Il primo vero vibratore della storia fu inventato nel 1863 dal medico britannico Joseph Mortimer Granville, che lo utilizzò inizialmente come terapia per le donne ritenute affette da quella che veniva chiamata all'epoca isteria femminile. Ma oggetti di forma fallica in pietra o in osso – utilizzati secondo alcuni archeologi per scopi sessuali – vengono fatti risalire già al Paleolitico superiore. Oggi i giocattoli sessuali o sex toy specificamente progettati per intensificare il piacere sessuale sono di uso molto comune e lo sono sempre stati nella nostra storia, ma a quanto pare non siamo l'unica specie animale a utilizzarsi con regolarità.

In un nuovo studio recentemente pubblicato su Ethology, un gruppo di ricercatori che ha studiato l'utilizzo di strumenti in pietra in alcuni macachi in Indonesia, è arrivato alla conclusione che queste scimmie usano i sassi e le rocce per masturbarsi. I macachi di Giava (Macaca fascicularis) che vivono al Sacred Monkey Forest Sanctuary di Bali, stimolano e strofinano regolarmente i loro genitali con le pietre. Lo fanno per puro piacere, probabilmente perché hanno molto più tempo libero da investire in attività ricreative rispetto ad altre scimmie.

Un macaco cinomondo o di Giava (Macaca fascicularis)
in foto: Un macaco cinomondo o di Giava (Macaca fascicularis)

Il team guidato da Camilla Cenni dell'università canadese di Lethbridge, ha scoperto che praticamente tutte le scimmie appartenenti a qualsiasi fascia di età o sesso, utilizzavano regolarmente sassi e pietre accuratamente selezionate per coadiuvare l'autoerotismo, proprio come se fossero una sorta di giocattolo sessuale. Quella che i ricercatori hanno chiamato ipotesi del sex toy, era stata già avanzata in passato in un altro studio dallo stesso gruppo di ricerca, che però aveva raccolto meno prove e che riguardavano esclusivamente i maschi.

Questa volta, hanno invece scoperto che anche le femmine praticano questa forma di masturbazione assistita da strumenti, osservazioni che quindi fortificano e confermano l'ipotesi del sex toy già proposta precedentemente. Hanno inoltre scoperto che le scimmie femmine erano molto più esigenti riguardo alla forma e al tipo di pietra da utilizzare e le selezionavano con maggiore cura. D'altro canto, i macachi maschi sembravano invece concentrarsi soprattutto sul tempo da dedicare all'autoerotismo, specialmente se in giovane età, e lo praticavano con molto più impegno e dedizione delle femmine.

I macachi che vivono al Sacred Monkey Forest Sanctuary utilizzano le rocce per stimolare e sfregare i genitali, proprio come fossero sex toy
in foto: I macachi che vivono al Sacred Monkey Forest Sanctuary utilizzano le rocce per stimolare e sfregare i genitali, proprio come fossero sex toy

Secondo gli autori, i maschi adulti erano meno interessati alla masturbazione con pietra, probabilmente perché riuscivano ad accedere più facilmente alle femmine. A differenza invece dei giovani, che dovevano quindi accontentarsi più spesso di "giocare" da soli. Tuttavia, i ricercatori ci tengono a sottolineare che il tempo dedicato dai macachi alla masturbazione variamo molto da individuo a individuo indipendentemente dal sesso, all'interno di ogni singolo gruppo c'erano scimmie a cui piaceva farlo di più e altre meno.

Per i primatologi non è di certo un segreto che il macaco di Giava o cinomolgo utilizzi strumenti in pietra sia per gioco che per procurarsi il cibo, come fanno anche scimpanzé (Pan troglodytes) e cebi dai cornetti (Sapajus apella), che usano regolarmente i sassi per schiacciare e aprire le noci. L'utilizzo di strumenti da parte degli altri animali è però quasi sempre legato alla sopravvivenza diretta (come per esempio dover mangiare), mentre in questo caso siamo di fronte a un comportamento sessualmente motivato e praticato esclusivamente per provare piacere.

I giovani maschi lo fanno più spesso degli adulti e delle femmine, che però sono più selettive nella scelta delle pietre
in foto: I giovani maschi lo fanno più spesso degli adulti e delle femmine, che però sono più selettive nella scelta delle pietre

Che le sessioni di gioco con le pietre fossero chiaramente guidate dalla motivazione sessuale lo dimostra, per esempio, il fatto che la sfregamento e la stimolazione nei maschi era associata all'erezione oppure alla presenza di femmine in estro e con i genitali in bella mostra. In ogni caso, gli scienziati non hanno mai dovuto aspettare più di tanto per osservare questo nuovo comportamento, che nel complesso veniva praticato da un numero di scimmie compreso tra 700 e 1.000, tutte provenienti da almeno cinque gruppi diversi.

In passato sono già stati osservati più volte diversi primati che utilizzavano oggetti o cibo per intensificare il proprio piacere sessuale. Si trattava però di singoli individui, il più delle volte in contesti di cattività, mentre in questo caso sia di fronte a un comportamento ben radicato e diffuso in un'intera popolazione selvatica, tra l'altro molto probabilmente tramandato culturalmente da individuo a individuo. Al momento, quella del Sacred Monkey Forest Sanctuary è perciò l'unica popolazione di primati conosciuta a praticare la masturbazione con e veri e propri sex toy.

Questo comportamento potrebbe essere nato anche a causa del contesto urbano in cui vivono le scimmie, che non dovendo cercare cibo hanno molto più tempo libero da investire in altre attività
in foto: Questo comportamento potrebbe essere nato anche a causa del contesto urbano in cui vivono le scimmie, che non dovendo cercare cibo hanno molto più tempo libero da investire in altre attività

I ricercatori stanno ancora cercando di capire come mai siano gli unici a farlo, ma tra le varie ipotesi ci sono anche quella della noia e del troppo tempo libero. I macachi che vivono all'interno o nelle immediate vicinanze del santuario, sono infatti inseriti in un contesto fortemente urbanizzato, quello della città di Ubud. Ricevono ogni giorno cibo sia dagli abitanti della città che dai turisti e, non dovendo procurarsi da mangiare da soli, si ritrovano con parecchio tempo libero a disposizione da investire in altre attività.

I macachi di Ubud potrebbero quindi aver avuto più tempo degli altri per giocare con le pietre, sperimentandone così l'utilizzo ben oltre l'apertura delle noci o dei molluschi e scoprendo che lo sfregamento sui genitali poteva essere parecchio gratificante. Tale comportamento potrebbe poi essersi diffuso attraverso l'apprendimento per osservazione diretta e imitazione, conservandosi nel tempo per gli stessi meccanismi auto-premianti (self-rewarding) e legati al piacere personale, come quelli alla base del gioco o del sesso.

Serviranno certamente ulteriori studi per approfondire questo nuovo comportamento nei primati, ma ancora una volta l'ingegnosità delle scimmie e la loro eccezionale abilità nella manipolazione e nell'utilizzo degli strumenti, si sono dimostrati di livello superiore, andando ben oltre la "semplice" e pragmatica sopravvivenza: i macachi di Ubud usano le pietre per puro e semplice piacere sessuale. Un comportamento che non dovrebbe poi stupirci più di tanto. D'altronde, non si può di certo vivere di sole noci.