22 Maggio 2021
8:46

Biodiversità: il 22 maggio si celebra un Pianeta da preservare

La Giornata Mondiale della Biodiversità ogni 22 maggio riporta l'attenzione sul problema mondiale della perdita degli equilibri naturali. Il futuro è nella politica, nelle scelte individuali e nell'educazione delle future generazioni. E i Carabinieri aprono le porte delle Riserve Naturali statali.

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Giornalista
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Nel 2000 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha deciso di celebrare la Giornata Mondiale della Biodiversità il 22 maggio di ogni anno ricordando una giornata fondamentale: l’adozione della Convenzione sulla Diversità Biologica firmata a Nairobi, in Kenya, nel 1992, con l’obiettivo di tutelare la diversità biologica del Pianeta.

I tre quarti degli ambienti originali delle terre emersi sono ormai irrimediabilmente trasformati, gli ecosistemi marini anche. Dal 1700 ad oggi sono andate distrutte l’85% delle zone umide. E oggi anni sessanta miliardi di tonnellate rinnovabili e non vengono succhiate al pianeta Terra. Poi c’è la questione animale: secondo studiosi di varie discipline potrebbero essere un milione le specie viventi a rischio estinzione se continuiamo a distruggere gli ecosistemi come stiamo facendo negli ultimi cento anni.

In sintesi estrema, stiamo uccidendo la biodiversità, cioè la grande varietà di animali, piante, funghi e microorganismi che costituiscono il nostro Pianeta. Quella straordinaria e irripetibile miriade di specie e organismi che nei millenni dei millenni era riuscita a creare un equilibrio fondamentale per la vita sulla Terra, garantendo cibo, acqua pulita, ripari sicuri e risorse, fondamentali per la nostra sopravvivenza. La stiamo uccidendo, ne siamo ormai più che coscienti e lo ripetiamo ogni giorno. Ma ancora bisogna ricordarlo e fare di più.

Nel mondo e in Europa: qual è l'obiettivo

L’anno fondamentale per il nostro futuro è il 2050. Entro quella data, infatti, l’unione Europea e l’ONU mirano a realizzare una società climaticamente neutra dotata di un’economia circolare ad inquinamento zero.

In Europa, parallelamente, lo scorso anno la Commissione Europea ha presentato la nuova strategia per la biodiversità per il 2030 (EU biodiversity strategy for 2030). Si tratta di un piano a lungo termine che ha l’obiettivo di proteggere la natura e invertire il degrado degli ecosistemi a beneficio delle persone, del clima e del pianeta. Ma quel che più conta è la proposta di introdurre una nuova normativa europea sul clima che trasformi le chiacchiere politiche in obbligo giuridico per ognuno degli Stati membri della Comunità Europea. Solo così infatti, forse si riuscirà a cominciare a passare dalle parole ai fatti.

Il prossimo appuntamento: la Conferenza sulla biodiversità delle Nazioni Unite

Intanto si continua ad incontrarsi e a discutere. Ed è fondamentale che il prossimo appuntamento, la Conferenza sulla biodiversità delle Nazioni Unite, si tenga proprio a Kunming, in Cina, nodo strategico per il futuro dell’intero pianeta. È proprio da questo appuntamento, infatti, dall’11 al 24 ottobre 2021, che si attende una programmazione finalmente universale di azioni idonee a costruire un futuro condiviso per tutta la vita sulla Terra. Dove per condiviso si intende condiviso tra le grandi potenze mondiali in grado di fare la differenza sul futuro della terra, Cina e Stati Uniti prime tra tutte. Tra le azioni previste c’è l’ampliamento delle aree protette mondiali per innalzarle dall’attuale 17% al 30%.

I dati forniti dal WWF e dalla FAO

Secondo i dati WWF dell’ultimo Indice del Pianeta Vivente (Living Planet Index che misura lo stato della biodiversità attraverso i dati sulle popolazioni di varie specie di vertebrati (mammiferi, uccelli, pesci, anfibi, rettili), calcolando una variazione media dell'abbondanza delle specie nel corso del tempo), lo straordinario mix rappresentato dalla biodiversità globale è in grave stato di emergenza: in meno di 50 anni, dal 1970 al 2014, si è registrato un calo del 60% delle popolazioni di vertebrati, perdendo in meno di 50 anni più del 50% degli esemplari di mammiferi, uccelli, pesci, rettili e anfibi in tutto il mondo. La FAO, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per il cibo e l'agricoltura, inoltre, stima che il 75% della diversità vegetale delle colture sia andato perso tra il 1900 e il 2000. Sottolineando un pericolo devastante per il pianeta dato dalla perdita della biodiversità: quello di perdere l’acqua. Infatti erosione de suolo, desertificazione, nuovi agenti patogeni sono direttamente connessi con la perdita dell’elemento più prezioso che abbiamo per la nostra sopravvivenza.

“Siamo parte della soluzione”

Lo slogan scelto dalla Convenzione sulla Biodiversità, la strategia globale di sviluppo sostenibile concordata dai leader mondiali al Vertice sulla Terra del 1992, e diffuso dalla sua segreteria per la Giornata della biodiversità 2021 è “Siamo parte della soluzione”. Perché ovviamente in questo momento storico essere attivisti in difesa della biodiversità è la battaglia del futuro. Ma in pratica cosa possiamo fare nel nostro piccolo? secondo l’ISPRA l’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale, (che propone eventi on line sull'argomento il 22 maggio) le regole più importanti da seguire sono queste:

  1. utilizzare con cura l’acqua;
  2. gestire con una gestione consapevole delle acque reflue;
  3. evitare l’uso di antibatterici;
  4. prediligere il consumo di alimenti stagionali e locali;
  5. ridurre il consumo di carne;
  6. ridurre il consumo di energia;
  7. riusare gli oggetti;
  8. ridurre al minimo la produzione di rifiuti.

Ovviamente è solo una piccola parte, ma importante. Che però va sostenuta da un elemento fondamentale: l’educazione ambientale delle nuove generazioni che passa principalmente per la riscoperta del territorio in cui vivono, per la conoscenza delle specie biologiche autoctone da conservare e proteggere, per la protezione degli animali in via d’estinzione e dei loro habitat che li preservano e li conservano. A partire dagli insetti impollinatori che per secoli hanno assicurato il trasmettersi della vita.

I Carabinieri e la Biodiversità: le Riserve naturali dello Stato

In occasione della giornata mondiale della biodiversità, le Riserve Naturali dello Stato gestite dal Raggruppamento Carabinieri Biodiversità, 28 Reparti che gestiscono 130 Riserve Naturali Statali e 19 aree demaniali, si aprono ai visitatori per mostrare le bellezze della natura e spiegare l’importanza della loro tutela. Per favorire la conoscenza della natura tutti i 28 Reparti Carabinieri Biodiversità organizzeranno visite guidate, laboratori e attività dedicate a piccoli e adulti per vivere una giornata in natura. Tra i tanti gioielli naturali visitabili gratuitamente dai cittadini il Feudo Intramonti e il lago di Campotosto in Abruzzo o la Pineta di Ravenna ma anche l’opportunità di conoscere uno dei più grandi CRASE, Centri Recupero Animali Selvatici Ed Esotici, come quello di Formichella in Umbria. Per conoscere i programmi e le riserve aperte è possibile consultare il sito www.carabinieri.it  per iniziare un percorso di conoscenza della natura e delle sue leggi con i Carabinieri della Biodiversità.

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Maria Grazia Filippi
Giornalista
Scrivo da sempre, ma scrivere di animali e del loro mondo è la cosa più bella. Sono laureata in lettere, giornalista professionista e fondatrice del progetto La scimmia Viaggiante dedicato a tutti gli animali che vogliamo incontrare e conoscere nei luoghi dove vivono, liberi.
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