Dopo la storia di Bregungia e di Paolo, eccone un’altra che ripropone il tema del binomio clochard-cane: quella di Fetiza.

Daniel è un uomo di 36 anni che vive in strada con una cucciola di due mesi di Amstaff. La sua storia è quella di un viaggio che l'ha portato da Timișoara in Romania per giungere in Italia e cercare lavoro e fortuna.iPurtroppo le cose non sono andate bene e l'uomo è rimasto disoccupato e per tirare su qualche soldo chiede l'elemosina davanti a un market di Genova, in via Varenna a Pegli.

Lo scorso sabato le guardie zoofile Pali (come riportato nella denuncia ai Carabinieri) arrivano davanti al supermercato e prelevano Fetiza. Daniel già assistito da associazioni animaliste, va dai militari a denunciare l'abuso di potere, a suo dire, subìto.

«Sabato mattina – si legge nella denuncia – ero davanti all’ingresso dell’Eurospin con in braccio Fetiza, quando mi si è avvicinata una donna sconosciuta con un cappellino con delle scritte, che ha strappato dalle braccia il mio cane, dicendo di essere una guardia e che il cane era malato e che doveva essere curato». Daniel si prende cura di Fetiza come dimostra il suo libretto sanitario e il cane non è ancora registrato all'anagrafe canina ma è ancora nei termini di legge.

«Gli ho mostrato il libretto sanitario dicendole che il cane era sano e lei, per tutta risposta, lo ha preso, strappandolo a pezzi, gettandolo sull’asfalto e dicendomi "torna al tuo paese!". È poi salita con il mio cane su un’auto con la scritta Guardie Zoofile, guidata da un’altra persona ed è ripartita a sirene spiegate. Nessun foglio mi è stato rilasciato e non mi ha detto dove veniva portata Fetiza».

Daniel sprofonda nello sconforto: «Fetiza è il mio cane, è tutto quello che mi è rimasto. È in salute, più lui di me. I clienti del supermercato ci aiutano, ci danno da mangiare, non le faccio mancare nulla». Lo confermano ai carabinieri due persone che ieri mattina si sono recate in caserma per testimoniare a favore di Daniel.

«Canile Monte Contessa. C’erano problemi per prenderlo subito e così ho chiesto aiuto ad un avvocato ed il cane mi è stato restituito. Ora sono qua, ancora incredulo e spaventato; spero che i carabinieri facciano giustizia per quello che è successo».

La replica di Pali

Dopo il clamore mediatico, l’assoluto Pali ha inviato una nota stampa con la dichiarazione della guardia intervenuta su chiamata “per salvare un cucciolo di Amstaff abbandonato al sole”.

Di seguito quanto dichiarato dall’associazione. «Il 23 luglio 11.30 vengo chiamata da una signora che mi dice che un cucciolo di cane giace inerme sopra uno straccio in via Opisso, a Pegli, nei pressi dell'Eurospin. Io e un allievo del corso di guardia zoofila partiamo con sirena perché la segnalante mi ha detto che il cane era evidente stesse male. Arrivati sul posto trovo la cucciolina femmina di Amstaff, American Staffordshire: constato che non ha nessun tipo di reazione. Subito ho pensato dormisse, ma in realtà la piccolina non reagiva. Controllo se la cagnolina è provvista di chip e attesto che ne era sprovvista.

Valutato che, comunqua, il cucciolo non stava bene, probabilmente aveva un inizio di colpo di calore, la prendo e decido di portarla a fare un controllo. Quando faccio per capricare la cagnolina in macchina mi si presenta un rom con tono minaccioso dicendomi “il cane è mio”.

Gli dico: “Ho controllato e il cane non ha il chip. Per me può essere di chiunque. Perciò io, in questo momento, nell'eserizio delle mie funzioni, sto raccogliendo un cucciolo in difficoltà, non chippato tanto che, per me, risulta un ‘cane vagante'”.

La persona si è inalberata, inveendo animatamente verso di me.
Mi ha strappato dei fogli davanti alla faccia. A quel punto mi sono rivolta al rom dicendo: Io prendo il cane, lo porto alla clinica perché non sta bene. Poi chiamerò la Croce Gialla: essendo un cane vaganate che non ha un chip, sarà la pubblica assistenza a portarlo al canile.

Tra l'altro, il cucciolo buttato per terra sull'asfalto cocente aveva davanti a sé una ciotolina con degli spiccioli: segno evidente che la persona che deteneva il cane faceva accattonaggio. Tanto che io gli ho più volte ripetuto che l'accattonaggio è vietato con gli animali ex art. 5 Regolamento comunale di Genova.

Presa la cagnetta siamo corsi siamo arrivati alla Clinica Foce: già in macchina il cucciolo si era un po' ripreso perché io le bagnavo i polpastrelli, le cosce, sotto il collo, dalle orecchie Non era un effettivo colpo di calore ma sicuramente, fosse stata ancora sull'asfalto, sotto il sole di mezzogiorno (quando siamo arrivati sul posto c'erano circa 37-38) certamente le conseguenze sarebbero state molto gravi.

Quanso siamo arrivatri alla Clinica Foce i medici mi hanno rifornito di ghiaccio da mettere sui polpastrelli del cucciolo: nel frattempo abbiamo avvisato la Croce Gialla che eravamo alla Clinica Foce con questa cagnina ritirata in difficoltà respiratoria e, almeno all'inizio, priva di qualsiasi reazione vitale.

La Croce Gialla è intervenuta di lì a poco e ha portato il cucciolo al canile Una-Monte Contessa dove, hanno dichiarato i militi, il veterinario di turno potrà occuparsi della piccolina.

Da quanto ho appreso dal canile Una-Monte Contessa, lo zingaro mi pare abbia chiamato il canile per riavere il suo cane e che sia stata eseguita la prassi di norma: ha dichiarato che il cane era suo, non so con qualce criterio visto che il cane non aveva il chip, e dopo pochi giorni la asl e i veterinari glielo hanno riconsegnato microchippato.

Sulla vicenda pare sia stata sporta denuncia da parte della persona rom. Noi di Pali scriviamo “pare” perché, nonostante le indicazioni di alcuni giornalisti, il Comando Provinciale dei carabinieri, da noi interpellato oggi 1/8/2022 alle ore 15 ha recisamente negato l'esistenza di qualsiasi denuncia in merito. Un'ipotesi può essere, dunque, quelle di una denuncia in Procura, di cui però né la guardia zoofila né l’associazione Pali al momento è venuta a conoscenza.

A questo riguardo alcuni organi di informazione parlano di una denuncia e di un ”aggiornamento denuncia” con testimoni. Speriamo vivamente, prima di tutto, che se esiste questa denuncia con testimoni, non si tratti dei soliti “testimoni da incidente stradale”, quelli che per intenderci prima non ci sono e poi spuntano (anche se non c'erano comunque). Ipotizzando che quanto riporta la stampa sia vero e non fake news, ossia che la denuncia esista, pare che tra questi testimoni ci sia un vigile o un poliziotto che, dice la stampa, avrebbe assistito al fatto, come riportato dal titolare di un negozio e dalla cassiera del market.

Ora, se questo fosse vero sarebbe gravissimo. Nel senso: se lì, sul posto, c'era un poliziotto o un vigile, anche fuori servizio, perché non è intervenuto? “Perché – si chiede la guardia zoofila che invece ha agito prontamente – non è intervenuto su un animale inerme abbandonato sull'asfalto? Perché non è intervenuto essendo anche lui una forza pubblica? Se magari interveniva prima di me si evitava tutto questo”.

Giusto in relazione a questo episodio, casomai il testimone (poliziotto o vigile o altra forza pubblica) si appalesasse realmente, sappia che Pali è pronta a far scattare una denuncia ex art 328 c.p. per “omissione di atti d'ufficio”».