Le spese del veterinario valgono per il fisco come quelle per il medico. Quindi, sono detraibili. Ma chi ama gli animali ha un’occasione in più: può dedurre anche le erogazioni liberali delle associazioni. Niente da fare, invece, per il cibo, tanto meno per i prodotti non farmacologici per le diete speciali e che si possono trovare al supermercato.

Ecco cosa si può detrarre dalle tasse

«Le spese veterinarie sono oneri detraibili per il 19% del totale fino a un massimo di 500 euro – spiegano i commercialisti dello studio Iannelli di Bari – Questo significa che tutte le spese che si fanno dal veterinario, previa fattura o ricevuta che sia intestata al proprietario dell’animale da compagnia, sono fiscalmente parificate alle spese mediche degli umani. Devono essere spese tracciabili, pagate non in contanti. Le fatture del veterinario vanno pagate con carta di credito, assegno, bonifico, bancomat. I farmaci, anche in contanti». La regola vale non solo per chi ha cani e gatti ma anche per tutti gli altri animali che si ospitano in casa, come rettili o roditori.

Porte sbarrate alla dichiarazione dei redditi per i pasti degli animali. «Non si possono detrarre cibi, neanche gli alimenti speciali che vengono comprati al supermercato, Inoltre, non si possono dedurre le spese di toelettatura», proseguono. Dunque, crocchette e pasti umidi per gatti sterilizzati, per esempio, seguono le stesse regole dei pasti ordinari.

Cosa si può detrarre:

  • Le prestazioni sanitarie del veterinario
  • L'acquisto di medicinali veterinari prescritti dal veterinario
  • Le spese per analisi di laboratorio e interventi presso cliniche veterinarie

Cosa non si può detrarre:

  • I mangimi speciali per animali da compagnia prescritti dal veterinario: non possono essere considerati farmaci ma, secondo l'Agenzia dell'entrate, sono prodotti dell'area alimentare

Cosa significa tutto questo? A fronte di 1.000 euro di spese per il veterinario che vengono fatte in un anno, si detrae dal reddito complessivo personale il 19% del totale delle spese stesse. Dunque, 190 euro. Attenzione, però: c'è una franchigia di 121,11 euro da tener presente. Queste cifre vanno comunque scritte nella sezione I, dal rigo E8 al rigo E10, dove si trovano le altre spese del 730.

L'ultima legge di bilancio ha permesso, nella dichiarazione dei redditi del 2021, di far denunciare un totale di 550 euro e non più solo di 500 euro. Un aumento di 50 euro che aiuterà ancora di più chi, in casa, ha un animale domestico. Le spese devono essere sempre, comunque, tracciate.

Nella dichiarazione precompilata le tipologie delle spese per gli animali domestici sono quelle con codici FV (Farmaco veterinario) ed SV (Spese veterinarie).

Donare alle associazioni animaliste è detraibile

Donare a un’associazione di volontariato che sostiene gli animali, conviene. «Le erogazioni liberali date alle associazioni animaliste seguono le stesse regole delle altre associazioni riconosciute – proseguono dallo studio Iannelli – Si detrae sempre il 19% dell’erogazione. Può essere un'opportunità conveniente per sostenere tutta quella rete di assistenza che ogni giorno aiuta cani, gatti e altri animali».

Quando bisogna dichiarare le fatture? «Con la scadenza dell’Unico del 2021 bisognerà presentare fatture e ricevute che hanno la data del 2020 – aggiungono – Il consulente deve sempre avere la documentazione per l’anno precedente. Devono esserci sempre tutti i dati fiscali, sia di chi ha emesso la documentazione sia di chi l’ha ricevuta. E’ un elemento importante, altrimenti non può essere valida per la detraibilità».