Era stato messo in vendita su un portale online a poche settimane di vita in maniera del tutto abusiva per poi morire pochi giorni dopo l'arrivo in famiglia. Lo hanno verificato le guardie zoofile dell’Oipa del Nucleo di Milano-Monza Brianza che al termine di un'operazione sotto copertura sono riusciti a sequestrare e quindi salvare, un altro cucciolo, per il quale si profilava il medesimo destino.

Gli animali erano entrambi vittime del traffico di cuccioli dall'est Europa, un fenomeno criminale che s'intensifica ogni anno in concomitanza con il periodo natalizio. Nell'annuncio online si sfruttava l'imminente arrivo del Natale per fare vendere ciò che non dovrebbe mai essere venduto: esseri viventi. Il traffico di cuccioli dall’est Europa rappresenta un “sistema” milionario anche perché i cuccioli sono vere e proprie bombe a orologeria sotto l'albero.

Come aveva segnalato a Kodami Gianluca Romiti, comandante del Centro Operativo Autostradale della Polizia di Stato in Friuli Venezia Giulia questi animali per i trafficanti non sono che oggetti: «I cuccioli devono arrivare per il periodo di Natale, devono sopravvivere il giusto affinché i bambini si affezionino. E poi devono morire, per "fidelizzare" il cliente e spingerlo a riprendere un altro cucciolo poco più avanti». In un ciclo di morte e sfruttamento senza fine.

Anche il cucciolo morto nel Milanese era inserito in questo sistema, infatti nelle foto online era ritratto vicino a un albero di Natale e definito "batuffolo mini mini". Nella descrizione, inoltre, si faceva presente che le dimensioni contenute avrebbero reso il cane adatto alla vita in spazi ridotti: «Famiglia privata cede a titolo di rimborso spese sanitarie bellissimi cuccioli di 90 giorni incrocio tra Pomerania toy e Chihuahua toy entrambi i genitori sono di pura razza i cuccioli sono disponibili da subito sverminati con antiparassitario fatto abituati alle traversine peso da adulti massimo 2 kg ideali per piccoli appartamenti».

In realtà, come hanno appurato le Guardie dell'Oipa, il cagnolino deceduto aveva circa 60 giorni e documenti non in regola. In borghese i volontari hanno incontrato il venditore, che si è fatto trovare in un parcheggio per la consegna del cucciolo. «Abbiamo ricevuto la segnalazione di una persona che aveva acquistato un cagnolino rispondendo a un annuncio su un noto portale – racconta il coordinatore delle Guardie zoofile Oipa di Milano – Monza Brianza, Fabio D’Aquila – Dopo averlo “ritirato” in un parcheggio, il cucciolo si è subito sentito male e dopo pochi giorni è morto dopo per un’infezione gastrica».

Per fortuna le Guardie zoofile sono riuscite a salvare un altro cucciolo, adesso sotto osservazione. «Dopo avere verificato che il cane non era vaccinato né registrato all'anagrafe canina, ci siamo qualificati e, con l'ausilio dei Carabinieri, abbiamo notificato sanzione e sequestrato il piccolo che, dopo la visita di un veterinario dell’Ats Brianza, è stato ricoverato nel canile sanitario Fusi di Lissone», continua D’Aquila.

L'episodio che ha coinvolto i piccoli cani milanesi è l'esempio lampante del perché non dovremmo mai comprare animali online né fidarci di chi li regala. Vendere animali online non è vietato. Eppure, dietro alla vendita di cani e altri animali a un prezzo molto più basso rispetto agli allevamenti si nascondono pericolose truffe.