Un centinaio di persone ha partecipato, questo fine settimana, alla manifestazione organizzata a Verona per chiedere la liberazione dei Beagle usati per la sperimentazione animale nell’azienda farmaceutica Aptuit. Attivisti di Trapani, Parma, Milano e dal Veneto si sono riuniti alla stazione di Verona Porta Nuova per un corteo poi terminato a piazza Bra.

Gli striscioni dietro i quali hanno mosso la protesta avevano le scritte «Gli animali sono nostri fratelli» e «Fuori i beagle dai laboratori». Tra i manifestanti, il Movimento Centopercentoanimalisti, il Fronte Animalista, Animalisti Italiani, Contro la Caccia, Task Force Animalista e Meta Parma.

Venti sono i Beagle arrivati ormai dal settembre scorso nella sede veneta dell’azienda: loro sono oggetto di un programma di sperimentazione animale. «Nonostante le numerose proteste, i tentativi di dialogo con l'azienda farmaceutica e le istituzioni, si continua a detenere i cuccioli di Beagle in nome di una falsa scienza, sottoponendoli ad inutili e barbari esperimenti», hanno spiegato da Animalisti Italiani. Per Riccardo Manca, intervenuto in rappresentanza dell’associazione, «la lotta per gli animali è anche la lotta per l'uomo, ed è il motivo per cui queste battaglie andranno avanti. La luce della vita è sacra e non si tocca, non si può spegnere mai questa luce, a prescindere dalla specie di appartenenza».

La Consulta per il Benessere animale del Comune di Verona, più volte ha chiesto uno stop formale alla sperimentazione. Il gruppo, rappresentato da Animalisti Verona, Enpa, Freccia 45 sezione Verona, Lav, la Voce dei conigli, Lega nazionale per la difesa del cane, Oipa, Tribù animale e Wwf, era anche sceso in strada, davanti alla sede di Aptuit, con la speranza che l'azienda potesse rivedere la loro scelta. Ma le norme, di fatto, non permettono ai 20 Beagle di essere salvati.

L’arrivo dei venti Beagle dalla Francia è legale. Ma il tema è etico e morale. Secondo l’ultimo rapporto statistico annuale sull’uso degli animali a fini scientifici pubblicato dall’Unione europea, i numeri della sperimentazione animale sono in calo. La fotografia del 2018 rispetto al 2017 testimonia un uso ridotto del 5%. Nei 29 Paesi analizzati (oltre a quelli dell’Ue, ci sono anche Regno Unito e la Norvegia), gli esemplari coinvolti nella sperimentazione sono stati 10.572.305. I più usati sono i topi (52,1%), seguiti dai pesci (26,2%), dai ratti (9,5%), dagli uccelli (5,5%). Uno 0,3% è composto da cani, gatti e primati non umani. Nella sperimentazione, sempre nel 2018, l’uso dei cani è aumentato del 29%.