Tra sei anni, nel 2027, in Italia non si potranno più abbattere, in modo selettivo, i pulcini maschi delle galline. La Camera dei Deputati ha approvato un emendamento alla legge che recepisce in Italia una direttiva europea. L’atto è stato presentato da Francesca Galizia, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Politiche Ue. Ora manca solo la conferma definitiva al Senato, prevista per l’inizio del 2022.

Addio, dunque, all’uccisione dei pulcini di linea maschile della specie Gallus gallus domesticus. Sarà così necessario, secondo la proposta approvata, favorire strumenti per il sessaggio degli embrioni ‘in ovo' per identificare il sesso del pulcino prima della schiusa, così da eliminare le uova che contengano pulcini maschi.

Esultano le associazioni animaliste. «Oggi la Camera dei deputati ha compiuto una scelta di responsabilità e rispetto nei confronti di animali, esseri senzienti, che non possono più essere solo considerati scarti industriali. L’uccisione selettiva dei pulcini maschi che avviene ogni giorno nell’industria delle uova non può essere ancora considerata la normalità e oggi il Parlamento ha scelto di sostenere la nostra proposta che segue le linee dettate anche dell’Unione europea in materia di benessere animale. È tempo di favorire l’introduzione delle tecnologie in-ovo sexing anche in Italia, come già stanno facendo i produttori, e le istituzioni devono impegnarsi in questo percorso fondamentale per il progresso del nostro Paese e degli animali», ha commentato Alice Trombetta, direttrice esecutiva di Animal Equality Italia.

«Come Animal Equality – prosegue – abbiamo iniziato a lavorare a questo obiettivo l’anno scorso e ancora prima che la legge fosse approvata, la prima macchina per il sessaggio in-ovo è stata implementata in Italia grazie al nostro lavoro con Coop e Assoavi, che per prime si sono impegnate a introdurre le tecnologie in-ovo sexing. Già solo questa prima macchina potrà risparmiare 5 milioni di pulcini ogni anno a partire dal 2022».

Entro la fine del 2026, dunque, gli allevamenti italiani dovranno essere in regola per non trasformare più i pulcini maschi in scarto di produzione dell’industria ovaiola, qui sono considerati inutili per la produzione, in quanto non sono in grado di deporre le uova, né possono essere impiegati per la carne, in quanto specie diverse dai più comuni polli broiler utilizzati dall’industria alimentare. Per questo motivo ogni anno, in Italia, vengono uccisi tra i 25 e i 40 milioni di pulcini maschi.

Triturati vivi o soffocati, i pulcini vengono abbattuti  immediatamente, entro le prime 24 ore dalla nascita, e senza l'utilizzo di tecniche di stordimento. Animal Equality aveva lanciato nel 2020 una campagna firmata da oltre 100mila persone proprio per chiedere a Governo e industria di porre fine a questa situazione.