KODAMI ZOOM
episodio 3
5 Agosto 2022
9:00

Perché le zanzare pungono solo alcune persone

Le zanzare pungono solo alcune persone, ma non perché il loro sangue sia più dolce. Ad attirarle sono il gruppo sanguigno, l'odore del sudore e i colori che indossiamo.

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“Le zanzare ti pungono perché hai il sangue dolce!” – sfatiamo subito questo falso mito: il sangue c’entra, ma mica perché è dolce o amaro. Dobbiamo fare una premessa che – forse – vi lascerà un po’ sorpresi: solo le zanzare femmine pungono i vertebrati, e quindi l’uomo, grazie al loro apparato boccale pungente-succhiante. Avete capito bene, si chiama proprio così perché le zanzare femmine pungono e succhiano… il nostro sangue. E i maschi? I maschi, a differenza delle femmine, si nutrono delle sostanze zuccherine che si trovano nei fiori. Ma perché le zanzare femmine hanno bisogno di succhiare sangue e i maschi no? Perché dal nostro sangue ricavano le proteine utili a sviluppare le loro uova. Proprio così, si nutrono del nostro sangue per far crescere i loro figli. Ma allora perché pungono solo alcune persone? I motivi sono tanti.

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Innanzitutto il gruppo sanguigno: le persone che appartengono al gruppo 0 vengono punte il doppio rispetto a quelle del gruppo A – beate loro -, mentre il gruppo B sta nel mezzo. Ma non è solo questo ovviamente; ci sono poi tanti altri odorini che possono attirarle: il sudore, per esempio, e quello ancora meno gradevole che viene da… i nostri piedi. Una delle cose che attira tantissimo le zanzare è l’anidride carbonica che emettiamo quando respiriamo. E qui vi sveliamo un altro mistero: le zanzare ci ronzano sempre in faccia perché sono attratte dalla parte del corpo che rilascia più anidride carbonica, appunto naso e bocca. Per questo motivo le loro prede preferite sono le persone di stazza più grossa, le donne incinte e gli sportivi, che emettono respiri profondi e sudano di più. Piccola curiosità che non farà piacere agli amanti della birra post allenamento: quando beviamo alcol la nostra sudorazione è alterata dall’etanolo e il mix con l’acido lattico è il cocktail preferito delle zanzare. Ah e attenti a come vi vestite: alle zanzare piace molto il nero e l’arancione che va nel rosso. Ma giustamente vi chiederete: come fa una zanzara a riconoscere la sua preda e a distinguere un gruppo sanguigno da un altro? In realtà queste creature, che sembrano così semplici a guardarle a occhio nudo, zoomate nel microscopio rivelano la loro anatomia complessa e il segreto delle loro abilità incredibili.

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Nelle antenne risiede il primo superpotere delle zanzare. In pratica sono come sensori capaci di “captare” qualsiasi odore, è il loro naso praticamente. I fili che vedete alle estremità – e che somigliano a dei peli – in realtà sono i recettori che si attivano al contatto con le goccioline d’acqua sospese nell’aria, i “famosi” droplet, inviando un impulso elettrico all’olfatto. Le antenne sono così potenti che possono distinguere anche una singola molecola tra milioni di altre molecole. E inoltre l’anidride carbonica che emettiamo sono in grado di rilevarla a decine di metri di distanza – In pratica non c’è via di scampo: sapranno sempre come trovarci.

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L’ago enorme che somiglia a una siringa è la proboscide, e si trova tra le due antenne. Si tratta proprio dell’apparato boccale della femmina, che si compone di 6 stiletti ed è il secondo grande superpotere della zanzara, l’arma che sfodera ogni volta che entra in azione. Usando l’apparato boccale la zanzara perfora lo strato di pelle, con gli stiletti raggruppati fino a che non raggiunge il capillare. Poi li spalanca e per succhiare si dà la spinta aiutandosi con i muscoli facciali che poggiano alla parete – un po’ come se stesse eseguendo una flessione. Ogni stiletto ha una funzione, tra cui uno funge proprio da “cannuccia” e serve a succhiare. Un altro stiletto invece inietta la saliva, che funge da lubrificante e anestetizzante; avrete capito ora perché non proviamo dolore: perché la zanzara prima di pungere ci anestetizza! Attraverso la saliva inietta anche un'altra sostanza anticoagulante, che mantiene il sangue liquido e le dà il tempo di rifornirsi. Se si forma la bolla e avvertiamo prurito è proprio perché il nostro corpo non tollera queste sostanze e risponde con una reazione allergica. Una volta completato il “pasto di sangue”, la zanzara va in cerca del luogo giusto per deporre le uova. Ma attenzione a questo particolare: le uova hanno bisogno di acqua per schiudersi e solitamente la zanzara non va a depositarle molto lontano dalla sua preda umana. Quindi se a casa vostra ci sono molte zanzare, vuol dire che intorno a voi si saranno create le condizioni tali da favorire la folta riproduzione: basta una pozzanghera d’acqua in un cantiere dismesso, per esempio. Considerando che ogni zanzara può arrivare a deporre fino a 2/300, anche 500 uova, capirete che se non stiamo attenti alle condizioni delle aree che ci circondano, facilmente possono nascere dei focolai e la racchetta che le fulmina serve a ben poco se non si interviene direttamente alla fonte.

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Una larva di zanzara si nutre solo di microrganismi acquatici e le bastano pochi giorni (dai due-tre giorni a una settimana, dipende poi dalle specie) per raggiungere lo stadio adulto e venire alla ricerca del nostro sangue. Capirete che in una sola stagione estiva potreste ritrovarvi a combattere contro intere generazioni di zanzare – nonne, madri, figlie e così via – e sempre e solo… femmine. Perché i maschi servono esclusivamente per l’accoppiamento e muoiono molto prima delle femmine che in genere hanno un ciclo di vita di circa un mese.

Per concludere: non gli squali, né i serpenti più velenosi, ma le zanzare. Così piccole, ma terribilmente letali, le zanzare sono gli animali che causano più morti nel mondo – l’OMS ne stima 700.000 ogni anno – perché portatrici di virus e altri patogeni come malaria, febbre gialla, dengue e altre. È bene però sapere, anche per stare più tranquilli, che esistono ben 3600 specie di zanzare e che la maggior parte non sono pericolose. Il genere di zanzare che possono fungere da “vettore della malaria” – così vengono definite le zanzare infette – è l’Anopheles. Ma, per farvi capire, di Anopheles esistono ben 400 specie, di cui solo 40 sono portatrici del protozoo. Ma come fa una zanzara a portarci queste malattie? Tutta colpa della maledetta saliva che ci inietta per lubrificare la zona dove infila la sua proboscide per succhiare il sangue. Nella saliva infatti si annidano i protozoi parassiti della malaria, che la zanzara prende quando punge un soggetto infetto e trasferisce pungendo subito dopo un soggetto non infetto. Terzo superpotere della zanzara? Chiaramente a lei il parassita della malaria non fa assolutamente nulla.

La letalità così elevata di questo insetto da anni alimenta ripetuti tentativi di sterminarle tutte! O meglio, sterminare le specie più pericolose. Forse saprete cosa accadde negli anni del dopoguerra quando con il massiccio utilizzo di DDT si riuscì nella missione di debellare le zanzare portatrici della malaria in Europa e negli Stati Uniti. Salvo poi scoprire che il DDT era cancerogeno ed era addirittura peggio delle zanzare, ma questa è un’altra storia. Oggi l’emergenza malaria persiste nelle zone più umide e torride del pianeta, dove le zanzare proliferano in ambienti favorevoli alla loro riproduzione e le popolazioni più povere abitano in prossimità delle aree malsane dove si è fatto poco per migliorare le condizioni igieniche generali.

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Piuttosto che avere la presunzione di sterminare insetti che esistono da ben 150 milioni di anni – avete capito bene: sono stati trovati fossili di zanzare risalenti al giurassico inferiore quando ancora c’erano i dinosauri – forse bisognerebbe anche intervenire per migliorare la vita di chi è nato nella parte meno fortunata del pianeta.

Video credits

autori del video: Luca Tesone, Maria Rosaria Caccavale, Salvatore Ferraro
montaggio video: Mara D'Alessandro

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