Una bruttissima vicenda che coinvolge gli animali, in questo caso un cane di razza Pitbull usato come strumento per recare offesa. Dal video che gira sui social poco si vede e c'è solo la versione delle Forze dell'ordine a ricostruire ciò che è successo a Milano, intorno all’una di notte, vicino alla Colonne di San Lorenzo, in zona Ticinese, dove si radunano molti giovani per la movida. La piazza è piena, il vociare dei ragazzi è forte. All’improvviso, però, risuonano urla e anche due spari. Ci sono i Carabinieri, ci sono persone che si azzuffano e altre che scappano. E poi c’è un giovane che cerca di sfuggire all’arresto ma non ce la fa. Ci sono voci che gridano di lasciare stare il cane. Gli smartphone riprendono tutto quello che possono e postano in diretta sui social. Gli spari hanno colpito qualcuno però, una ragazza e un ragazzo, fortunatamente di striscio e hanno raggiunto anche un cane. I carabinieri prendono il ragazzo, lo infilano in macchina e vanno via, nel caos di alcune persone che inveiscono contro di loro.

Il video mostra questo e secondo la ricostruzione fatta poi dagli uomini dell’Arma, la pattuglia era sul posto perché era stata chiamata da un gruppo di tedeschi rapinati e aggrediti da due giovani che secondo la loro testimonianza gli avrebbero aizzato il Pitbull contro. Uno, infatti, sarà refertato per un morso alla gamba destra.

Arrivati con le auto nella piazza piena di gente che parla, ride e beve, nonostante il coprifuoco sia passato da un po’, i Carabinieri decidono sia meglio far allontanare la folla accendendo le sirene. Poi si avvicinano a una panchina dove sono seduti i due sospettati e chiedono loro di legare il cane, ma uno dei due invece aizza il Pitbull contro il militare che viene morso a un braccio e poi alle gambe. Il collega cerca di aiutarlo e spruzza lo spray al peperoncino contro il cane senza alcun risultato. A quel punto spara due colpi contro l’animale che scappa ferito di striscio. Recuperato e condotto in una clinica veterinaria, ora le sue condizioni di salute sono buone.

Quegli spari però colpiscono anche due ragazzi ancora presenti, anche loro di striscio. A quel punto coloro che sono rimasti a guardare la scena inveiscono contro i Carabinieri che salgono in auto e se ne vanno. Arrivano le ambulanze e altra pattuglie che ascoltando i testimoni ricostruiscono ciò che è successo.

Guardandola dalla parte del cane: lo sfruttamento dei Terrier di tipo Bull

Il numero di Pitbull, Amstaff, Bull terrier e incroci vari di Terrier di tipo Bull all’interno dei canili è una vera e propria emergenza: «I rifugi sono pieni di cani di queste razze e spesso si tratta di soggetti molto giovani», ci spiega Elena Garoni, veterinaria comportamentalista e membro del comitato scientifico di Kodami. «Sono cani che provengono da famiglie che non li vogliono più. Molti di loro appartengono a persone sottoposte a provvedimenti penali o sono vittime di sequestri giudiziari. Il grande problema è che sarà molto difficile che vengano adottati: le persone sono spaventate dal pregiudizio che possano essere aggressivi. Sono cani che nessuno vuole. E il loro destino è spesso quello di restare per sempre in canile».

Sono cani dal cuore d'oro e, come sempre, il loro stile di vita dipende da che tipo di umano hanno accanto: «Sono vivaci, invadenti, amano il contatto fisico anche rude. Sono sempre in allerta e, spesso reagiscono con impulsività. Non sempre sono in grado di stare in compagnia con gli altri cani. Questo non significa che siano aggressivi, naturalmente. Vengono però spesso scelti da persone che praticano l’illegalità, proprio per il loro aspetto intimidatorio, e per l’aura di forza che li accompagna. Per le loro caratteristiche, in particolare per la reattività, cioè la velocità e l’imprevedibilità della reazione a uno stimolo, possono diventare delle temibili guardie del corpo. Se questa caratteristica viene incentivata fin da piccoli poi diventa complicato, ma non impossibile, insegnargli un’altra scelta comportamentale».

La rieducazione, quando viene fatta, è lunga: «Bisogna tenere conto anche del fatto che quando vengono sottoposti a sequestro, i tempi per permettere un nuovo affido in famiglia sono possono essere lunghissimi e più tempo passa in canile, più è difficile per il cane». Gli educatori cinofili lavorano moltissimo con questi cani: «I Pitbull, così come gli Amstaff, sono cani forti e dal livello di resistenza alla fatica e al dolore molto alto. Sono cani che hanno bisogno di un punto di riferimento umano stabile ed equilibrato, su cui poter fare affidamento. Il nostro stile di vita, soprattutto in città, non permette di dar loro i giusti spazi e i giusti tempi: è per questo che diventano cani difficili. La loro potenza fisica trasforma una scaramuccia in una vera tragedia».

Si era parlato di patentino obbligatorio per gli umani proprietari di alcune razze di cani: «A Milano prima della pandemia hanno avuto inizio questi corsi. Speriamo ricomincino presto, perché la cultura e l’informazione sono fondamentali. Credo però che siano necessari interventi più drastici, per esempio il divieto di riproduzione di questi cani ( e di tanti altri): chi vuole un cane può andare a prenderlo nei canili e nei rifugi. I cani non si comprano».

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