Membro del Comitato Scientifico di kodami
Istruttore cinofilo CZ

Quando si adotta un cane si è pieni di buone intenzioni. Vorremmo dedicargli tempo, oltre all’affetto, e fare con lui lunghe passeggiate. Tuttavia spesso ci scontriamo con la dura realtà della vita quotidiana e non riusciamo a mantenere fede agli impegni come vorremmo. Seppure diventiamo sempre più bravi ad organizzarci, il tempo non sembra bastare mai. A farne le spese sono perlopiù gli affetti e le relazioni. In primis quella con il cane. L’unico modo per uscire dalla contraddizione è puntare tutto sulla qualità. Vediamo allora come migliorare la passeggiata con il cane che vive con noi.

Gli strumenti di vestizione

La prima cosa è scegliere gli strumenti di vestizione giusti. Sarà necessario dotarsi di una pettorina (modello norvegese o ad H) e di un guinzaglio lungo, liscio e senza ganci. Questo garantirà al cane comfort e rispetto, evitando lo strangolamento, nel caso tirasse al guinzaglio e al contempo gli agevoleremo la possibilità di fermarsi ad annusare. In molti sono convinti purtroppo che la pettorina porti il cane ad esercitare più trazione sul guinzaglio ma la verità è esattamente il contrario. Il problema del cane che tira al guinzaglio non dipende esclusivamente dagli strumenti che si utilizzano per l’uscita. Tuttavia l’adeguatezza della strumentazione tecnica rappresenta la base di garanzia per l'innalzamento dello standard qualitativo della passeggiata.

Lasciamo pure che cammini davanti a noi

È un’idea piuttosto assurda quella per cui il cane debba camminare al piede. Come è possibile che un quadrupede che si proietta ed orienta sul mondo con obiettivi e sensi diversi dai nostri, possa aver voglia di camminare in ogni momento al nostro fianco? Con un guinzaglio lungo possiamo consentire al cane di raggiungere un odore o soffermarsi su una prospettiva che gli permetta di prendere informazioni, osservando qualcosa in lontananza che ha attirato la sua attenzione. Il guinzaglio liscio ci permetterà di farlo scorrere tra le mani sia per sopravanzarlo quando si ferma ad annusare o guardare, sia per allentare la trazione quando ci precede. Per il cane essere gestito in questo modo fa la differenza. Non si sentirà solamente più rispettato ma sarà più affiatato con noi.

Tenere la comunicazione sempre aperta

Troppo spesso vediamo coppie di cane-conduttore fare passeggiate in modo totalmente scollegato. Il guinzaglio viene utilizzato per strattonare e portare via l’animale da qualcosa o al contrario viene impugnato con totale passività ed indifferenza. Se vogliamo puntare sulla qualità dobbiamo uscire da questa polarità negativa ed essere capaci di tenere con il cane un canale comunicativo sempre aperto.  Perseguire questo obiettivo non ammette distrazioni. Non dobbiamo stare al telefono tutto il tempo, come spesso si vede, al contrario dovremmo rimanere sempre in connessione.

In che modo? Prima di tutto monitorando costantemente il livello d’attivazione emozionale del cane ed intervenire non appena questo supera una soglia critica. Fermarsi, riportarlo alla calma e cercare di riconquistare la sua attenzione per concentrarlo sul fatto che stiamo condividendo una passeggiata, non un rodeo. Non dovremmo perdere occasione ad ogni attraversamento pedonale per coordinarci attraverso lo sguardo. Chiediamogli di risalire sul marciapiede tutte le volte che scende senza il nostro consenso. Cambiamo lato della strada quando incrociamo un altro cane al guinzaglio. Schermiamolo invertendo il fianco se incrociamo persone, soprattutto quando queste tengono in mano oggetti o buste della spesa dove potrebbe ficcare il naso.

Concediamogli momenti di libertà

La cosa più importante per garantire al nostro cane una passeggiata di qualità è concedergli dei momenti di libertà. All’interno della routine quotidiana dobbiamo strutturare itinerari che prevedano la sosta in zone verdi, possibilmente non recintate. Non serve abitare in campagna. Questo è possibile anche e soprattutto all’interno del contesto urbano. Il cane deve poter perlustrare ed allontanarsi da noi in tutta sicurezza, libero dal guinzaglio. Svolgere questa attività in modo autonomo, seppur vigilato, è fondamentale, non solo per la crescita e maturazione del soggetto, ma anche per mantenere toniche le sue funzioni cognitive attraverso l’esercizio quotidiano della mappatura del territorio.

Potrà sembrare strano ma per il cane il momento della libertà rappresenta il punto di maggiore cooperazione con l’essere umano. Quando è libero si sente più parte di una squadra. Tutto questo si può fare, però, a patto di essere in grado di comprendere la sua comunicazione. Intuirne ad esempio l’elaborazione dei pensieri soprattutto quando si mette ad annusare gli odori. Affinando l’osservazione è possibile comprendere se un cane sta annusando la pipì di un maschio, di una femmina, di qualcuno/a che gli è simpatico/a o che al contrario lo preoccupa ecc…

Se riusciamo a sintonizzarci e a comprendere i suoi stati mentali, il cane ci ripagherà con la fiducia e l’allineamento. Ecco allora che una passeggiata impostata su questi standard qualitativi potrà supplire alla nostra mancanza di tempo e riuscire a mettere in discussione, con i dovuti parametri di adeguatezza, le passeggiate chilometriche che vengono spacciate come la panacea di tutti i mali ma che invece potrebbero andare colpevolmente a coprire una mancanza di qualità nella relazione.