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13 Maggio 2024
11:07

Cosa pensa un cane quando lo portiamo a fare una passeggiata

Un cane quando passeggia si concentra tantissimo sul "qui ed ora". I cani sembrano essere infatti molto presenti a se stessi e al contesto eapaci di valutare il mondo circostante con cognizione di causa prelevando informazioni attraverso l'olfatto. Ad ogni angolo il nostro amico lascia e prende informazioni attraverso le marcature e la passeggiata è un momento fondamentale della sua vita insieme a noi.

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C'è una vignetta che più di tante parole può rispondere alla domanda su che cosa un cane pensi quando sta passeggiando. Mostra un uomo e un cane in un bosco. Sulla testa dell'uomo c'è una nuvoletta con dentro tutti i pensieri che ha: lo stress del traffico, la buca della posta piena di lettere e bollette e così via. Tradotto: gli assilli della vita quotidiana. Sulla testa del cane, invece, ci sono quest'ultimo e il suo umano che passeggiano nel bosco.

Chi vive con un cane e fa passeggiate in natura o anche solo quando sta attento a osservare il suo compagno canino mentre si fa insieme il giretto in città, non può non essere d'accordo con il fatto che un cane quando passeggia si concentra tantissimo sul "qui ed ora". I cani sembrano essere infatti molto presenti a se stessi e al contesto (ci riferiamo al normo comportamento) e, seppur stiamo generalizzando, capaci di valutare il mondo circostante con cognizione di causa prelevando informazioni attraverso l'olfatto.

Dunque a cosa pensano i nostri amici canini? Diciamoci la verità, nessuno lo sa veramente e chissà se un giorno davvero avremo una Intelligenza Artificiale talmente evoluta da tradurci i pensieri del miglior amico dell'uomo. Ma quello che per ora possiamo ipotizzare è dettato appunto dall'interpetare il comportamento in passeggiata e così provare a capire quali sono i pensieri del nostro cane.

Cosa prova un cane durante la passeggiata

Un cane mentre passeggia fa qualcosa di simile a ciò che facciamo noi ma, al posto nostro, possiamo essere certi che è più concentrato sul momento. Noi tendiamo a vagare col pensiero, forse lo fa anche Fido ma possiamo osservare in modo empirico che sicuramente si dedica intensamente al prendere e rilasciare informazioni mentre, a naso a terra o all'insù, sgambetta per il quartiere o corre dentro un bosco. Le città, come i luoghi naturali, sono fonti di messaggi che arrivano direttamente a catturare la sua mente: attraverso il tartufo un cane raccoglie informazioni di ogni tipo, odori che appartengono a altre specie, ai suoi simili e chissà quante altre informazioni che noi non possiamo nemmeno immaginare.

Possiamo supporre che un cane che sta camminando nel suo quartiere ad ogni angolo sappia chi è passato di lì (magari la sua cagnetta del cuore o il suo "acerrimo nemico" che abita poco distante) e che in ogni momento decida poi se rilasciare a sua volta il suo odore per comunicare ciò che pensa. Possiamo anche notare una cosa molto interessante mentre lo fa, nel caso dei maschi in particolare: scegliere se fare pipì alzando la zampa destra o sinistra. A seconda di quello che deciderà, in quel momento il cane sta attivando le due sfere del cervello che appartengono alla sfera emotiva o a quella cognitiva. 

La scelta di alzare una zampa o l'altra appartiene alla cosiddetta "lateralizzazione del cervello" che abbiamo noi umani e anche i cani. Il lato sinistro dell'emisfero è deputato a elaborare situazioni note mentre il destro è quello che si "accende" di fronte a situazioni nuove, con una reazione dunque più emotiva. Possiamo dire che la parte sinistra del cervello è quella analitica, logica, "razionale" mentre quella destra ha a che fare con le emozioni, l'intuizione e l'assenza di un filtro più mediato.

Questo processo non accade invece per quanto riguarda l'olfatto: non vi è lateralizzazione. E stato accertato in merito all'uso differente delle narici dei nostri compagni canini in uno studio condotto dai professori Giorgio Vallortigara e Marcello Siniscalchi, intitolato "Annusare con la narice destra: lateralizzazione della risposta agli stimoli olfattivi da parte dei cani". La ricerca è stata svolta su come i cani approcciano agli odori e come, appunto, li elaborano.

Il risultato è che utilizzano la narice destra nel caso di odori sconosciuti, attivando così lo stesso emisfero che è dedicato ad elaborare emozioni più forti e intense. Con la narice sinistra, invece, scelgono di approcciare con odori che già gli sono familiari, attivando il corrispondente emisfero in cui vengono conservate emozioni più profonde in cui vi è maggiore impegno della parte cognitiva.

«La lateralizzazione nei cani è stata segnalata per l'uso delle zampe e la risposta a stimoli visivi e acustici – scrivono gli esperti nelll'abstract dello studio – Sorprendentemente, tuttavia, non è stata condotta alcuna indagine sulla possibile lateralizzazione per il dominio sensoriale più rilevante dei cani, vale a dire l'olfatto. Qui abbiamo studiato l’uso della narice sinistra e destra nei cani che annusano liberamente diversi stimoli emotivi in condizioni varie. Quando annusano nuovi stimoli non avversivi (cibo, limone, secrezioni vaginali e odori di bastoncini di cotone), i cani hanno mostrato un uso preferenziale iniziale della narice destra e poi uno spostamento verso l'uso della narice sinistra con la presentazione ripetuta dello stimolo. Quando annusano stimoli di eccitazione come l'adrenalina e gli odori dal veterinario, i cani hanno mostrato una costante propensione alla narice destra durante tutta la serie di presentazioni degli stimoli. I risultati suggeriscono un coinvolgimento iniziale dell'emisfero destro nell'elaborazione di nuovi stimoli, seguito dall'emisfero sinistro che si assume la responsabilità del controllo del comportamento di routine. La risposta sostenuta della narice destra agli stimoli di eccitazione sembra essere coerente con l’idea che l’asse simpatico ipotalamo-ipofisi-surrene è principalmente sotto il controllo dell’emisfero destro».

Perché ai cani piace passeggiare?

Possiamo semplificare dicendo che ai cani piace passeggiare come a noi ci piace leggere le notizie del giorno, ma senza dimenticare anche la componente fisica di una sana camminata, ovvero il mero piacere di muoversi e poi anche il lato affiliativo e collaborativo che viene compensato nel fare qualcosa insieme alla persona di riferimento.

Partendo dalla prima affermazione e dal paragone fatto, come abbiamo già sottolineato, quando i cani passeggiano si informano di ciò che accade nel mondo. Ecco allora che possiamo immaginare sia la stessa esigenza che abbiamo noi di scambiare due chiacchiere con le altre persone, ascoltare la radio o guardare cosa accade nel mondo attraverso la tv o un altro mezzo di comunicazione.

Dal punto di vista dell‘attività fisica i cani sono degli amanti del movimento: a seconda della tipologia chi più chi meno ma tutti i cani hanno bisogno di muoversi e mettere in moto il corpo, cosa che gli fa avere un generale giovamento anche a livello psicologico.

Camminare insieme alla persona di riferimento poi appaga la motivazione affiliativa e collaborativa: si sta insieme e si concertano le strade da seguire e le attività da fare insieme. Nell'ambito delle motivazioni, ad esempio, se si vive con un cane da caccia si andrà a soddisfare anche la sua motivazione perlustratriva, ovvero la necessità di mappare il territorio.

Cosa succede se non si porta a spasso il cane

Non portare a spasso il cane vuol dire venire meno alla soddisfazione di uno dei suoi bisogni più importanti. Bisogna sottolineare che vivere con un cane non vuol dire solo garantirgli cura, cibo e un accudimento basilare ma garantirgli una vita degna di questo nome. I bisogni di un cane sono molteplici e complessi, partono dalla realizzazione di quelli indicati nella cosiddetta "Piramide di Maslow" ma superano anche questa, considerando che ogni soggetto poi ha le sue preferenze dettata da una personalità unica e irripetibile.

Ecco, al di là di questa doverosa precisazione, c'è però il dato di fatto che tutti i cani hanno bisogno di passeggiare e non consentirglielo è pari a compiere un maltrattamento che colpiscce sia la sfera fisica che quella psicologica per le ragioni che abbiamo precedentemente spiegato sul perché è così importante "andare nel mondo" per il nostro compagno di vita.

Un cane che non esce di casa gioco forza non farà esperienza, non potrà aumentare le sue capacità cognitive, non sperimenterà la socializzazione di cui ha bisogno e dal punto di vista fisico andrà incontro a rischi di salute.  Il non uscire comporta dunque implicazioni che possono manifestarsi in forme diverse come comportamenti ripetitivi o distruttivi (masticare oggetti, ricadere in stereotipie, distruggere l'ambiente, deiezioni non controllate, etc.).

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Diana Letizia
Direttrice editoriale
Giornalista professionista e scrittrice. Laureata in Giurisprudenza, specializzata in Etologia canina al dipartimento di Biologia dell’Università Federico II di Napoli e riabilitatrice e istruttrice cinofila con approccio Cognitivo-Zooantropologico (master conseguito al dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Parma). Sono nata a Napoli nel 1974 e ho incontrato Frisk nel 2015. Grazie a lui, un meticcio siciliano, cresciuto a Genova e napoletano d’adozione ho iniziato a guardare il mondo anche attraverso l’osservazione delle altre specie. Kodami è il luogo in cui ho trovato il mio ecosistema: giornalismo e etologia nel segno di un’informazione ad alta qualità di contenuti.
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