A cura di Maria Mayer
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Veterinaria esperta in nutrizione del cane e del gatto

Il cibo monoproteico per cani è un tipo di alimento composto da una sola fonte proteica, sempre più diffuso nell’alimentazione del cane.

L'alimentazione monoproteica può essere scelta in caso di diagnosi di reazioni avverse al cibo nel cane. Viene suggerito infatti da molti veterinari, quando l'animale presenta feci molli ricorrenti, vomito o sintomatologia dermatologica, come il prurito. Approfondiamo però meglio l’argomento, perché pur essendo molto diffuso, sono molti i punti che forse sfuggono ai più.

Cosa significa cibo monoproteico

Quando si parla di alimento monoproteico, si fa riferimento alla fonte proteica maggiormente rappresentata nel cibo, che deve essere appunto unica. Spiego meglio: se abbiamo un cibo monoproteico al maiale, questo dovrà contenere come unica fonte proteica di origine animale il maiale. Potrebbe però contenere altri alimenti, come ad esempio il frumento, che pur contenendo anche proteine, non ne apportano una quota importante nel complesso.

Il medesimo alimento viene considerato monoproteico se contiene maiale come unica fonte di proteine, anche se vengono integrati piselli all’interno, anche essi ricchi di proteine, ma non di origine animale.

Altro aspetto fondamentale da controllare quando scegliete un cibo monoproteico è che anche la fonte di grassi sia concorde alla proteina scelta. Nel nostro esempio precedente quindi è bene che sia indicato come fonte di grassi “grasso suino”. Questo perché se fosse presente grasso di pollo questo potrebbe apportare anche piccole quote di proteine di pollo, in grado di scatenare una reazione avversa in alcuni cani.

Vantaggi del cibo monoproteico per cani

I vantaggi dei mangimi monoproteici per cani sono molti. A causa infatti di un aumento importante dell’incidenza di reazioni avverse al cibo nei nostri cani, accade sempre più frequentemente che vi siano risposte di tipo allergico agli alimenti. Dare un alimento monoproteico quindi ci consente, nel caso il nostro cane migliorasse, di relazionare la sintomatologia con l’alimento.

Se quindi ad esempio la diarrea migliora dopo introduzione di un alimento monoproteico, parleremo di diarrea responsiva all’alimento. La prova definitiva la abbiamo se reintroducendo altri alimenti, il nostro cane dovesse tornare ad avere la sintomatologia presentata in precedenza.

Al momento in commercio si trovano tanti e diversi tipi di monoproteici. Fonti proteiche più comuni, come maiale e pesce, ma anche quelle più rare, come cervo, soia e insetti. Questo ci permette nel caso il nostro cane non vada bene con un cibo monoproteico, di provarne altri, in modo da emettere la diagnosi.

Svantaggi dell'alimentazione monoproteica

Vi sono però degli svantaggi nel dare cibo monoproteico, quanto meno per lunghi periodi. In medicina umana infatti si è sempre detto, dai tempi di Ippocrate, come la dieta più sana fosse quella fresca e variata. Metto l’accento sull’ultima parola soprattutto ovvero variata.

La variabilità è fondamentale nella dieta di tutti gli esseri viventi e questo la scienza ce lo sta dimostrando sempre di più. Oltre ad avere un’importanza etologica infatti, variare permette di evitare accumuli di sostanze tossiche eventualmente presenti negli alimenti. Mangiare tutti i giorni un monoproteico al pesce ad esempio potrebbe predisporre ad accumulo di metalli pesanti. Ma anche il maiale ha certamente le sue sostanze tossiche di accumulo e così dicasi per tutti i cibi.

Inoltre mangiare variato stimola la variabilità a livello di microbiota intestinale e questo lo sappiamo per certo da studi scientifici. Mangiare al contrario tutti i giorni un medesimo cibo porta ad un impoverimento della microflora, con conseguenti patologie cronico degenerative.

Perché dare cibo monoproteico al cane?

Come abbiamo visto sopra, le evenienze più comuni per cui si prescrive un cibo monoproteico sono diarrea, vomito o prurito, tutti sintomi di possibile reazione avversa al cibo.

Il cibo monoproteico quindi dovrebbe essere dato principalmente a scopo diagnostico (dieta privativa). Questo vuol dire utilizzarlo per un periodo di tempo che va dalle 4 alle 8 settimane, sotto supervisione medico veterinaria, al fine di avere una diagnosi di reazione avversa al cibo. Una volta terminato questo periodo di tempo, bisognerebbe sempre tornare a variare l’alimentazione, ovviamente evitando gli alimenti che sappiamo provocare sintomatologia.

Vi stimolo quindi a non rimanere per periodi troppo lunghi su un medesimo alimento, a meno che ovviamente il vostro medico veterinario non lo ritenga utile nel vostro specifico caso.

Se invece amate dare monoproteici al vostro cane per fargli provare gusti diversi, questo va benissimo per il suo microbiota e la salute in generale. L’accortezza però fondamentale da rispettare è quella di “mettervi da parte” sempre almeno una fonte proteica. Ad esempio, scegliete di non dare mai al vostro cane un cibo monoproteico al cervo e/o al maiale. Provate pure altri gusti come pesce, coniglio, pollo etc. ma non date mai né premietti né cibo a base delle fonti proteiche scelte. In questo modo, un domani, quando il vostro Medico Veterinario nutrizionista avrà bisogno di fonti proteiche mai provate in precedenza per eseguire una dieta privativa, avrete l’asso da tirare fuori dalla manica!

Le informazioni fornite su www.kodami.it sono progettate per integrare, non sostituire, le indicazioni date dal veterinario di riferimento.