Alcuni virus e altri parassiti possono letteralmente alterare a proprio vantaggio il comportamento o la fisiologia dei loro ospiti, per aumentare così la loro capacità di diffusione. Questo è forse uno degli aspetti più affascinanti – e allo stesso tempo terrificanti per noi umani – della biologia. I pericolosi virus responsabili della malattia da zika o della febbre dengue, per esempio, possono addirittura modificare l'odore degli ospiti infetti per renderli più appetitosi ai loro vettori, le zanzare.

Lo ha scoperto un team di ricercatori della Tsinghua University di Pechino grazie a uno studio condotto sui topi infetti appena pubblicato sulla rivista Cell. Secondo gli autori, riuscire a controllare o a interrompere questa escalation odorosa potrebbe aiutare a combattere non solo Zika e dengue, ma anche altre pericolose malattie trasmesse dalle zanzare.

Gli scienziati sanno oramai da decenni che alcuni virus possono cambiare l'odore dei loro ospiti. Il Cucumber mosaic virus, per esempio, spinge le piante che infetta a rilasciare una molecola odorosa che attira gli afidi, in questo modo aumenta incredibilmente le possibilità di essere trasportato su altri ospiti. Anche il plasmodio responsabile della malaria può alterare l'odore umano per renderci ancora più irresistibili agli occhi (e all'olfatto) delle zanzare.

Per scoprire quindi se anche i virus Zika e Dengue avessero queste capacità, i ricercatori hanno infettato alcuni topi in laboratorio. Successivamente hanno posizionato un gruppo di topi infetti e uno sano in due camere chiuse controllate. Hanno quindi diffuso l'odore dei roditori in un'altra camera, collegata alle due precedenti, piena zeppa di zanzare, per vedere quale dei due gruppi di topi veniva scelto come bersaglio preferito dagli insetti.

Circa il 65-70% delle zanzare è volato dritto verso la camera coi topi infetti e, considerando che è soprattutto l'odore ad aiutare questi insetti a scegliere chi pungere, qualcosa nell'olezzo dei roditori doveva necessariamente essere cambiato. Un'analisi chimica dell'aria ha infatti permesso di scoprire che i topi infetti emanavano diversi composti maleodoranti, inclusa una molecola chiamata acetofenone, un composto organico utilizzato in diversi campi della farmacologia, nell'industria dei profumi ma anche come additivo nelle sigarette.

I ricercatori hanno poi scoperto che i topi infettati da Zika o Dengue producevano dieci volte più acetofenone di quelli non infetti. Inoltre, bagnando topi sani e alcuni volontari umani con l'acetofenone hanno dimostrato che è proprio questa molecola a rendere particolarmente attraenti le vittime delle zanzare. Gli scienziati hanno anche scoperto quali sono i meccanismi precisi che alterano la quantità della molecola puzzolente prodotta dalle vittime infette dai virus.

La molecola viene infatti rilasciata naturalmente da alcuni batteri che vivono sulla nostra pelle, tuttavia viene di solito tenuta sotto controllo da una proteina secreta dalle cellule della cute. Un gene in particolare è coinvolto nella produzione di questa proteina, ma nei topi infetti è stato scoperto che i virus lo rendono meno attivo, facendo così impennare la quantità di acetofenone prodotta. Per cui la pelle dei topi infetti viene letteralmente invasa da batteri produttori di acetofenone, rendendo così i roditori più puzzolenti e appetitosi.

I ricercatori hanno inoltre effettuato tamponi ascellari alle persone affette da dengue e hanno così scoperto che anche gli esseri umani producono più acetofenone quando sono infettati dal virus. L'insieme di tutte queste informazioni ha dimostrato quindi che i virus dengue e Zika utilizzato come arma l'acetofenone per aumentare il loro raggio d'azione e il potenziale di contagio, c'è però anche una buona notizia legata a questa scoperta.

I ricercatori hanno anche scoperto che somministrare ai topi infetti vitamina A riduce la quantità di acetofenone prodotta dagli animali, una potenzialmente svolta che potrebbe aiutare a contrastare o a controllare la diffusione di queste pericolose malattie anche tra le popolazione umane. Nuovi studi in futuro testeranno l'uso della vitamina A per ridurre la trasmissione della dengue in Malesia. A partire dagli anni sessanta, con circa 50-100 milioni di persone infettate ogni anno, la dengue è diventata infatti una delle patologie virali più diffuse al mondo.

Siamo quindi di fronte a una potenziale svolta che potrebbe aiutare a contrastare alcune delle malattie più problematiche nei continenti del Sud del mondo, in particolare nelle zone tropicali e subtropicali, dove la forma emorragica della infezione, secondo i dati dell'OMS, obbliga all'ospedalizzazione oltre 500mila persone ogni anno, di cui la gran parte sono bambini.