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Etologa
Come giocano i giovani animali

Definire il gioco è difficile, perché include molte categorie comportamentali e può avere diversi significati funzionali. Su una cosa però gli etologi ormai concordano unanimi: il comportamento di gioco è uno dei principali indicatori di emozioni positive, e quindi di benessere, negli animali. Inoltre, il gioco ha effetti benefici, immediati e a lungo termine, su chi lo pratica; la sua manifestazione, quindi, non solo riflette le condizioni di benessere di un animale, ma contribuisce anche a migliorarle. Il gioco è presente nei mammiferi e negli altri taxa, ed è facile da riconoscere. Tutti gli animali giocano quando sono rilassati e nell’ambiente non rilevano minacce, e giocando si sentono gratificati. Ogni specie, però, lo fa a modo suo. Scopriamo come giocano i giovani animali tra loro.

I gattini

I gatti iniziano a giocare intorno alle 3 settimane di vita. Quando sono così piccoli, giocano individualmente, per lo più cercando di colpire oggetti, come le foglie, i rametti o, a casa, le piume che sventoliamo loro davanti. Poi arriva anche il gioco sociale, e allora è tutto un inseguirsi, rincorrersi e inarcare la schiena, fino ad arrivare alla lotta. Molti comportamenti adottati durante il gioco sociale assomigliano a quelli che si osservano nelle sequenze predatorie o nei conflitti veri e propri tipici dei gatti adulti.

I pesci

Per lungo tempo si creduto che i pesci non giocassero. In verità, anche loro non disdegnano il gioco, anche se magari si tratta di attività più semplici rispetto a quelle dei mammiferi. Ai pesci piace soprattutto saltare e colpire gli oggetti ripetutamente.

I puledri

I puledri giocano moltissimo: il 70% della loro attività motoria è di tipo ludico. All’inizio giocano soprattutto con la madre, mordicchiandole gli arti e la criniera, fino a compiere un vero e proprio grooming, ossia la tolettatura sociale. Col tempo, i partner di gioco preferiti diventano gli altri puledri. Non amano molto giocare da soli, dopo le 8 settimane di vita capita di rado. Un puledro che vive da solo piuttosto tende a scegliersi compagni di gioco alternativi, come le persone o i cani. Si notano alcune differenze di genere nelle modalità di gioco: i maschi si divertono a combattere e a montarsi, mentre le femmine preferiscono inseguirsi e pulirsi a vicenda.

Le tartarughe

Alle tartarughe d’acqua piace far rimbalzare palle e altri oggetti galleggianti, oltre che manipolare gli anelli colorati, simili a quelli che divertono tanto anche i piccoli della specie umana. I giovani di testuggine palustre del Nord America (Trachemys scripta) spesso interagiscono tra di loro manifestando un comportamento noto come “titillamento”: in pratica, fanno vibrare i lunghi artigli degli arti anteriori attorno alla regione degli occhi del/la partner sociale. Si tratta di un comportamento che gli adulti esibiscono quando si corteggiano o, talvolta, negli incontri agonistici.

I vitelli

Quando sono molto piccoli, i vitelli si dedicano soprattutto al gioco solitario: si divertono un mondo a trottare, saltare, sgroppare, calciare lateralmente e far suonare gli oggetti. Crescendo apprezzano anche le gioie del gioco sociale, fatto soprattutto di finte zuffe, in cui si colpiscono con la testa, e di monte. I vitelli che giocano si riconoscono anche perché emettono una vocalizzazione caratteristica, che suona più o meno così: Baa-ock!

Gli anfibi

I piccoli anuri appartenenti alla famiglia Dendrobatidae sono rane diurne note per la produzione di un veleno altamente tossico, a cui devono il soprannome di “rane da veleno per frecce”. Abbastanza socievoli, spesso si impegnano in brevi incontri di wrestling. I girini di rana muschiata vietnamita (Theloderma corticale), invece, sono stati osservati mentre cavalcano le bolle che nascono da una pietra porosa sul fondo dell’acquario e si dirigono verso l’alto. Questi comportamenti sembrano avere il significato del gioco.

Gli uccelli

Gli uccelli giocano soprattutto in modo solitario: può essere gioco locomotorio, come il volo acrobatico dei rapaci e dei gabbiani, o gioco con oggetti. Tra i corvidi, come le ghiandaie dei pini (Gymnorhinus cyanocephalus) e le gazze (Pica pica) è frequente la manipolazione degli oggetti; mentre il beccafico (Sylvia borin) si diverte a lanciare le pietre. I corvidi e i pappagalli, come i corvi (Corvis corax) e i chea (Nestor notabilis), si dilettano anche nel gioco sociale, esibendosi in finte zuffe e inseguimenti.

I suinetti

Pure i suinetti, per giocare, si cimentano in finte zuffe, morsi reciproci, energici inseguimenti e capriole, ma anche in comportamenti sociali più sottili come il contatto naso-corpo o naso-naso, come avviene tra il piccolo e la sua mamma. Non disdegnano nemmeno le attività ludiche solitarie, caratterizzate soprattutto da salti, improvvisi scatti in avanti, e gioco con oggetti, che si divertono molto a trasportare in giro e scuotere, tenendoli ben saldi in bocca.

Le lucertole

I draghi di Komodo (Varanus komodoensis), che sono le lucertole più grandi del mondo, giocano volentieri con oggetti come secchi, scatole, vecchie scarpe e palline, e persino al tiro alla fune con chi li accudisce. In pratica, mostrano modalità di gioco molto simili a quelle dei cani, solo un po’ più lente.

Bibiografia

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