Animalisti in piazza a Verona contro la scelta della multinazionale Aptuit Evotec di prendere altri 20 Beagle per la sperimentazione animale. I manifestanti hanno chiesto la dismissione di ogni stabulario e la liberazione di tutti gli esemplari (non solo cani) che sono sottoposti agli esperimenti. Nel frattempo, in Comune è stata presentata una mozione per richiedere la «liberazione dei cani» usati per la ricerca scientifica. Tra i manifestanti anche la consigliera comunale Laura Bocchi (prima firmataria del documento che dovrà passare al vaglio del Comune).

Ad alzare gli scudi sono le associazioni Animalisti Verona, Enpa, Freccia 45 sezione di Verona, Lav, La Voce dei Conigli, Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Verona e Legnago, Oipa, Tribù Animale, Verde Blu e Wwf, che hanno chiesto ad Aptuit di agire nella massima trasparenza e collaborazione con le autorità «per chiarire i tanti silenzi e le zone d’ombra che da tanto tempo riguardano gli esperimenti sui poveri animali rinchiusi nei laboratori senza mai vedere la luce del sole ed essere sottoposti ad atroci torture in nome della scienza».

«Abbiamo aperto un canale con il Comune di Verona. Abbiamo fatto una manifestazione contro un colosso, ma è solo l’inizio. Cerchiamo di portare avanti le nostre istanze, per fare in modo che vengano eliminate le sperimentazioni animali – spiega a Kodami Emanuela Giarraputo, presidente di Animalisti Verona – L’azienda è un vero e proprio muro, ed è difficile dialogare così. Per questo bisogna lavorare su altri livelli». Una delle prospettive lanciate è proprio legata al dialogo attraverso l’amministrazione comunale.

A marzo del 2012 il Comune di Verona aveva approvato una mozione nella quale si diceva contrario alla sperimentazione animale e proprio l’anno scorso una modifica regolamentare ha incluso la possibilità che l’amministrazione incoraggi attività di liberazione e reinserimento degli animali utilizzati o destinati a essere utilizzati nelle procedure di sperimentazione.

Nel frattempo le associazioni hanno presentato al Comune un’istanza di accesso civico agli atti per sapere quale sia stata l’attività di autorizzazione, concessione e controllo svolta dall’amministrazione sull’impiego degli animali. In particolare, spiega Oipa, le associazioni chiedono documentazione sulla provenienza dei cani, se arrivino da un allevamento autorizzato alla produzione di animali per la sperimentazione, le singole cartelle di ogni Beagle con il relativo microchip, l’autorizzazione a effettuare test con i cani e la relazione sulle motivazioni del loro utilizzo, l’autorizzazione dello stabulario e infine se sia stato disposto un controllo sanitario per valutare le condizioni di detenzione degli animali.

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