Ha suscitato molto clamore sui social un evento avvenuto durante il programma televisivo "Da noi…a ruota libera" condotto da Francesca Fialdini su Rai 1. Bruno Vespa, ospite della trasmissione, ha preso le redini del programma conducendo un'intervista a Francesco Barberini, aspirante ornitologo di 13 anni. Il giornalista ha però iniziato malissimo, affermando che i pipistrelli appartengono alla classe degli uccelli, comparandoli a canarini. Barberini, conosciuto per aver scritto alcuni libri sugli uccelli e aver partecipato a diversi convegni e trasmissioni TV, ha però tempestivamente precisato che i pipistrelli non sono affatto uccelli, ma fanno parte invece dei mammiferi. Il conduttore di Porta a Porta, nonostante il cognome, evidentemente non è molto esperto di animali o potrebbe essersi confuso come capita a tanti. I pipistrelli, avendo evidentemente la capacità di volare, vengono automaticamente ricondotti alla classe degli uccelli. Saper volare, però, non è una competenza che, da sola, ci permette di  inserire l'animale direttamente in questo gruppo. E' necessario, allora, fare chiarezza e provare a spiegare perché i pipistrelli sono mammiferi e non uccelli.

Le caratteristiche dei mammiferi

Ci sono tre caratteristiche principali che distinguono i mammiferi dalle altre classi animali come uccelli, rettili, anfibi e pesci: la pelle ricoperta di pelo,  la presenza di ghiandole mammarie, da cui deriva appunto il nome "Mammalia" , e di conseguenza l'allattamento, e l'omeotermia, ossia la capacità di regolare la propria temperatura corporea. I pipistrelli presentano tutte e tre queste caratteristiche mentre mancano delle peculiarità che distinguono gli uccelli dagli altri animali: penne e piume al posto del pelo, la presenza di becco e la capacità di deporre le uova. L'errore di Bruno Vespa e di tanti altri che non notano queste macroscopiche differenze, quindi, è comunque abbastanza evidente: gli uccelli e i mammiferi sono molto diversi tra loro.

I pipistrelli in Italia: chi sono, cosa mangiano e dove vivono

Pipistrellus pipitrellus o pipistrello nano
in foto: Pipistrellus pipitrellus o pipistrello nano

Quando si parla di pipistrelli, in realtà, si fa riferimento a tantissime specie diverse,  circa 1380 quelle note, che si inseriscono all'interno dell'ordine dei Chirotteri. Per capire meglio, provate a immaginare la classificazione degli animali come un insieme di cassetti: ce n'è uno molto grande con un'etichetta con scritto "Mammiferi" e se sbriciamo dentro, troviamo tanti piccoli cassettini che rappresentano i diversi ordini di mammiferi tra cui quello dei Chirotteri. I pipistrelli sono così tanti da costituire il secondo ordine più numeroso dei mammiferi, quindi lo spazio che occupano non è poi così piccolo. I pipistrelli sono generalmente animali sociali, ossia vivono in gruppo gran parte dell'anno. In inverno si rintanano in rifugi che sono diversi rispetto alla specie di appartenenza, per trascorrere il periodo freddo e carente di cibo in una sorta di letargo. Generalmente scelgono le grotte perché la temperatura rimane pressoché costante all'interno, ma anche alberi o pareti di roccia sono l'ideale. Finito l'inverno i pipistrelli si spostano nei cosiddetti rifugi estivi, che a volte sono situati vicino a quelli invernali. In altri casi, invece, sono molto lontani al punto che quelli appartenenti al genere Nyctalus si spostano per 1500 km per raggiungerli. Nei rifugi estivi i due sessi si separano: per le femmine è generalmente il tempo di partorire e quindi cercano un posto caldo e sicuro dove formare delle vere e proprie nursery per accudire i nuovi nati. I maschi invece vanno in luoghi più freschi e passano i giorni estivi in uno stato simile al torpore.

Cosa mangiano

In Italia sono tutti insettivori e possono essere molto d'aiuto agli agricoltori: infatti si cibano di molti insetti dannosi per le coltivazioni e in quantità davvero elevate. Ma non è l'unico aiuto che ci danno: sono considerati anche "bioindicatori", ossia vedere un pipistrello vuol dire che la qualità dell'ambiente è in buone condizioni e quindi possono indicarci le aree più salubri e quelle meno.

Stato di conservazione

In Italia sono presenti ben 35 specie diverse e sono state disposte diverse leggi e direttive nazionali e internazionali per tutelare loro e il loro habitat. Infatti, a causa dell'antropizzazione, i pipistrelli utilizzano spesso come rifugi dei siti artificiali. Sono luoghi che presentano delle caratteristiche simili ai loro ambienti naturali, infatti non è raro ritrovarli all'interno di fienili o cantine.  Solo nel nostro paese, 22 specie sono a rischio estinzione e una, il rinofolo di Blasi (Rhinolophus blasii), si è già estinta. Per proteggerli è stato posto un assoluto divieto di abbatterli, detenerli e commerciarli.

Sfatiamo un mito: i pipistrelli non sono pericolosi per l'uomo

Plecotus austriacus o orecchione grigio
in foto: Plecotus austriacus o orecchione grigio

Sono tantissime le leggende che si vociferano nei confronti di questi animali. Ad esempio ci si copre la testa quando ne passa uno vicino "se no potrebbe attaccarsi ai capelli". Molte persone, pur non essendosi particolarmente informate sull'argomento,  prendono precauzioni in merito e lo fanno perché, ovviamente, nessuno vuole rischiare di rovinarsi l'acconciatura. In realtà non vi è alcun fondo di verità su questo tipo di comportamento, perché i pipistrelli non sono affatto interessati ai capelli. Questa, come tante altre voci, è dovuta probabilmente al fatto che questi animali si muovono di notte, sono molto elusivi e si circondano quindi di un alone di mistero. Ma sono davvero pericolosi per l'uomo? La risposta è assolutamente no. Potete stare tranquilli: i pipistrelli sono animali innocui e anche molto riservati e sanno benissimo come evitare un incontro faccia a faccia, o per meglio dire, faccia e capelli ben acconciati.