Wally è tornato a casa. Dopo 4 mila chilometri in solitaria dalle acque fredde del nord Europa fino al caldo delle coste spagnole, il tricheco che ha appassionato l’estate di molti amanti degli animali ha fatto ritorno alle latitudini da cui proveniva. L’ultimo avvistamento infatti è di alcuni giorni fa quando è stato notato e fotografato a largo delle coste islandesi.

Ventidue giorni senza avvistamenti, poi avvistato nelle acque islandesi

La Sea Rescue Ireland, che lo ha seguito e monitorato per tutto il percorso, lo ha annunciato con un post su Facebook il 20 settembre. «Dopo 22 giorni senza avvistamenti – ha scritto l’associazione che si occupa di salvaguardia animale e gestisce un piccolo ospedale per cuccioli di foca sulle coste dell’Irlanda orientale – stavamo iniziando a perdere la speranza di rivedere il giovane tricheco errante. Comunque, abbiamo appena ricevuto comunicazione che ieri in Islanda è stato avvistato un tricheco simile.. a oltre 900 km dall'ultima località conosciuta di Wally a West Cork».

«Si tratta di Wally!». La conferma dal confronto delle foto

La conferma che si trattasse proprio di Wally è arrivata dal confronto fotografico con le immagini messe a disposizione dal British Divers Marine Life Rescue (BDMLR), altra associazione animalista inglese che ha seguito tutta la vicenda sin dal primo avvistamento di Wally. «Dopo aver confrontato le foto con i nostri amici di British Divers Marine Life Rescue (BDMLR) – hanno spiegato dal Sea Rescue Ireland – abbiamo avuto la conferma che si trattava proprio di Wally! Dalle immagini infatti si potevano notare le cicatrici simili sul davanti di entrambe le pinne. Siamo assolutamente al settimo cielo che non solo è ancora vivo e vegeto, ma sta tornando a casa nell'Artico. Ieri sera è stato visto tornare a nuotare in mare (ed è riuscito persino a non far affondare le barche mentre era lì)!», hanno commentato facendo riferimento ai danni che il tricheco ha involontariamente causato alle imbarcazioni su cui è salito per riposarsi durante il lungo tragitto.

Il lungo viaggio di Wally: dall’Artico alla Spagna e ritorno

È almeno da marzo che Wally nuota: fu avvistato per la prima volta davanti alla costa spagnola di Valencia. Il motivo di un così lungo spostamento spontaneo potrebbe avere diverse cause, non ultime i cambiamenti climatici che stanno trasformando gli habitat naturali spingendo gli animali selvatici a cercare nuove destinazioni. Dopo aver toccato le coste spagnole, comunque, Wally ha cominciato il suo viaggio di ritorno verso il nord. Prima lungo le coste francesi e poi, dall’Inghilterra, verso l’Irlanda. A questo punto Wally ha iniziato a trasformarsi in un’attrazione turistica a tutti gli effetti, con piccole folle che si radunavano sui pontili per avvicinarlo e scattargli foto da condividere sui social. Tanto da spingere le associazioni a cercare una soluzione alla sua necessità di trovare degli approdi farlo riposare, realizzando per lui dei pontoni su cui potesse salire senza ferirsi e senza fare danni.

«Grazie a tutti quelli che lo hanno aiutato»: quando la curiosità può essere un aiuto per gli animali selvatici

«Siamo così grati ai tanti cittadini che hanno dimostrato sostegno e amore per questo tricheco dandogli un posto sicuro dove riposare e raccogliere le sue forze visitando le nostre coste durante questo magnifico viaggio – è il commento di Melanie Croce del Sea Rescue Ireland – Grazie alla sua capacità di nutrirsi e di riposarsi, ha fatto il lungo tratto e si speriamo possa ritrovarsi presto con i suoi simili. È importante dare spazio alla fauna selvatica e mettere al primo posto la loro sicurezza e il loro benessere!».

I pericoli per i mammiferi marini

La storia di Wally è emblematica perché mette in evidenza i tanti pericoli che i mammiferi marini possono correre: cambiamenti climatici, trasformazioni di habitat, eccesso di curiosità e troppa vicinanza da parte degli esseri umani che, pur con buone intenzioni, si avvicinano troppo per osservarli da vicino. «Questo successo è una grande occasione per evidenziare le immense pressioni che i nostri mammiferi marini affrontano quotidianamente a causa del disturbo umano». La Sea Rescue Ireland ne ha approfitto per ricordare anche quanto può essere fondamentale il supporto delle persone comuni, semplici appassionati di animali, per la salvaguardia delle specie più a rischio. «Ricordate di applicare questo amore e rispetto anche per i cugini di Wally, le nostre foche comuni che in questo periodo dell'anno sono estremamente vulnerabili a causa del parto e della cura dei loro cuccioli lungo le nostre coste. Poiché il cambiamento climatico ha un impatto sull'habitat della fauna selvatica, molte specie sono sotto una minaccia sempre crescente e il minimo che possiamo fare è evitare di rendere intenzionalmente la loro vita ancora più difficile».

La foto di copertina, presa da Facebook, è di Hfrun Eiriks