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17 Febbraio 2023
18:30

Allevavano gattini abusivamente in gabbie piccole e sporche: due condannati a Udine

Due allevatori abusivi di gatti sono stati condannati dal Tribunale di Udine per maltrattamento di animali. Facevano vivere gli animali in precarie condizioni igieniche e li commercializzavano sui portali online.

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Due allevatori abusivi di gatti sono stati condannati dal Tribunale di Udine per maltrattamento di animali. È l'epilogo di una vicenda processuale partita nel settembre del 2020 quando i due allevatori furono denunciati dall’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa). Oggi i giudici li hanno condannati, rispettivamente, alla pena di 27.500 euro e 25.000 euro di multa e al risarcimento in favore di Oipa in quanto parte civile.

«Quando siamo entrati in quella casa, i gattini avevano a disposizione acqua putrida e residui maleodoranti di cibo, mentre il fondo delle gabbie era cosparso di lettiera sporca di deiezioni – ha spiegato Edoardo Valentini, coordinatore delle Guardie zoofile Oipa di Udine e provincia – Inoltre, la costante reclusione in quelle gabbie stava pregiudicando il corretto sviluppo psicomotorio dei cuccioli, alcuni dei quali avevano anche escoriazioni sul naso causate dal costante sfregamento contro le sbarre».

gatti sequestrati

Ben 16 gatti erano costretti a vivere in piccole gabbie, in un contesto degradato dal punto di vista igienico e sanitario. Uno dei due detentori, inoltre, era già stato condannato per maltrattamento di animali, reato per cui al momento del sequestro stava già scontando una condanna definitiva in regime di detenzione domiciliare. Per questo motivo per cui il giudice gli ha revocato il beneficio concesso fino a fine pena facendolo entrare in carcere.

I gatti, prima di essere salvati e sequestrati dalle Guardie Zoofile, erano stati descritti su un noto market online come gattini di razza Maine Coon, Siamese, Ragdoll, Angora Turco, e American Shorthair e venduti a cifre che andavano da 150 a 400 euro.

gatti udine

Inoltre, veniva dichiarato che i felini sarebbero stati dati muniti di microchip, pedigree e vaccini. Una volta acquistati, però, le persone si accorgevano non erano altro che dei normalissimi gatti di razza europea, quelli di cui sono piene le città e le colonie feline, privi sia di microchip sia di pedigree, debilitati da parassiti esterni e interni, affetti da otiti da acari e da varie patologie (calicivirosi, coccidiosi o parvovirosi).

Molti di loro, purtroppo, sono morti a distanza di qualche giorno dall’acquisto, nonostante le terapie veterinarie. Un rischio spesso sottovalutato ma sempre dietro l'angolo quando ci si rivolge alla Rete per decidere di fare entrare in famiglia un nuovo compagno animale. Sono molti i motivi per cui non dovremmo mai comprare animali online né fidarci di chi li regala, a cominciare proprio dall'impossibilità di verificare le informazioni che vengono fornite da chi si trova dall'altra parte dello schermo.

Come sottolinea l’Oipa, «molto spesso questi annunci possono nascondere un traffico illecito punito come reato con pene molto severe (reclusione, multa elevata e confisca degli animali) e anche acquistare animali online, anche se in buona fede, può comportare il concorso in tale traffico».

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