pulcino maschio

Dopo un lungo lavoro di pressione politica da parte di Animal Equality sulle istituzioni, alla fine di giugno il Senato ha approvato un emendamento che permetterà di evitare che vengano uccisi tra i 24 e i 40 milioni di pulcini ogni anno.

I pulcini maschi, considerati scarti nell’industria delle uova, in quanto non in grado di deporre uova e non utili alla produzione di carne, vengono triturati vivi o soffocati a un giorno dalla schiusa delle uova, senza l’utilizzo di tecniche di stordimento.

A dicembre 2021 l’Onorevole Francesca Galizia, capogruppo del MoVimento 5 stelle in commissione Politiche UE, insieme all’ONG Animal Equality aveva proposto un emendamento che chiedeva la fine dell’abbattimento selettivo dei pulcini maschi. Il 30 giugno 2022 l’emendamento, inserito all’interno della Legge di delegazione europea 2021, è stato approvato insieme alla normativa che, contenendo delle modifiche, ora torna alla camera per approvazione.

Adesso si dovrà attendere il 2026 perché lo stop definitivo a questa pratica avvenga, a causa dei tempi di adeguamento per l’aggiornamento delle procedure di lavoro e dello stato delle tecnologie delle imprese del settore dell’allevamento delle galline ovaiole, supportando dall’altro lato lo sviluppo e la diffusione di tecnologie e strumenti per il sessaggio degli embrioni in ovo, in grado di identificare il sesso del pulcino prima della schiusa dell’uovo.

Importante monitorare se la situazione in Europa cambierà. Nell’Unione Europea ogni anno vengono uccisi 300 milioni di pulcini maschi ad un giorno di vita, così 198 ONG per la protezione degli animali hanno chiesto ai ministri dell’Agricoltura europei di sostenere il divieto di uccisione sistemica dei pulcini maschi nell’industria delle uova e degli anatroccoli femmina nell’industria del foie gras in tutta Europa.

La Commissione europea proporrà una nuova legislazione per meglio regolamentare le pratiche legate alla zootecnia, tuttavia sarà il Consiglio dell’Unione Europea a decidere sull’adozione della riforma. Dunque, è fondamentale che tutti i ministri dell’Agricoltura dei 27 stati membri sostengano questa riforma per assicurarne l’adozione.