Questo wapiti, con uno pneumatico al collo, è stato visto per la prima volta due anni fa. Le autorità lo hanno cercato senza sosta, con l’aiuto delle segnalazioni dei civili. Il wapiti (Cervus elaphus canadensis) è una sottospecie del cervo rosso e popola le aree temperate del Nord America. Avvistato per la prima volta da lontano, l’animale aveva appena due anni e mezzo. Il Wildlife Officer, Scott Murdock che si occupa di garantire i diritti della fauna selvatica racconta: «Questo wapiti è davvero molto difficile da trovare. Abbiamo avuto circa sei avvistamenti di questo animale, tre o quattro dei quali sono stati su fototrappole». Questo animale pascola in un’area molto grande, e prevalentemente disabitata, ed è difficile raggiungere in breve tempo il luogo di una segnalazione per catturarlo. Secondo Scott: «Quindi una delle sfide nel catturare il wapiti è che dobbiamo essere vicini quando viene individuato e che dobbiamo avere con noi la nostra attrezzatura con i tranquillanti».

Incastratosi nei palchi, quelle che noi impropriamente chiamiamo corna, lo pneumatico avrebbe potuto ferire l’animale e per questo doveva essere rimosso in fretta, ma estrarre questa ruota non era così scontato come potrebbe sembrare, per diversi motivi: «Quei palchi sono ancora morbidi e sono molto vascolari», dice Scott. «Quindi se addormentiamo l’animale e li danneggiamo in qualche modo, può perdere molto sangue. È più difficile tagliare lo pneumatico che i palchi, perché quando si induriscono sono in pratica osso senza materiale vivente. A quel punto puoi tagliarli e semplicemente togliere quella gomma dal collo dell’animale». Quando il wapiti va in cerca di una partner, usa i suoi palchi per combattere contro i rivali. I palchi crescono, grazie agli ormoni, solo nei mesi estivi, per poi cadere con l’inverno. Ma una delle preoccupazioni maggiori di Scott è che: «Durante la riproduzione uno dei rischi per gli animali che hanno qualcosa di impigliato in testa, è la possibilità che si incastri con un altro animale. Se nessuno se ne accorge per molto tempo, uno o entrambi finiranno per morire».

Dopo due anni di ricerche il wapiti è stato finalmente individuato e sedato. Prima di tagliare i palchi, gli addetti alla fauna selvatica del posto hanno tentato di rimuovere lo pneumatico, ma dopo diversi tentativi senza successo, per tutelare la salute dell’animale, hanno deciso di segare i palchi per rimuovere l'oggetto. Successivamente il wapiti è stato rilasciato di nuovo in natura, finalmente libero da quell’oggetto estraneo che, insieme ai palchi, lo hanno costretto per gran parte della sua vita a portare un peso di quasi 16 chili. Bisogna trarre una lezione da questa pericolosa situazione, infatti secondo Scott: «La cosa più importante che le persone devono capire da una situazione come questa, è che la fauna selvatica non ha confini. Qualunque cosa ti venga in mente, io l'ho vista intorno al collo di questi animali. È un buon promemoria, se abiti dove vivono gli animali selvatici, dovresti andare a passeggiare per la tua proprietà ripulire e abbattere qualsiasi tipo di ostacolo che possa impedire il movimento della fauna selvatica o intrappolarla».