. Sia a livello etico e morale sia fisico, perché i caprioli sono per natura prede, e dunque animali molto suscettibili allo stress e alla paura, che vedono nella fuga l’unica via di sopravvivenza. Animali che, se sottoposti a eccessivo stress appunto, possono anche morire. Il fatto che il capriolo fosse un piccolo aggrava ulteriormente la situazione, da tutti i punti di vista.

Nel filmato si vede chiaramente il capriolo provare a fuggire disperatamente, saltando su un alto muretto di cinta senza riuscire a scavalcarlo – e rischiando di rompersi le zampe – e poi riprendere a correre lungo via Fortini, inseguito dallo scooter: uno zoom del passeggero conferma che il motorino procede a 40 km/h («Sembra Usain Bolt», ride uno dei ragazzi) mentre il capriolo corre, terrorizzato, sino a quando sulla strada non arriva un uomo con un cane che lo fa deviare. A quel punto i due giovani in scooter continuano la corsa e l’animale scompare alla vista.

L’episodio, come detto, è stato duramente condannato da chi ha avuto modo di vedere il video su Instagram (la pagina nel frattempo lo ha rimosso) e sono state decine le persone che hanno parlato, molto correttamente, di maltrattamento animale e invocato l’intervento delle forze dell’ordine. Una ferma condanna è arrivata anche dall’Enpa, con la delegata della sezione fiorentina, Rossana Regimonti, che ha anche ricordato che il reato si configura anche a livello statale, visto che «la fauna selvatica è patrimonio dello Stato». Poi l’appello ai genitori affinché sensibilizzino i più giovani al rispetto degli animali e li mettano in guardia sulle conseguenze, anche penali, che comporta il maltrattamento.

Come più volte sottolineato anche su Kodami, inseguire un animale selvatico con un veicolo – auto o scooter – è quanto di peggio si possa fare in caso di incontro fortuito. Soprattutto di notte, quando i fari e il rumore li spingono a immobilizzarsi sulla strada o di contro a fuggire precipitosamente, mettendoli a rischio investimento da parte di altri veicoli. Se si incontra un animale selvatico su una strada bisogna invece rallentare, fermarsi addirittura se possibile, spegnere i fari e il motore e lasciargli riprendere la strada verso il suo habitat.