Il Glaucus atlanticus: un animale che sembra provenire da un mondo fantastico. Forse ricorderete il caso del video in cui si vede un ragazzo che lo tocca: ecco, voi non fatelo! Questo animale può essere dannatamente pericoloso. Essendo che si ciba di prede, come meduse, con veleni cardiotossici, neurotossici e necrotizzanti, ha la possibilità di prelevare questi veleni e usarli come sua arma di difesa. Anzi, lui è ancora più furbo, seleziona le cellule urticanti più potenti delle meduse, per conservarle nei suoi tentacoli, o meglio, in strutture apposite chiamate cnidosacchi.

Questo meccanismo fa sì che appena si sfiori l'animale lui rilasci in una volta sola tutto il veleno più potente raccolto, potendo provocare la morte.

Oltre a quello appena descritto, il piccolo drago sfoggia altri comportamenti sorprendenti, come ingoiare regolarmente una bolla d'aria per tenerla nel suo stomaco affinché questa gli permetta di galleggiare a pancia in su. Quindi quel colore brillante che vediamo è la sua pancia (o meglio ventre). Il dorso invece è di colore grigio-argento.

Perché deve rimanere a pancia in su?

Perché il colore blu lo fa confondere con il colore dell'acqua agli occhi dei predatori che si trovano sopra di lui, mentre quello grigio lo fa confondere con il colore del cielo per nascondersi dai predatori sottostanti. Questa tecnica di difesa prende il nome di "principio dell'ombra inversa".

Un'altra caratteristica affascinante del drago blu è che l'animale è ermafrodito, il ché significa che tutti gli individui hanno organi riproduttivi sia maschili che femminili. Possono quindi accoppiarsi con chi vogliono, tutti hanno entrambi i sessi. Una volta avvenuto l'accoppiamento, entrambi gli individui sono in grado di deporre le uova. Sebbene i draghi blu non si prendano cura dei loro piccoli, stanno molto attenti a dove le depongono: poiché i draghetti appena nati devono avere il tempo di sviluppare la propria bolla d’aria prima di tuffarsi in acqua, le uova vengono depositate dentro oggetti che possono galleggiare come pezzi di legno o carcasse.

Proprio per questo motivo il nudibranco pelagico (che vive in mare aperto) a volte si ritrova accidentalmente sulla riva. Ricordatevi però: non si tocca! Se vi dovesse capitare accidentalmente di essere punti da uno dei suoi cerati, dovete evitare di usare l’aceto e il bendaggio. L’unico rimedio possibile è immergere le parti colpite dai tentacoli in acqua calda (almeno 50° C). Il veleno è termolabile e in questo modo le sue tossine verranno disattivate.