Gli esemplari di scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis), dunque della specie aliena americana che sta per entrare in Emilia-Romagna, saranno salvati. La Regione aveva avviato un piano di eradicazione per cercare di evitare che potessero prendere il sopravvento sugli esemplari autoctoni di scoiattolo comune. La Lav, la Lega anti-vivisezione, ha proposto all’assessorato regionale all’Agricoltura di prendersi cura di loro e di ospitarli a vita in un santuario autorizzato dal ministero dell’Ambiente dedicato proprio alle specie invasive.

«Siamo molto felici della disponibilità espressa dalla Regione Emilia-Romagna, che consentirà di salvare la vita agli scoiattoli che, dopo la cattura, saranno ospitati a vita in un santuario allestito con tutti gli accorgimenti e le strutture necessarie a garantire il massimo benessere e tutela degli animali», dichiara Massimo Vitturi, responsabile nazionale Lav Animali Selvatici.

Il Regolamento europeo delle specie invasive, spiegano da Lav, prevede che gli animali siano eradicati dai Paesi membri, «ma inevitabilmente le amministrazioni scelgono sempre» i metodi letali. «Non è però tollerabile che gli animali paghino per responsabilità altrui, come nel caso degli scoiattoli grigi, che per decenni sono stati venduti come ‘animali da compagnia’ mentre i commercianti, gli importatori e gli allevatori si sono arricchiti sulle loro vite», aggiungono.

I rappresentanti della Lega anti-vivisezione chiedono che l’Italia finanzi la ricerca sul vaccino immunocontraccettivo che «procede con ottime prospettive ma troppo lentamente, e rappresenta l’unica prospettiva realmente praticabile per favorire la convivenza con gli animali selvatici, scoiattoli grigi compresi, rispettando le loro vite perché agisce unicamente sull’inibizione della riproduzione».

Diverse sono le specie aliene invasive che vivono in Europa: tra loro c’è la nutria (Myocastor coypus), originario del Sud America e che venne portato in Italia a causa degli allevamenti da pelliccia, ma anche il pesce gatto (Ameiurus melas), introdotto nei primi del Novecento.

I ricercatori dell’Università di Guelph, in Canada, hanno pubblicato uno studio su Acquacolture, nel quale descrivono che anche la carpa (Cyprinus carpio) è stata una specie aliena. Il suo ingresso in Italia fu a causa dei Romani che la vollero per i loro allevamenti. L’antenato delle carpe moderne è originario, infatti, del Mar Nero e del Caspio, ma le sue presenze sono state attestate anche in Estremo Oriente.

Lo scoiattolo grigio in Emilia-Romagna, la Giunta: «Va ucciso per salvare quello europeo»