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in foto: Ippopotamo durante uno spettacolo del Circo Royal (via Facebook)

Ippopotami, foche, tigri e giraffe: sono solo alcuni degli animali che dal 16 al 25 aprile arriveranno ad Avellino al seguito del Circo Royal. A sbarrare la strada alla carovana potrebbe essere però il sindaco Gianluca Festa che alla fine di marzo ha dichiarato: «Da anni mi impegno contro lo sfruttamento degli animali nei circhi. Comprendo benissimo quanto siano vitali queste esibizioni per le famiglie circensi e quanto possa essere bello il circo per le famiglie. Su questo voglio essere chiaro. Sono disposto molto volentieri ad autorizzare gli spettacoli del circo, ma dicendo no all’utilizzo degli animali».

Una presa di posizione che ha incassato il plauso di molti cittadini che hanno definito l'impegno del sindaco un «segno di civiltà», ma che adesso si trova a dover fare i conti con le rimostranze dell'agguerrito Ente Nazionale Circhi che riunisce compagnie e artisti italiani.

Sindaci e circhi: la paura del ricorso al Tar

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in foto: Le foche durante lo spettacolo del Circo Royal (via Facebook)

Lo scorso 16 febbraio il Comune di Fiumicino, Roma, aveva provato a imporre al  Rony Roller Circus di non usare animali negli spettacoli. I circensi si sono però rivolti al Tar del Lazio che ha dato loro ragione annullando l’ordinanza del sindaco Esterino Montino, permettendo così l'esibizione sotto il tendone di tigri, leoni e cavalli. Notizia accolta positivamente dall'Ente Circhi: «I Comuni non possono, né con regolamenti né con ordinanze o altro, vietare ciò che lo Stato consente».

Potrà oggi il provvedimento di Festa avere un esito diverso da quello di Montino? «Data l'esistenza di una legge nazionale che autorizza il circo equestre, cioè con animali, il Comune non può vietare queste manifestazioni, tuttavia può disciplinarle – spiega a Kodami Eduardo Quarta, presidente dell'associazione SOS Natura – Ieri abbiamo inviato al Comune di Avellino una bozza di regolamento contro lo sfruttamento degli animali nel circo "a prova di ricorso", elaborato sulla base delle linee guida emanate nel 2006 dalla Commissione scientifica del Cites».

Le linee guida del Cites dal 2006 nascono con l'obiettivo di fornire un protocollo operativo alle Amministrazioni locali da adottare per il rilascio delle autorizzazioni all’attendamento dell’attività circense e allo scopo di «verificare il rispetto delle condizioni di benessere degli animali».

«Non si era mai visto un Sindaco avellinese prendere posizioni così nette contro l'uso degli animali negli spettacoli, arrivando a negarne l'autorizzazione, tuttavia alle parole devono seguire fatti concreti – sottolinea Quarta – Allo stato attuale, il Comune non ha emanato un vero provvedimento amministrativo per negare utilizzo animali negli spettacoli».

SOS Natura si è costituita proprio a seguito di un presidio informativo sui diritti animali sfruttati nel circo e dal 2017 è attiva in provincia di Avellino e nelle zone limitrofe. «Non è la prima volta che ci confrontiamo con il Sindaco su questioni relative al benessere animale – dichiara Quarta – È un'amministrazione aperta al confronto ma dobbiamo ancora avere un riscontro effettivo del suo impegno».

«Festa con le sue dichiarazioni si è sbilanciato pubblicamente e lo stiamo sollecitando a mantenere fede all'impegno preso – aggiunge il Presidente di SOS Natura – Non vorremmo assistere a un passo indietro per timore di ricorsi, altrimenti i proclami fatti sino ad ora sarebbero solo una mera speculazione».

Un circo senza animali è però possibile, come dimostra l'esempio della Germania, dove, grazie alla tecnica olografica del fondatore del Circo Roncalli, Bernhard Paul, per la prima volta gli animali sono andati in scena in una rappresentazione tridimensionale realmente priva di sfruttamento, ma non di gioia.

Le nuove tecnologie possono essere una risorsa in più contro l'impiego di animali, soprattutto selvatici, nei circhi, un orizzonte sempre più vicino viste le frequenti discussione sul tema in sede europea. Recentemente, durante una interrogazione, il commissario Janez Lenarcic ha però rimesso la questione ai singoli stati: «Qualsiasi questione relativa al divieto di impiego di animali selvatici nei circhi non dovrebbe essere oggetto di decisione a livello dell'Unione. Spetta agli stati membri regolamentare una tale "questione di coscienza"».

Sono 23 gli stati europei che hanno legiferato in tal senso, tra questi è però risulta ancora assente l'Italia. Il governo, nonostante la recente riforma costituzionale a tutela di ambiente e animali, continua a rimettere nelle mani degli amministratori locali e del Terzo settore una questione sì di coscienza, ma nazionale.