Basta alla pellicce in copertina, nei contenuti editoriali e pubblicitari sulla rivista Elle. Il mensile (in Italia settimanale), nato in Francia e di proprietà del gruppo francese Lagardère, con 45 edizioni in tutto il mondo, circa 33 milioni di lettori dal Messico al Giappone e 100 milioni di visitatori online mensili, diventerà la prima grande testata di moda e lifestyle "fur free".

L’annuncio del direttore internazionale di Elle, Valéria Bessolo Llopiz è arrivato forte e chiaro al Business of Fashion Voices 2021, la conferenza annuale dell'industria della moda in Gran Bretagna: «La presenza delle pellicce animali nelle nostre pagine e sui nostri media digitali non è più in linea con i nostri valori, né con i nostri lettori» ha affermato Llopiz. «È quindi tempo che anche Elle cambi davvero, rifiutando in tutto per tutto la crudeltà sugli animali, aumentando la consapevolezza per il loro benessere e promuovendo un'industria della moda più umana».

La rivista ha già eliminato le pellicce dalle pagine di 13 delle sue edizioni. Altre venti seguiranno dal 1 gennaio 2022 e il resto inizierà l’anno dopo ancora. «La pelliccia è diventata antiquata», continua Bessolo Llopiz, come ormai è evidente anche dal numero sempre più in aumento di stilisti e grandi marchi della moda che scelgono di passare a programmi Fur Free per sottolineare una visione più moderna ed etica del lusso. E inoltre, conclude la manager, «siamo in una nuova era e la Generazione Z, che è l'obiettivo d'oro per la moda e il lusso, ha grandi aspettative in termini di sostenibilità ed etica».

La notizia è stato accolta con grande entusiasmo dall’Humane Society degli Stati Uniti, organizzazione senza scopo di lucro che si occupa del benessere degli animali. «Questo annuncio porterà un cambiamento positivo nell'intera industria della moda e ha tutto il potenziale per salvare innumerevoli animali da una vita di sofferenza e una morte crudele» hanno dichiarato i portavoce.

Entusiasmo anche dalle associazioni per i diritti degli animali, in primis la Peta, People for the Ethical Treatment of Animals: «La promozione delle pellicce sulle riviste di moda appartiene al passato» ha detto Elisa Allen, direttore del Regno Unito, accogliendo con favore la decisione di fare lo stesso da parte di altre pubblicazioni, tra cui British Vogue, InStyle USA, Cosmopolitan UK e il nuovo Vogue Scandinavia, e attendendo che diventi la normalità per tutte le riviste di moda.

La decisione di Elle e delle altre riviste di eliminare le pellicce dalle loro pagine, non è casuale, ma è la conseguenza di un lungo periodo in cui la pressione degli attivisti per i diritti degli animali e la crescente opposizione dell’opinione pubblica all'uso della vera pelliccia sull’industria della moda è stata fortissima.

Un sondaggio YouGov del 2020 ha rilevato che il 93% dei britannici si rifiuta di indossare la pelliccia naturale, mentre un altro di Research Co mostra che negli Stati Uniti il ​​71% si è opposto all'uccisione di animali a tal fine.

Anche l'Europa, però, dai vari sondaggi realizzati, mostra di essere fur free: in Francia, per esempio, il 90% delle persone si è opposto al commercio di pellicce e  l'84% dei tedeschi, in un rilevazione del 2020, ha affermato che la crudeltà nei confronti degli animali e l'uccisione per la loro pelliccia era inaccettabile. L'Italia ha espresso la sua contrarietà per l'86 per cento delle persone, in un sondaggio del 2019 dell'Eurispes

Israele è andato ancora più avanti: a giugno ha messo al bando proprio il commercio delle pellicce. «L’industria della pelliccia infligge crudeltà e sofferenze indescrivibili agli animali in tutto il mondo. La firma di questi regolamenti renderà il mercato della moda israeliano più rispettoso dell’ambiente e molto più amichevole verso gli animali» ha dichiarato il ministro dell’Ambiente israeliano Gila Gamliel a giugno approvando il provvedimento.

Israele, però, è il secondo Paese a farlo, il primo a vietare la produzione e la vendita di pellicce fu, nel 2019, la California.