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29 Agosto 2022
11:29

Anche i cebi barbuti usano strumenti e aprono le noci con il “martello”

Secondo un nuovo studio, anche i cebi barbuti sono in grado di utilizzare oggetti per accedere alle risorse alimentari, aumentando così di circa il 50% l'apporto calorico netto della loro dieta.

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Sono ormai molte le specie animali in cui si sono riscontrati comportamenti di utilizzo degli oggetti (tool-use): tra i mammiferi, in particolar modo nei primati, fra gli uccelli e tra gli invertebrati, principalmente negli insetti e nei cefalopodi.

In un nuovo studio pubblicato sulla rivista Current Biology, un gruppo di ricercatori ha cercato di comprendere se effettivamente l’utilizzo di oggetti di pietra come strumenti connessi alle attività di foraggiamento potesse avere un impatto differenziale per quanto concerne la qualità della dieta dei cebi barbuti, una specie di cui sono ben note le capacità di utilizzo degli oggetti.

Un tassello in più, dunque, che rende alcune specie dei modelli ideali per studiare sia quali siano i meccanismi alla base di questi comportamenti sia le loro possibili funzioni, permettendoci dunque di ricreare lo scenario evolutivo che ha caratterizzato l’emergenza e l’evoluzione di queste capacità e in maniera comparata se l’eventuale funzione adattativa riscontrata abbia svolto un ruolo similare nell’evoluzione di capacità analoghe nelle altre specie animali in cui è emersa, fra cui la nostra.

Ad esempio, una delle ipotesi evolutive riguardanti la funzione adattativa dei comportamenti di tool-use riguarda il vantaggio di poter migliorare l’efficienza delle attività di foraggiamento e l’accesso a fonti di cibo di alta qualità.

Lo studio sull'uso degli oggetti nei cebi barbuti

I cebi barbuti utilizzano nella loro routine quotidiana oggetti di pietra come veri e propri martelli per frantumare e accedere al contenuto di frutti secchi come ad esempio le noci di palma. Non solo, i comportamenti di tool-use in questa specie presentano una componente innovativa e a trasmissione culturale, rendendo il comportamento di utilizzo degli oggetti molto simile alle caratteristiche dei comportamenti di tool-use che nella nostra specie hanno poi permesso la nostra evoluzione culturale e tecnologica.

I ricercatori hanno studiato per un periodo di circa 130 giorni un gruppo selvatico di 28 cebi abituati alla presenza umana e localizzati in una riserva in Brasile.

Qui, i ricercatori hanno potuto misurare aspetti della dieta dei cebi come la qualità degli alimenti in relazione alla percentuale dei macronutrienti presenti (carboidrati, lipidi e proteine), l’apporto calorico e metabolico netto, la % di fibre presenti e così via. In particolare, hanno misurato i dati di queste variabili confrontandoli fra di loro in due contesti diversi che differivano principalmente per la presenza o meno di comportamenti di tool-use negli individui studiati.

In questo modo è stato possibile determinare se il comportamento di tool-use potesse effettivamente essere la causa alla base di eventuali variazioni di aspetti qualitativi e quantitativi della dieta stessa come ad esempio la presenza di specifici macronutrienti, l’apporto quantitativo di fibre generali e l’apporto calorico generale.

I risultati dello studio

I risultati hanno mostrato come effettivamente nel momento in cui i cebi utilizzavano i loro “martelli” di pietra, riuscivano ad incrementare di addirittura il 50% il loro apporto calorico netto rispetto all’apporto calorico della dieta in cui i cebi non mostravano comportamenti di tool-use, allo stesso modo l’apporto delle fibre è risultato essere inferiore di circa il 7% nei giorni in cui i cebi utilizzavano i loro oggetti rispetto ai giorni in cui non lo facevano.

Questi risultati ottenuti misurando l’impatto dei comportamenti di tool-use sulla qualità della dieta delle scimmie cappuccine ci danno indizi fondamentali sulla funzione e sul potenziale significato adattativo del comportamento di tool-use in questa specie e in maniera comparata nelle altre in cui lo stesso è emerso.

Infatti, l’aumento dell’introito calorico su base quotidiana ottenuto proprio grazie all’utilizzo di questi comportamenti può aver sicuramente giocato un ruolo importante nel premiare la sopravvivenza e la riproduzione degli individui capaci di poterlo esprimere e dunque in ultima analisi, essere stato premiato dalla selezione naturale.

Sono un biologo naturalista di formazione, attualmente studente magistrale presso L'università di Pisa. Comprendere i meccanismi che muovono il comportamento degli animali e le ragioni che ne hanno permesso la loro evoluzione sono le domande principali che muovono la mia ricerca e la mia passione per l'etologia. Rispondendo ad esse, tento di ricostruire sia il filo conduttore che accomuna l'etologia di ogni specie animale, sia le differenze che distanziano ogni ramo evolutivo dall'altro.
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