Bueno viveva libero, libero di correre tra le distese erbose delle colline calabresi, insieme ai suoi compagni a quattro zampe. La sua libertà, tuttavia, è stata bruscamente interrotta il 10 novembre scorso quando è stato investito. Prima di essere trovato, ha trascorso 24 lunghe ore fermo, immobile, sotto una pioggia battente. Era fradicio e spaventato, ma fortunatamente non gravemente ferito.

È da quel momento che la sua vita si è incrociata con quella di Enza Vigna, volontaria di Cosenza. Questo simil Maremmano di circa quattro anni non è stato reclamato da nessuno ed è finito in canile, dietro le sbarre di un box. «Il suo passato è un po' un mistero, probabilmente apparteneva a qualche azienda agricola e di allevamento bestiame. Ce ne sono molte su quelle colline e tengono i cani senza troppe preoccupazioni; era libero comunque di muoversi − racconta Enza a Kodami − ma era senza microchip e nessuno, purtroppo, lo ha reclamato. Viveva in un piccolo branco, in una contrada densamente abitata dove poi è stato investito. Di più non so tranne che era bello vederlo libero correre su quei prati».

Ma il canile per un cane che ha vissuto tutta la sua vita tra i prati, è una tortura: «Viveva tranquillo, senza dare fastidio a nessuno, su una bella collina e ora sta in un box di cemento con il muso rivolto al muro, tranne nei pochi momenti di libertà che chi se ne occupa riesce a concedergli», continua Enza. «Ne sta soffrendo molto. Nonostante tutto, si è abituato bene al guinzaglio, è disponibile e affettuoso con gli umani e va poco d'accordo con i gatti».

Adesso Bueno ha bisogno di trovare l'umano giusto per lui e di uscire, il prima possibile, dal suo box. «Si trova in Calabria, è vaccinato, castrato e microchippato. Vorrei con tutto il mio cuore far sì che non si spenga la sua gioia dopo tanto tempo passato in canile. Bisogna dargli una seconda possibilità di vita».

Per informazioni inviare una mail a segnalazioni@kodami.it o contattare Enza Vigna al numero è 338 8788325

Fonte | Enza Vigna