Un gesto che può sembrare d’affetto e amore può distruggere la vita a un capriolo. Una coppia di cittadini del Comune di Sesta Godano (La Spezia), lo ha visto solo sul ciglio della strada: per paura che qualcuno potesse investirlo, lo hanno preso e “salvato”. Dopo averlo caricato in macchina, lo hanno portato a casa dove hanno cercato di sfamarlo con un po’ di latte.

A recuperarlo ci hanno pensato i forestali della stazione di Borghetto Vara che lo hanno trasferito subito al Centro di recupero fauna selvatica che l’Enpa gestisce a Campomorone (Genova). Qui verrà curato ma saranno pochissime le possibilità perché possa essere rimesso in natura. L’allevamento in cattività, infatti, non compensa tutti quegli insegnamenti che gli avrebbe fornito la madre durante una vita allo stato selvatico.

Sono gli stessi carabinieri forestali a ricordare come debbano essere recuperati solo gli animali che si trovino in quelle difficoltà che derivano da danni accidentali come gli incidenti. Diversi possono essere i fattori che hanno spinto il capriolo a stare lì, solo, lungo la via: può capitare, infatti, che spontaneamente si allontanino dai genitori che continuano comunque a vigilarli e alimentarli.

Anche solo accarezzare un capriolo può essere nocivo: imprime sugli animali l’odore degli esseri umani e la mamma, non riconoscendoli può abbandonarli. L'immagine del cucciolo da salvare, dunque, può essere solo una interpretazione umana che può causare danni per tutta la vita. L'ultimo ad esserne segnato è il capriolo di Sesta Godano: rischia di stare per tutta la vita in un centro di recupero, con l'unico reato che ha commesso che è stato quello di allontanarsi dalla mamma.

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