27 Novembre 2023
18:07

Alcune zanzare australiane hanno preso di mira le rane ma succhiano il sangue solo dalle loro narici

Alcune zanzare australiane succhiano il sangue a rane e raganelle, ma sono particolarmente schizzinose su quale parte del corpo pungere. Secondo un nuovo studio, infatti, succhiano il sangue degli anfibi esclusivamente dalle loro narici e da nessuna altra parte del corpo.

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Foto di John Gould da Gould e Valdez, 2023

Una coppia di ricercatori ha probabilmente scoperto le zanzare più schizzinose al mondo che succhiano il sangue esclusivamente da un punto molto specifico del corpo delle loro vittime: le narici. Nel loro studio pubblicato sulla rivista Ethology, gli autori John Gould e José W. Valdez descrivono per la prima volta questo comportamento altamente selettivo in alcune zanzare australiane (Mimomyia elegans) quando prendono di mira rane e raganelle, apparentemente senza mai pungerle in nessuna altra parte del corpo.

Le cavità nasali degli anfibi sono probabilmente il punto del corpo migliore e più facilmente accessibile dove ottenere il proprio pasto di sangue, probabilmente perché la pelle è più sottile o maggiormente vascolarizzata ma questo nuovo sorprendente comportamento – scoperto in realtà per puro caso – potrebbe ora persino aiutare i ricercatori a comprendere meglio la trasmissione delle malattie tra gli anfibi, aiutando a trovare nuove strategie più efficaci per proteggere questi animali a rischio da pericolosi patogeni, come l'ormai famoso fungo chiamato chitridio.

Tutto è cominciato un po' per caso, quando il biologo John Gould si trovava tra le paludi e gli stagni di Kooragang Island, in Australia, per studiare rane, rospi e raganelle. Per quasi due anni, tra il 2020 e il 2022, Gould ha però notato che di tanto in tanto le zanzare appartenenti alla specie Mimomyia elegans si posavano sul volto delle rane che stava studiando, così ha iniziato a fotografarle per pura curiosità. Solo dopo aver messo insieme tutte le foto si è reso conto che stava accadendo qualcosa di molto particolare e inatteso.

Tute le zanzare che avevo fotografato stavano succhiando il sangue dalle narici degli anfibi, per un totale di 12 osservazioni di questo bizzarro comportamento. Che alcune specie zanzare pungano esclusivamente rane, rospi o altri anfibi è noto tra gli scienziati, tuttavia Mimomyia elegans non così specializzata e punge in maniera indiscriminata anfibi, mammiferi e uccelli. Tuttavia, la sua strategia di alimentazione quando prende di mira le rane sembra essere altamente specializzata e sofisticata, in modi che hanno sorpreso gli scienziati.

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La sequenza di avvicinamento di una zanzara che atterra su che atterra su una Litoria fallax. Foto di John Gould da Gould e Valdez, 2023

Rane, raganelle e anfibi mangiano infatti abitualmente le zanzare, perché quindi questi insetti dovrebbero pungerli in un punto così pericolosamente vicino alla loro bocca e alla loro lingua? Ma soprattutto, come fanno ad avvicinarsi senza che le vittime se ne accorgano? Secondo Gould, le zanzare ci riescono perché hanno elaborato un'ingegnosa strategia per avvicinarsi senza essere scoperte. Il biologo ha infatti fotografato alcune zanzare che si sono posate prima sul dorso delle rane, per poi avvicinarsi molto lentamente verso la testa. Questa tecnica, probabilmente, potrebbe impedire che vengano notate dagli anfibi.

Per quanto riguarda i motivi di questa scelta così tanto schizzinosa, secondo lo stesso Gould potrebbe dipendere dal fatto che la pelle delle narici delle rane può essere particolarmente morbida e sottile, rendendo perciò più facile la sua perforazione per l'apparato boccale di questi insetti ematofagi. In alternativa, queste scelta potrebbe anche dipendere da un'elevata concentrazione di vasi sanguigni vicino alla superficie della pelle delle cavità nasali. Queste le due principali ipotesi (entrambe però da verificare) avanzate dagli autori.

Si tratta per il momento di poche ma interessanti osservazioni ottenute direttamente sul campo, tuttavia se questo comportamento così selettivo e specifico dovesse essere confermato da ulteriori studi e test in laboratorio, potrebbe anche aiutare a proteggere meglio gli anfibi, tra gli animali più minacciati al mondo. Studi precedenti hanno infatti dimostrato che le zanzare posso essere vettori del fungo Batrachochytrium dendrobatidis, che sta causando l'estinzione di intere popolazioni o addirittura specie, poiché altera la respirazione cutanea inducendo problematiche neurologiche negli anfibi.

Alcune delle rane studiate e osservate da Gould, tra l'altro, appartengono infatti a specie seriamente minacciate di estinzione, come Litoria aurea, una rana verde originaria dell'Australia orientale. Comprendere meglio in che modo le zanzare prendono di mira questi anfibi in maniera così selettiva, potrebbe quindi essere molto utile per ridurre la diffusione di funghi e altri patogeni come il chitridio, che hanno purtroppo già sterminato o portato sull'orlo dell'estinzione tantissime specie di rane, rospi e raganelle in tutto il mondo.

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Salvatore Ferraro
Redattore
Naturalista e ornitologo di formazione, sin da bambino, prima ancora di imparare a leggere e scrivere, il mio più grande sogno è sempre stato quello di conoscere tutto sugli animali e il loro comportamento. Col tempo mi sono specializzato nello studio degli uccelli sul campo e, parallelamente, nell'educazione ambientale. Alla base del mio interesse per le scienze naturali, oltre a una profonda e sincera vocazione, c'è la voglia di mettere a disposizione quello che ho imparato, provando a comunicare e a trasmettere i valori in cui credo e per i quali combatto ogni giorno: la conservazione della natura e la salvaguardia del nostro Pianeta e di chiunque vi abiti.
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