Gli insetti stanno morendo. E la responsabilità è dovuta ai cambiamenti climatici prodotti dalle attività umane. A lanciare l'allerta e a spiegare l’essenziale importanza di questa classe di animali per la nostra esistenza, sono 12 articoli di 56 ricercatori pubblicati su Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America), rivista dell'Accademia americana delle scienze.

Secondo lo studio, la biodiversità degli insetti è in declino su scala globale e molte popolazioni stanno già calando dell'1-2% all'anno, una tendenza molto preoccupante. I ricercatori spiegano che questo calo va di pari passo con l'aumento costante della popolazione umana che sta portando all'estremo lo sfruttamento delle terre coltivabili. Ma l'aumento è dovuto anche alla riduzione di farfalle e falene nell'ecozona neotropicale, fenomeno legato ai cambiamenti climatici, un'avvisaglia di quello che presto potrebbe toccare alle foreste tropicali dove vive la maggior parte delle specie di insetti.

L’importanza degli insetti per l’uomo

Questa non è affatto una buona notizia perché gli insetti sono indispensabili per la catena alimentare e per tutti gli ecosistemi: sono prede per la sopravvivenza di innumerevoli altre specie. Le piante da fiore, componente della maggior parte degli ecosistemi terrestri, dipendono da loro per l'impollinazione e quindi la riproduzione. Gli insetti forniscono agli esseri umani miele, seta, cera e, in molte culture, cibo e  ricoprono anche un ruolo fondamentale nella ricerca medica e biologica di base.

L’obiettivo della ricerca è senz’altro quello di mostrare l'importanza degli insetti per l'esistenza umana, ma è anche quello di fornire informazioni dettagliate e scientifiche affinché le persone imparino ad agire in maniera più consapevole e responsabile nei confronti dell’ambiente e degli ecosistemi che ci vivono. Tanto che gli autori, in un capitolo a parte, forniscono una guida di comportamenti corretti per contrastarne il declino globale.

Cosa fare per salvare gli insetti

Nella lista redatta dagli studiosi, si parla, di buone pratiche: come per esempio convertire i prati in habitat più naturali trasformando, anche solo in parte, i giardini di erba in aree dove la vegetazione si faccia spazio da sola in modo naturale. Un altro punto è l’uso eccessivo di erbicidi e pesticidi che andrebbe eliminato o almeno ridotto, utilizzando metodi più sensati. Per esempio mantenendo le zanzariere in buono stato e, cosa ancora più importante, rimuovendo l'acqua stagnante nei contenitori, come i sottovasi o le grondaie, ambiente larvale perfetto per alcune specie di zanzare.

Sarebbe molto importante anche limitare l’uso dell'illuminazione artificiale esterna verso cui la maggior parte degli insetti notturni è attratta. Queste luci, infatti, sono potenti trappole sensoriali che possono ucciderli fulminandoli o, rendendoli più visibili, farli diventare preda per altre specie.

Approfondire la conoscenza

Altra indicazione, di diverso genere ma altrettanto fondamentale, è riuscire a contrastare la pessima “reputazione” di cui godono gli insetti, facendo in modo che le persone vengano a conoscenza dei benefici che invece portano all'umanità. In questo senso, i ricercatori forniscono una lista di alcuni dei siti più autorevoli per chi intenda approfondire il tema. Tra questi Bugoftheweek.com, Bumblebeewatch.org, Bigbutterflycount.org e Nnationalmothweek.org attraverso i quali professionisti e dilettanti possono osservare, apprendere e contribuire alla conservazione degli insetti. Esseri viventi piccoli ma dalle così grandi capacità.