scimmie
in foto: Scimmie del Parco nazionale di Bijilo, Gambia, Africa Occidentale

Sono 85 i casi di vaiolo delle scimmie registrati in 8 Stati europei secondo i dati forniti oggi dal Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc) in uno studio sui rischi legati al virus. «La probabilità di diffusione è molto bassa – hanno segnalato gli esperti – Tuttavia, un'ulteriore diffusione del virus attraverso uno stretto contatto, ad esempio durante le attività sessuali tra persone con più partner sessuali, è considerata alta».

Questa zoonosi è stata riscontrata in Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia, e Italia. Proprio in queste ore l'Istituto nazionale malattie infettive Spallanzani ha confermato il quarto caso nel nostro Paese: si tratta di un 32enne tornato da poco dalle Canarie e attualmente ricoverato all'ospedale San Donato di Arezzo.

Proprio l'isola maggiore dell'arcipelago spagnolo potrebbe aver giocato un ruolo importante nella diffusione della monkeypox. In particolare la località di Maspalomas tra il 5 e il 15 maggio è stata teatro della manifestazione del Pride che ha richiamato migliaia di persone da tutto il mondo. L'agenzia sanitaria europea ha quindi invitato i paesi membri a concentrarsi sul tracciamento dei contatti e sulla segnalazione di nuovi casi di vaiolo delle scimmie.

Non si sa ancora molto sulle modalità di contagio tra le persone, tuttavia secondo il rapporto odierno del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie i casi «sono stati diagnosticati principalmente tra gli uomini che hanno avuto rapporti sessuali con altri uomini, il ché suggerisce che la trasmissione potrebbe aver luogo durante le relazioni intime».

Gli esperti però invitano a mantenere alta la guardia: «Se si verifica la trasmissione da uomo ad animale – avverte l'Ecdc – e il virus si diffonde in una popolazione animale, c'è il rischio che la malattia diventi endemica in Europa».

Nel frattempo i paesi vanno in ordine sparso: in Germania i contagiati vengono isolati, ma non è ancora previsto un periodo di quarantena. Mentre in Gran Bretagna l'Agenzia per la sicurezza sanitaria raccomanda un periodo di quarantena di 21 giorni a chi abbia avuto contatti diretti o all'interno della propria famiglia con casi conclamati.

A riportare unità in seno all'Europa potrebbe essere la riunione del Comitato per la sicurezza sanitaria convocata per domani, martedì 24 maggio 2022, dal Commissario alla salute Ue Stella Kyriakides: «Hera, l'Ecdc e l'Ema stanno lavorando a stretto contatto per garantire che le informazioni sulla situazione epidemiologica e la disponibilità di vaccini e trattamenti siano assicurate».

Anche se nell'uomo la malattia si risolve spontaneamente in un paio di settimane, Kyriakides ha segnalato che «i bambini, le donne in gravidanza e le persone immunodepresse possono essere a rischio di sviluppare la malattia grave».

La prima sequenza del virus è stata resa pubblica in queste ore dagli esperti dell'Istituto nazionale di sanità del Portogallo. Lo studio mette in luce la correlazione con i ceppi rilevati nel 2018 e nel 2019 nel Regno Unito e che si tratta del tipo meno aggressivo presente in Africa occidentale.

Anche altri team internazionali stanno lavorando per fare luce sulla malattia e sul virus che la provoca. Ma al momento cosa sappiamo sul vaiolo delle scimmie? Si tratta di un’infezione causata da un virus della stessa famiglia del vaiolo, ma che si differenzia molto dal vaiolo stesso per la minore diffusività e gravità. È diffuso in particolare tra primati e piccoli roditori, prevalentemente in Africa, e l’infezione si trasmette dall’animale all’uomo attraverso la saliva e altri fluidi dell’animale o il contatto diretto con l’animale.