Un rarissimo gufo delle nevi – conosciuto da tutti grazie a Edvige in Harry Potter – è stato avvistato tra i grattacieli e i monumenti più iconici di Washington, la capitale degli Stati Uniti. Ben lontano dalle zone artiche che frequenta abitualmente, il rapace è stato segnalato per la prima volta il 3 gennaio, ma ha continuato a sostare in città e a volare intorno al quartiere di Capitol Hill, alla Union Station, al National Postal Museum, a vari edifici del Senato per diversi giorni.

L'avvistamento non è ovviamente passato inosservato tra la comunità di appassionati e birdwatcher, che sono accorsi a centinaia armati di binocoli e cannocchiali per "twitchare" il rapace notturno e aggiungerlo così alla lista delle specie avvistate. Tra questi c'era persino l'ambasciatore svizzero negli Stati Uniti, Jacques Pitteloud, che non si è lasciato sfuggire l'occasione di avvistare e fotografe il rapace, come testimoniano i suoi post trionfanti su Facebook.

Il post di Jacques Pitteloud, l'ambasciatore svizzero appassionato birdwatcher

Il gufo delle nevi (Bubo scandiacus), conosciuto anche come civetta delle nevi, è diventato famoso al grande pubblico grazie a Edvige, che ha accompagnato Harry Potter durante gli anni trascorsi a Hogwarts. Si tratta di una specie tipicamente artica, che vive e nidifica nella tundra nordamericana e euroasiatica e che molto raramente si spinge così tanto a sud. I maschi tendono a essere completamente bianchi, mentre le femmine hanno di solito evidenti barrature nere su capo, petto e ali, proprio come l'esemplare avvistato a Capitol Hill.

Il gufo delle nevi osserva stupido gli appassionati accorsi solamente per vederlo
in foto: Il gufo delle nevi osserva stupido gli appassionati accorsi solamente per vederlo

Si nutrono quasi esclusivamente di lemming, piccoli roditori artici che ciclicamente hanno delle vere e proprie esplosioni demografiche. Quando questo accade aumenta anche il numero di giovani civette che riesce a sopravvivere e ad arrivare all'involo, che così sono costrette a cercare nuovi territori inesplorati compiendo vere e proprie "irruzioni" in luoghi solitamente non frequentati. L'esemplare avvistato a Washington potrebbe essere proprio uno di questi giovani e inesperti esemplari.

Decine di appassionati e birdwatcher attendono armati di binocoli e cannocchiali
in foto: Decine di appassionati e birdwatcher attendono armati di binocoli e cannocchiali

Negli anni delle irruzioni infatti i rapaci si spingono molto più a sud del solito e quasi tutti gli esemplari avvistati nelle ultime settimane nell'Est e nell'Upper Midwest del Paese sono uccelli giovani, alla loro prima migrazione. Sulla piattaforma online eBird – dove i birdatcher registrano tutte le loro osservazioni – questo inverno sono stati già segnalati altri gufi delle nevi in ​​Kansas, Missouri, Tennessee, Carolina del Nord e Maryland.

Il gufo delle nevi appollaiato sulla testa di Archimede
in foto: Il gufo delle nevi appollaiato sulla testa di Archimede

Mentre l'esemplare in visita nella capitale continua a dare spettacolo (è stato persino fotografato mentre era appollaiato sulla testa di una statua dedicata ad Archimede) occorre ricordare che questo maestoso rapace dagli occhi giallo brillante non se la passa granché bene in natura. La popolazione mondiale – stimata in meno di 30mila esemplari – è infatti in rapido e costante declino. Nella sua Lista Rossa delle specie in via di estinzione la IUCN l'ha inserita infatti nella categoria Vulnerabile.

Gli enormi occhi frontali consentono a gufi e civette un’efficiente e sviluppata visione notturna
in foto: Gli enormi occhi frontali consentono a gufi e civette un’efficiente e sviluppata visione notturna

La specie è minacciata soprattutto dalle collisioni con veicoli, edifici, cavi elettrici e dai veleni utilizzati per uccidere ratti e topi e che finiscono per avvelenare anche i rapaci. È inoltre molto probabile che anche i cambiamenti climatici avranno un impatto considerevole su questa specie, poiché si prevede che l'aumento delle temperature e lo scioglimento delle nevi nelle aree di riproduzione porteranno a un declino delle popolazioni di roditori e altre prede.