Un cane ha interrotto una partita di calcio femminile fra Cile e Venezuela lo scorso 26 giugno, costringendo gli organizzatori a sospenderla fino a che non è stato portato via. La sua invasione di campo ha divertito gli spettatori e la sua impresa è comparsa in tv e poi si è diffusa tanto attraverso la Rete.

Ma come può essere allontanato nel modo migliore un cane durante una partita di calcio? Semplice: giocando con lui.

Che i cani non sono accettati come giocatori di una partita di calcio è, ovviamente, risaputo. L'unico a non saperlo sembra dalle immagini essere proprio "l'inviato speciale" che ha effettuato l'invasione di campo in occasione dell'incontro appunto tra le Nazionali femminili di Cile e Venezuela.

Inizialmente le croniste lo individuano a bordo campo: un "perrito" nero che sembra irrequieto, ma si fa coccolare dai fotografi. La partita continua ancora per alcuni secondi fino a quanto il cane non corre dal portiere del Chile e si sdraia ai suoi piedi. Ricevute due carezze, ecco che schizza nuovamente in piedi andando dall'arbitro e una giocatrice, nell'intento di far ricominciare la partita il prima possibile, cerca di sollevarlo senza riuscirci. Sfuggito alla presa, il cane inizia a galoppare da una parte all'altra del campo, fino a quando non raggiunge un'altra giocatrice cilena che, dopo due carezze, lo solleva gentilmente e lo porta fuori.

Secondo David Morettini, istruttore cinofilo e membro del comitato scientifico di Kodami: «Il cane era probabilmente ben socializzato con le persone ed è chiaro che entrando in campo sente di star facendo qualcosa "di sbagliato". In particolar modo, dal comportamento si evince che è un cane giovane e il mostrare la pancia e strusciarsi per terra sono caratteristici segnali di pacificazione. Non c'è da farsi ingannare, però: queste non sono espressioni di affiliazione o docilità, ma solo pacificatrici. Infatti, non appena fattosi accarezzare in modo da comunicare agli umani di non essere un pericolo per nessuno, quando le giocatrici cercano di farlo andare via, lui si alza sulle quattro zampe e corre via. Ciò che è certo è che si trova in una situazione di gioco, non è inseguito o braccato perché non ha la coda tra le gambe. Sembra evidente che l'unica cosa che interessa a questo cane è continuare a correre e giocare».

Dopo la giusta dose di carezze e coccole il cane è stato consegnato alla sicurezza ed è stato portato fuori dall’impianto, facendo riprendere la partita senza problemi che alla fine si è conclusa sul risultato di 0-1 a favore delle venezuelane.

In America Latina sono milioni i cani di strada e il randagismo è un tema molto caldo. Basti pensare che nel 2014 nella Terra del Fuoco è stata dichiarata una emergenza socio-ambientale a causa della presenza di cani rinselvatichiti nelle aree periurbane e per i cani vaganti nelle città. Questi ultimi, in particolare, sono animali che vivono in libertà e che condividono i territori con le comunità umane locali. Proprio nei paesi del Sud del mondo il termine "randagismo" ha diverse sfaccettature, perché lì dove i maltrattamenti e le condizioni precarie dal punto di vista sanitario sicuramente ci sono, è anche vero che la convivenza tra cani liberi e esseri umani è molto presente e ben tollerata.

Il cane dell'invasione di campo durante la partita, ad esempio, non presentava medagliette per ricondurlo a qualcuno né tatuaggio o microchippatura. Nonostante non sembri afferibile a un essere umano, però, chiamarlo "randagio" non sarebbe propriamente corretto. Alcuni cani, infatti, ancora pure nel nostro Centro Sud Italia non sono registrati e vengono lasciati liberi di allontanarsi dalla propria dimora e di girovagare senza controllo. Altri, invece, possono essere cani di quartiere, ovvero individui, certificati come non pericolosi per l’incolumità pubblica, identificati con microchip, sterilizzati e vaccinati, cui viene riconosciuto lo status di cane libero e appartenente alla comunità.

Il randagismo, dunque, tanto nel nostro Paese quanto in tutto il mondo, è un fenomeno molto complesso e che merita di essere trattato con cura e precisione anche quando guardiamo un video tenero come questo, pensando a quel cane che corre in giro per il campo e mostra, comunque, una capacità adattiva meravigliosa, una grande socializzazione verso l'essere umano e quella forza di sdrammatizzare che a noi umani, spesso, manca.

Il match interrotto dal "perrito" era stato programmato per preparare le due squadre al meglio per la prossima Coppa del Mondo che si terrà nel 2023 e mai si sarebbero aspettato un intervento tanto colorato. Felici comunque gli spettatori e anche le stesse giocatrici che hanno vissuto un episodio unico all' Estadio Bicentenario La Granja, dove si è tenuto l'incontro in Cile.