Quando si passeggia in campagna o in natura, sopratutto nelle belle giornate estive, può capitare di imbattersi con una certa facilità in serpenti placidamente raggomitolati su rocce e sentieri, mentre si godono caldi e rilassanti bagni di sole. Saper distinguere le specie velenose da quelle innocue può essere quindi molto utile se si vuole conoscere chi si ha di fronte e provare a gestire la paura. Prima di capire come fare a distinguere un serpente potenzialmente pericoloso da uno innocuo è fondamentale ricordare che tutte le specie sono protette e ricoprono un ruolo chiave all'interno degli ecosistemi, nulla può giustificare quindi persecuzioni e uccisioni. Inoltre, a prescindere dalla velenosità, tutti i serpenti se non infastiditi o avvicinati troppo non costituiscono un reale pericolo, basta lasciarli tranquilli e continuare ognuno per la propria strada.

Come faccio a distinguere un serpente velenoso da uno innocuo?

In Italia è relativamente semplice distinguere i serpenti velenosi da quelli inoffensivi. Le uniche specie velenose e potenzialmente pericolose per l'uomo sono le vipere: la vipera comune (Vipera aspis), la vipera dell'Orsini (Vipera ursinii), il marasso (Vipera berus), la vipera dal corno (Vipera ammodytes) e la vipera di Walser (Vipera walser), da alcuni considerata specie a parte, da altri sottospecie del marasso. La vipera più diffusa su tutto il territorio nazionale (esclusa la Sardegna, dove non ci sono vipere) è quella comune. Le altre invece hanno distribuzioni molto più localizzate, relative alle regioni alpine centro-orientali per quanto riguarda marasso, vipera di Walser e vipera dal corno e limitata a piccole porzioni dell'Appennino centrale, invece, per la vipera dell'Orsini.

Una vipera comune (Vipera aspis), la specie velenosa più diffusa in Italia, fotografata in Lombardia.
in foto: Una vipera comune (Vipera aspis), la specie velenosa più diffusa in Italia, fotografata in Lombardia.

Tutti gli altri serpenti, tra l'altro molto più comuni e facili da incontrare, sono innocui e riconducibili quasi tutti alla famiglia del colubridi. Tra le tante specie presenti in Italia quelle più diffuse sono i biacchi (Hierophis viridiflavus e H. carbonarius), le natrici o bisce dal collare (Natrix helvetica e N. natrix), la natrice tassellata (Natrix tessellata) e il cervone (Elaphe quatuorlineata). Tutti serpenti assolutamente innocui e con distribuzioni molto vaste sul territorio italiano, comprese le aree rurali e urbane.

Ma come possiamo distinguere un innocuo serpente colubride da una vipera? Ci sono diversi elementi diagnostici che, soprattutto se osservati insieme, ci permettono di capire se il serpente che abbiamo di fronte è una vipera oppure no. Guardiamoli con ordine:

Il corpo e la coda

La prima cosa che dobbiamo osservare è certamente l'aspetto generale e il corpo del serpente nel suo insieme. Le vipere sono serpenti piuttosto tozzi e corti, che difficilmente superano i 60-70 cm di lunghezza. La maggior parte dei colubridi, soprattutto le specie più comuni, hanno invece un corpo molto più affusolato e fine, e superano con facilità 1 m di lunghezza. Se siamo di fronte a un serpente molto lungo e sottile, con tutta probabilità non è una vipera.

Le vipere, come questa vipera comune (Vipera aspis) fotografata su un sentiero di montagna, ha corpo tozzo, lunghezza ridotta e la coda che si assottiglia e "si stacca" dal resto del corpo
in foto: Le vipere, come questa vipera comune (Vipera aspis) fotografata su un sentiero di montagna, ha corpo tozzo, lunghezza ridotta e la coda che si assottiglia e "si stacca" dal resto del corpo

Inoltre le vipere hanno una coda molto più corta e sottile degli altri serpenti, che si può notare verso la fine del corpo dove c'è una evidente strozzatura e un assottigliamento della parte terminale. In tutti gli altri serpenti non si nota uno stacco netto tra la coda e il resto del corpo ed è difficile capire dove inizia l'una e termina l'altro.

In fine, le singole squame del corpo delle vipere sono carenate, e cioè attraversate in lunghezza da una piccola cresta centrale. Tutti gli altri serpenti hanno invece squame lisce, fanno eccezione solamente le natrici e il cervone, che le hanno carenate come le vipere.

Tutti i colubridi, come questa natrice o biscia dal collare (Natrix natrix) hanno il corpo affusolato e slanciato ed è difficile capire dove inizia la coda
in foto: Tutti i colubridi, come questa natrice o biscia dal collare (Natrix natrix) hanno il corpo affusolato e slanciato ed è difficile capire dove inizia la coda

La testa e gli occhi

La testa delle vipere è solitamente molto più appuntita, piatta e triangolare rispetto agli altri serpenti, che invece tendono ad avere un capo più arrotondato e meno "staccato" da corpo. Questo carattere non sempre è però affidabile poiché molti colubridi innocui, se si sentono minacciati, possono assumere posture molto simili a quelle delle vipere. Sono altri i caratteri della testa più affidabili e su cui dobbiamo concentrarci: gli occhi e le squame della testa.

In questa vipera dal corno (Vipera ammodytes) sono ben evidenti le squame carenate, la pupilla verticale e la parte superiore del capo formato da tante piccole squame
in foto: In questa vipera dal corno (Vipera ammodytes) sono ben evidenti le squame carenate, la pupilla verticale e la parte superiore del capo formato da tante piccole squame

Gli occhi di tutte le vipere italiane hanno un pupilla verticale ed ellittica, simile a quella di un gatto. Tutti i serpenti innocui, invece tendono ad avere un pupilla grossa e circolare.

Per finire sulla parte superiore del capo le vipere hanno squame molto piccole e numerose, mentre tutti colubridi possiedono squame di dimensioni variabili, con alcune molto grosse e piatte soprattutto nella parte superiore della testa, tra i due occhi.

Dettaglio del capo di un biacco (Hierophis viridiflavus), dove si notano la squame grosse e piatte del capo e la pupilla tonda dell’occhio
in foto: Dettaglio del capo di un biacco (Hierophis viridiflavus), dove si notano la squame grosse e piatte del capo e la pupilla tonda dell’occhio

Come comportarsi quando si incontra un serpente

A prescindere dal serpente che si ha di fronte, ci sono delle buone pratiche e dei comportamenti che possiamo seguire per allontanare le paure ingiustificate nel rispetto di questi affascinanti rettili striscianti. Anche se non riusciamo a identificare con certezza la specie che abbiamo incontrato durante una passeggiata, è importante tenere presente sempre che nessun serpente ci aggredirà mai se non viene infastidito. Nella maggior parte dei casi saranno loro a fuggire terrorizzati, mentre se per caso dovessero restare immobili perché intontiti dal freddo, basterà semplicemente aggirarli e lasciarli tranquilli.

Per evitare invece di calpestare un serpente rischiando di essere morsi, è sempre meglio stare sempre attenti a dove si mettono i piedi, soprattutto su sentieri rocciosi e assolati. Durante passeggiate e trekking, poi, può essere molto utile avere sempre con sé un bastone non solo come comodo appoggio durante una camminata, ma anche strumento fondamentale per allontanare con delicatezza e a distanza di sicurezza eventuali serpenti che non possono essere aggirati sul sentiero. In ogni caso il concetto da tenere a mente deve essere sempre lo stesso: restare calmi, non avvicinarsi troppo e osservare a distanza di sicurezza.

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