Un cucciolo di Labrador è stato ucciso a furia di calci. La sua unica colpa è stata quella di avere come compagno umano la persona con la quale il suo assassino se l’era presa durante una lite. Protagonista di questo episodio è stato un cinquantenne senza fissa dimora, venerdì scorso, in piazza Saxa Rubra, a Nord di Roma. L’uomo è stato denunciato per uccisione di animale e possesso di arma da taglio. A rendersi conto della situazione è stato il presidente del XV Municipio, Stefano Simonelli, che si trovava proprio lì in quel momento.

«Ero in piazza perché stavo seguendo alcuni lavori di una ditta – spiega Simonelli a Kodami – La mia attenzione è stata catturata da alcune persone che parlavano ad alta voce, in modo molto concitato. A quel punto mi sono avvicinato. I protagonisti della lite gravitano spesso da quelle parti ed erano già stati oggetto di richiami». Il presidente racconta che proprio durante la litigata erano state lanciate accuse per la morte di un cagnolino. «Ho visto che è iniziato un parapiglia sfociato in urla e in una situazione molto movimentata – aggiunge – All’esecutore del fatto, particolarmente stordito dall’alcol, gli stavano chiedendo dove avesse messo il cane». Dopo poco la persona che viveva col Labrador si è allontanata alla ricerca del cagnolino. E' bastato qualche minuto per vederlo tornare con in braccio il corpo dell'animale: il cucciolo era stato abbandonato proprio lì vicino.

«E' stato in quel momento che ho ribadito la necessità di chiamare le forze dell’ordine – aggiunge il presidente – Sono rimasto lì in attesa dell'arrivo della polizia proprio per testimoniare nel caso in cui qualcuno si fosse mosso». Simonelli, che governa un’area con oltre 160mila abitanti, invita i suoi cittadini a denunciare fatti di questo genere. «Bisogna segnalare, segnalare, segnalare, sia al municipio sia alla polizia locale. E bisogna farlo con più elementi possibili – continua – Non bisogna però farsi prendere dalle emozioni di pancia: devono essere date informazioni utili per intervenire e fare indagini. Delle volte, infatti, capita si chiede di intervenire su una certa via quando poi, questa, è lunga chilometri e diventa davvero difficile individuare gli autori».

L'Oipa, l'Organizzazione internazionale per la tutela degli animali, ha comunicato che si costituirà parte civile contro l'aggressore. «I reati contro gli animali sono puniti con pene troppo esigue e nessuno finisce in carcere, neanche per i casi più gravi – spiega la delegata dell’Oipa di Roma, Rita Corboli – Le sanzioni vanno inasprite, affinché siano un vero deterrente contro il loro maltrattamento. Le nostre guardie zoofile, in tutta Italia, ricevono continuamente segnalazioni di maltrattamento. Occorre un inasprimento delle pene».

Come viene sanzionato in Italia il maltrattamento animale

Maltrattamento animale, una storia umana