17 Ottobre 2022
9:07

Giornata dell’Alimentazione, attenzione anche agli animali di casa: il 30% ha problemi di peso

Secondo i dati Enpa, un animale su tre che vive nelle case degli italiani ha problemi di sovrappeso o obesità. I problemi principali sono alimentazione inadeguata e troppa sedentarietà.

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Foto: Eduard Delputte on Unsplash

Il 30% degli animali che vivono nelle case degli italiani è sovrappeso. Il dato è stato fornito dall’Enpa in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, il 16 ottobre, e a pochi giorni da una giornata molto sentita sull’obesità degli animali domestici negli Usa. Oltreoceano infatti il tema del sovrappeso e dell’obesità dei pet è molto sentito, anche alla luce del fatto che uno su due soffre di problemi di questo genere.

Le cause di sovrappeso e obesità in cani e gatti

In Italia, secondo i dati Enpa, la percentuale è più bassa – uno su tre – ma il numero è in aumento per una molteplicità di fattori. Da un lato la sottovalutazione del problema da parte degli umani di riferimento, dall’altro un’alimentazione non adeguata. Nei cani, in particolare, la causa dello sviluppo del sovrappeso o di obesità, come per gli umani, è che molto spesso mangiano troppo e si muovono troppo poco. A questo si aggiungono altri fattori predisponenti come la castrazione o la sterilizzazione, la presenza di patologie endocrine come l’ipotiroidismo o iperadrenocorticismo, la predisposizione genetica.

Per quanto riguarda i gatti invece, il problema risiede nel fatto che quelli che vivono in casa non hanno particolari stimoli nelle loro vite che non siano il momento del cibo. Castrazione e sterilizzazione, anche per loro, diminuiscono il metabolismo, causando una maggiore predisposizione a questo problema. Fra le cause di obesità nel gatto bisogna includere anche un’alimentazione ricca di carboidrati, non adatta a questa specie iper-carnivora. Negli alimenti commerciali secchi infatti la quota di amidi potrebbe superare facilmente il 40-50%, causando secondo degli studi una maggior ingestione di alimento da parte del gatto.

«Sono tanti i proprietari di cani che non si accorgono del problema – conferma Meir Levy, veterinario Enpa – e che scambiano per costituzione evidenti problemi di sovrappeso o obesità. A loro e a tutti quelli che hanno un cane fuori forma ripeto sempre che nonostante alcune razze siano più predisposte a prendere peso, non esistono cani o gatti in sovrappeso od obesi per costituzione».

Come interpretare il Body Condition Score per valutare lo stato del proprio compagno animale

In linea generale un cane o un gatto si può considerare sovrappeso se supera del 15% il suo peso forma. Se il peso eccede del 30% quello ideale, l’animale viene invece considerato obeso. Le valutazioni vanno necessariamente affidate a un veterinario, ma uno strumento che può rivelarsi utile per valutare la forma fisica del proprio pet senza entrare nei classici parametri delle percentuali di grasso corporeo – difficili da comprendere e valutare se non si è professionisti – è il Body Condition Score. Si tratta di uno schema comparativo sulla forma fisica del cane e del gatto, che si basa sull’osservazione dell’animale da sopra e dal lato per confrontarne la forma fisica con quella dei 5 modelli proposti. A ogni modello corrisponde un punteggio.

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in foto: Provided courtesy of the World Small Animal Veterinary Association (WSAVA). Available at the WSAVA Global Nutrition Committee Nutritional Toolkit

in foto: Provided courtesy of the World Small Animal Veterinary Association (WSAVA). Available at the WSAVA Global Nutrition Committee Nutritional Toolkit

Punteggio 1 – Denutrito: Un cane o un gatto con il punteggio uno è in stato di denutrizione e deve essere aiutato quanto prima perché le carenze sono gravi e possono portarlo addirittura alla morte. Questa condizione, nota come cachessia, fa sì che l’animale non possa essere sottoposto ad alcune terapie farmacologiche o antiparassitarie quindi mai intervenire in autonomia. Si nota subito che, anche da lontano e senza toccarlo: sono visibili le coste, la forma del bacino, la serie di punte sulla schiena (che sono i processi spinosi delle vertebre lombari). Accarezzandolo si sentono benissimo le ossa. Anche se vediamo l’animale dall’alto si vedono chiaramente le impronte laterali delle costole, mentre il restringimento addominale è molto evidente.

Punteggio 2 – Sottopeso: con il punteggio due si indica un cane o un gatto sottopeso, che non raggiunge la sua forma ottimale. Questo potrebbe dipendere da una mancata nutrizione, magari una dieta ipocalorica, ma anche da diverse malattie che hanno come sintomo proprio il dimagrimento. Le coste non si vedono da fuori, ma accarezzando il cane o il gatto si sentono immediatamente e bene. Il bacino è evidente, ma la forma non è ben definita, mentre accarezzando l’animale nella parte finale della schiena si possono sentire le protuberanze ossee delle vertebre. Visto dall’alto, il restringimento alla vita è molto evidente, ma non si notano le impronte delle costole.

Punteggio 3 – Normopeso: Quando un cane o un gatto hanno punteggio tre significa che il loro peso è adeguato e sono animali normopeso. Guardando di lato, le coste non si vedono dall’esterno, e con la mano si sentono solo ad una leggera pressione. Accarezzando sulla schiena, non sentiamo le ossa, e la schiena sembra una linea sempre unita. Vedendo un animale normopeso dall’alto ha il caratteristico “aspetto a clessidra”, cioè con restringimento in corrispondenza dell’addome, che tende a scomparire quando il

Punteggio 4 – Sovrappeso: Nell’animale sovrappeso le coste diventano palpabili con difficoltà, e si sentono solo se si fa una pressione intensa con le dita, altrimenti si sente una superficie liscia. Solitamente il pelo è ben formato e lucido, se l’animale non ha patologie cutanee o metaboliche. Lateralmente si nota un ingrossamento dell’addome nella parte finale, tra le zampe posteriori, ma attenzione: anche se è sovrappeso non ha la pancia prominente, come invece accade nell’essere umano, e questo trae maggiormente in inganno i proprietari: si aspettano che un cane o un gatto grasso abbiano la pancia, quando invece non è così! Dall’alto, i lati del cane appaiono paralleli, senza restringimenti, mentre il gatto ha un aspetto rotondeggiante.

Punteggio 5 – Obeso: L’ultimo punteggio è il più grave, quello che non andrebbe mai raggiunto e se il vostro animale lo raggiunge bisogna assolutamente fare qualcosa. I gatti obesi, nella mia pratica, sono più frequenti dei cani obesi. Le coste non si sentono per niente, nemmeno facendo pressione, e si notano depositi di grasso sul collo e un ingrossamento dell’addome nella parte che si trova tra le zampe, ma anche qui senza che ci sia una vera e propria “pancia” come nell’uomo. L’addome è molto disteso, è duro se lo accarezziamo. Visto dall’alto, un animale obeso ha forma rotonda, più marcata nel gatto che nel cane ma sempre rotondeggiante; l’animale perde del tutto l’aspetto “a clessidra” tipico dei cani normopeso, e in questi casi bisogna assolutamente fare qualcosa per risolvere la situazione, perché un’obesità così marcata rischia di aprire la strada a malattie mortali. Un cane o un gatto in questa situazione è come un uomo che supera i 150 chili di peso.

Rendersi conto è il primo passo, e in questo senso lo schema può aiutare molto – prosegue Meir Levy – è evidente che successivamente è necessaria una visita da un medico veterinario che darà tutte le corrette indicazioni terapeutiche e dietetiche e procederà con eventuali ulteriori esami. Spesso mi chiedono da che età è importante monitorare. Se ci troviamo di fronte a dei profili di sovrappeso o obesità è bene iniziare subito, anche giovanissimi. Talvolta è importante valutare anche la condizione dello scheletro o dei muscoli che possono limitare il movimento, contribuendo allo stato di sovrappeso. La forma fisica è fondamentale per la salute dei nostri pet, non dobbiamo vergognarci se abbiamo fatto qualche errore di valutazione o di alimentazione, l’importante è ripartire e non trascinare condizioni di sovrappeso o obesità che possono essere letali per i nostri amici a quattro zampe».

Le informazioni fornite su www.kodami.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio veterinario.
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Andrea Barsanti
Giornalista
Sono nata in Liguria nel 1984, da qualche anno vivo a Roma. Giornalista dal 2012, grazie a Kodami l'amore per gli animali è diventato un lavoro attraverso cui provo a fare la differenza. A ricordarmelo anche Supplì, il gatto con cui condivido la vita. Nel tempo libero tanti libri, qualche viaggio e una continua scoperta di ciò che mi circonda.
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