Senato, foto copertina | Kodami

Nuova batosta in Senato per i diritti degli animali: durante l'esame del decreto legge Incendi di ieri pomeriggio è stato bocciato l'emendato relativo al blocco della caccia in seguito al verificarsi di roghi. I cacciatori, quindi, potranno continuare le loro attività anche dopo eventi disastrosi come gli incendi. La partita però non è perduta: l'emendamento potrebbe essere ripresentato in Aula.

La Lega promotrice della bocciatura

L'esame in Senato per la conversione in legge del dl Incendi, relativo al contrasto degli incendi boschivi, ha dato esiti inaspettati. Dopo i buoni risultati raggiunti proprio in Parlamento con il primo sì per la tutela dell'ambiente e degli animali da inserire in Costituzione ecco un passo indietro. La discussione ha spaccato la maggioranza: contraria al divieto di caccia la Lega, favorevoli il Movimento 5 Stelle e Liberi e Uguali, si sono astenuti invece i senatori del Partito Democratico. Nella sua formulazione originaria l'emendamento prevedeva il divieto della caccia almeno per tutta la stagione venatoria nelle regioni in cui viene dichiarato lo stato di emergenza a seguito di incendi di vaste proporzioni. Nonostante il testo fosse stato poi significativamente mitigato, circoscrivendo il divieto ai soli comuni direttamente interessati dal rogo e alle zone immediatamente limitrofe, la Lega non ha ceduto. Dopo l'accesa discussione di giovedì scorso, tale da interrompere la discussione nella Commissione, i senatori del carroccio sono riusciti a bocciare in toto l'emendamento. Del resto, non è la prima volta che la Lega mette i bastoni fra le ruote a una proposta a favore degli animali e proprio il partito di Salvini ha osteggiato la riforma della Costituzione pro animali con raffiche di emendamenti.

I cinghiali: vittime della caccia e dei roghi

Secondo i senatori della Lega e di Italia Viva, una simile proposta andrebbe in danno degli agricoltori, perché realizzerebbero di fatto oasi di protezione per animali selvatici come i cinghiali, dannosi per il comparto agricolo. «Sul tema della caccia abbiamo assistito a un dibattito ideologico – ha dichiarato la senatrice di Italia Viva-Psi Laura Garavini – E che ha visto alcuni schierarsi su posizioni precostituite, a favore della sospensione della caccia nelle aree in cui si siano avuti incendi gravi, per i quali si preveda lo stato di emergenza. Non possiamo dimenticare che, in quegli stessi territori, vivono e lavorano agricoltori anch'essi colpiti dai roghi. Che pagano lo scotto sulla propria pelle. La stagione venatoria funge da argine al proliferare di cinghialie animali selvatici che, a loro volta, danneggiano le coltivazioni. Se sospendessimo la caccia, questi agricoltori pagherebbero un prezzo doppio».

In realtà le vittime degli incendi, soprattutto dei più gravi ed estesi, sono nella maggioranza dei casi proprio i cinghiali e buona parte della fauna selvatica che vive a ridosso delle coltivazioni, in condizioni di assoluta sofferenza per l'espansione umana. L'ultimo caso risale a questa estate quando a perdere la vita tra le fiamme è stata una intera colonia di cinghiali nel Casertano.

Non è dello stesso avviso il senatore grillino Gianluca Perilli: «Quello proposto dalla maggioranza, e che avevo sottoscritto, era una norma che aveva un senso ben preciso. Parliamo di animali tramortiti, feriti o magari in fuga dalle fiamme, che hanno visto i propri habitat distrutti dagli incendi. Il paradosso sta nel fatto che gli stessi partiti che hanno votato contro l'emendamento in questione si sono espressi favorevolmente sulla riforma costituzionale che introduce la tutela dell'ambiente e degli animali in Costituzione, legge che ora ritorna per giunta in Senato». E senza mezzi termini si rivolge ai colleghi da sempre schierati in favore dell'attività venatoria: «Mentre il partito trasversale della caccia assume posizioni antistoriche, il Movimento 5 Stelle continuerà in Parlamento la propria battaglia a favore della tutela degli animali e dell'ambiente». Perilli ha quindi confermato che nonostante i primi blocchi la proposta andrà avanti e sarà ripresentata, anche se ciò dovesse significare il rimbalzo della proposta da una camera all'altra del Parlamento.