priscilla
in foto: Credit Drag Race Italia

«Gli animali per me sono famiglia, possiamo dire che sono animale dipendente». Sorride Priscilla, all'anagrafe Mariano Gallo, la drag queen che in questi giorni ha raccolto una sfida tra le più impegnative per chi fa il suo lavoro: portare in Italia Drag Race, il programma cult americano ideato da RuPaul che ha avuto il merito di portare l’arte drag in tv rendendola popolare, combattendo gli stereotipi di genere, l’omofobia e la discriminazione con il sorriso.

Priscilla, napoletana d’origine ma greca d'adozione, prende molto seriamente il suo ruolo: divertimento e intrattenimento certamente, ma stare sul palco le consente di mandare un messaggio potente di libertà, inclusività e rispetto. Per tutti: non è un caso che oltre che attivista Lgbtq+ sia anche animalista, come ci ha raccontato in una lunga intervista in cui ci ha parlato del rapporto con gli animali e del legame che la unisce a Will, Grace, Jack e Pita, ovvero i suoi compagni di vita: un Bassotto tedesco (Will), un simpatico gatto rosso (Jack), un'aristocratica gatta nera (Grace) e un asinello (Pita).

Priscilla, su Instagram i protagonisti sono i suoi look e gli animali. Che rapporto ha con loro?

Sono animale dipendente! Sono vegetariana per scelta etica, amo tutti gli animali. Oggi vivo con un cane che mi è stato regalato 14 anni fa dal mio migliore amico e con due gatti che ho trovato per strada a Mykonos. In Grecia siamo pieni di gatti, potremmo dire invasi, e io ho trovato questi gattini piccolissimi e li ho portati a casa. Sono follemente innamorata di loro e di tutti gli animali, abbiamo un rapporto eccezionale. D'altronde vivendo sola gli animali sono la mia famiglia.

Di questa famiglia fa parte anche Pita. Come siete finiti a condividere la vita?

Purtroppo in Grecia, sulle isole soprattutto, non hanno tutti la cultura del rispetto per gli animali, li trattano come macchine da lavoro e spesso gli asini vengono abbandonati nelle terre sperdute perché quando non possono più lavorare per loro diventano un peso e un costo senza guadagno. Sono a conoscenza di questa situazione, visto che vivo in Grecia da anni, e così quando non lavoro a Mykonos vado con altri turisti e persone che vivono sull'isola a controllare i terreni, perché sappiamo che in determinate parti dell’isola non frequentate si trovano cavalli e asinelli abbandonati. Due anni fa ne ho trovato uno in condizioni terribili e ho preso la situazione talmente a cuore, visto che era una cosa disumana, da smuovere l’impossibile.

Un'impresa difficile in un'isola del Mediterraneo?

Partiamo dall'assunto che quando trovi un animale abbandonato non puoi entrare nel terreno, perché il proprietario potrebbe denunciarti. Quindi inizi con il dargli da mangiare per creare un rapporto. Poi ho cercato il proprietario, ma ho dovuto muovermi con cautela, perché se si viene a sapere che lo stai cercando è possibile che decida di spostare l’asino in un altro appezzamento di terra per non farlo trovare. Io mi sono imputata: sono andata alla polizia e ho detto chiaramente che mi sarei portata via Pita, ho deciso di chiamarlo così. Se me l'avessero impedito avrei portato tutti i giornalisti di mia conoscenza a Mykonos per far vedere cosa stava succedendo. Gli ho detto: "O mi lasciate portare via l’asinello o mi incateno al cancello". Di notte sono andata al terreno con l'associazione con cui collaboro e abbiamo preso Pita. L'ho trasferito in un terreno dove ho costruito una capanna in cui si può riparare dal caldo e dal freddo, e oggi fa parte della famiglia.

Che cosa è successo dopo il salvataggio di Pita?

Pita è accudito quotidianamente ed è diventato il protagonista di molte mie storie su Instagram. E così le persone che mi seguono hanno scoperto della sua esistenza e hanno iniziato ad andarlo a trovare: gli danno da mangiare, gli fanno visita.

Una sorta di mobilitazione cui lei non è nuova…

No, infatti. Ogni volta che posso cerco di aiutare la causa animalista. Lo scorso anno per esempio, in occasione di Pasqua, con un canile greco abbiamo creato le uova di Pasqua di Priscilla e le abbiamo vendute: il ricavato andava alla struttura per comprare le coperte, gli anti parassitari e tutto ciò che serviva. Priscilla è disponibile ad aiutare chiunque abbia bisogno di aiuto, canili, gattili e associazioni: non c'è niente che mi renderebbe più felice.

Chiara Francini con Nej Nej e Rollone, Tommaso Zorzi con Priscilla e Gilda

E gli altri protagonisti di Drag Race Italia? Anche loro condividono la vita con animali. Chiara Francini è legatissima ai suoi gatti: i Maine Coon fratelli Nej Nej Nora e Rollone, lei nera, lui rosso. Per l’attrice sono talmente importanti che è proprio Rollone la voce narrante del suo ultimo libro, “Il cielo stellato fa le fusa”, un romanzo che sulla scia del Decamerone racconta Firenze e la Toscana, terra d’origine di Francini. Che su Instagram ha condiviso la sua visione della vita sfruttando proprio un primo piano di Rollone: «Il mio gatto fa quello che io vorrei fare, ma con meno letteratura».

Infine Tommaso Zorzi: anche lui ha scelto un gatto come compagno di vita, nello specifico un maschio di Scottish Fold grigio cui ha dato il benvenuto lo scorso aprile, e che ha chiamato – molto opportunamente – Priscilla, proprio in onore della drag queen.

Credit Twitter / Tommaso Zorzi
in foto: Credit Twitter / Tommaso Zorzi

Prima di Priscilla, però, accanto a Zorzi c’era e tutt’ora c’è Gilda, un bassotto tedesco che è entrato nella sua vita ormai oltre 4 anni fa, che lui definisce la vera regina di casa.