Tsezar, la tigre di 11 anni portata in salvo al Felida Cat Sanctuary nei Paesi Bassi (credits:© FOUR) PAWS
in foto: Tsezar, la tigre di 11 anni portata in salvo al Felida Cat Sanctuary nei Paesi Bassi (credits:© FOUR) PAWS

Una finta carezza del suo proprietario, l’uomo che non ha esitato ad abbandonarlo insieme ad altri cinque esemplari di tigre, è l’unico rapporto affettivo che  Tsezar aveva conosciuto dalla nascita. Ora che per lui si sono aperte le porte di un vero santuario nei Paesi Bassi dove avrà spazi aperti, cibo a sufficienza e soprattutto dove non sarà costretto ad esibirsi davanti a annoiati spettatori, la sua vita è finalmente cambiata.

Non ce l’ha fatta invece Kleopatra, presumibilmente sua sorella, con la quale era stato a lungo utilizzato per continuare a produrre cuccioli destinati alla vendita e alla prigionia senza fine. Per lei, femmina di tigre inutilmente bella e prigioniera fra le stesse sbarre della gabbia del Tiger Club in Ucraina da dove era stata liberata dopo l’intervento di un gruppo di animalisti, non è bastato infatti il ritorno ad una condizione di vita accettabile. Un tumore ai polmoni ha costretto i veterinari a sopprimerla per evitarle gli ultimi dolorosi giorni di una malattia che non le lasciava scampo.

Per Tsezar, invece, si sono aperte le porte del Felida Cat Sanctuary nei Paesi Bassi, gestito dell’associazione per il benessere animale Four Paws che sottolinea: «Sono ancora 1.600 le tigri prigioniere in tutta Europa. Bisogna fare qualcosa».

Tsezar e Kleopatra, insieme per produrre altri piccoli cuccioli schiavi

I veterinari di Four Paws utilizzano una cassa per il trasporto di Tsezar appositamente realizzata (credits:@FourPaws)
in foto: I veterinari di Four Paws utilizzano una cassa per il trasporto di Tsezar appositamente realizzata (credits:@FourPaws)

Tsezar, Kleopatra e altre quattro tigri erano state confiscate dalle autorità ucraine all'inizio del 2020. Le avevano ritrovate affamate in una gabbia piccola e sporca all’esterno del Tiger Club, un locale privato abbandonato. Dieci metri quadrati di gabbia arrugginita che si allagava non appena si alzava il livello del fiume che scorreva accanto, dove le tigri, abusate per anni per l’intrattenimento, l’allevamento e il commercio, mangiavano solo scarti di pesce e bevevano acqua non sempre potabile. «I cuccioli che sono cresciuti in queste terribili condizioni sono stati allevati per essere venduti – afferma Barbara van Genne, responsabile di Four Paws del settore Wild Animal Rescue & Advocacy. – Questo crudele abuso sugli animali è cessato solo perché il proprietario ha abbandonato le tigri e gli animalisti hanno informato le autorità. Non ha subito conseguenze legali, il che è inaccettabile. Le autorità ucraine devono prevenire queste crudeltà implementando normative legali più complete e più rigorose sulla protezione degli animali selvatici».

Una gabbia di 10 metri quadrati e sei tigri da allevamento e spettacolo

La tigre visitata dalla veterinaria per constatarne lo stato di salute prima de trasferimento nei Paesi Bassi (credits:@FourPaws)
in foto: La tigre visitata dalla veterinaria per constatarne lo stato di salute prima de trasferimento nei Paesi Bassi (credits:@FourPaws)

Non si conosce il motivo dell’abbandono da parte del proprietario del club. Soltanto dopo l’intervento degli animalisti locali, infatti, e la liberazione per mano delle autorità, le sei tigri sono state divise e hanno preso strade diverse venendo trasferite in tre località. Tsezar e Kleopatra in un santuario a Kiev, dove la femmina è morta per il cancro ai polmoni e da dove Tsezar è stato trasferito al santuario di Four Paws nei Paesi Bassi, perché lo spazio a disposizione a Kiev era troppo limitato per un esemplare di undici anni come lui. Le altre quattro tigri sono state portate in due zoo. Tre giovani femmine sono andate al Feldman Ecopark vicino a Kharkiv e un maschio adulto di tigre è andato allo zoo a Demydiv, nella regione di Kiev. Ma da allora, a parte di Kleopatra e di Tsezar, degli altri si son perse le tracce.

1.600 tigri in cattività in tutta Europa, mentre nel mondo ne rimangono solo 3.900 libere

Tsezar, Kloepatra e i loro compagni di gabbia e di sventure sono, secondo una ricerca realizzata da Four Paws nel 2020 sui grandi felini presenti in Europa, una minuscola parte dell’esercito di circa 1.600 tigri che vivono in cattività in tutto il continente europeo, mentre soltanto 3.900 esemplari circa sono rimaste allo stato brado in tutto il mondo.

«Ma è probabile che il numero sia ancora più alto perché la maggior parte degli Stati membri non dispone di registri o controlli adeguati e non sa quante tigri ci sono nei paesi o cosa gli accade mentre sono in vita o dopo la loro morte» spiega Josef Pfabigan, Ceo di Four Paws. «Riveliamo la loro sofferenza, salviamo animali bisognosi come Tsezar e li proteggiamo, ma possiamo porre fine a questa crudeltà solo se i governi a livello globale assicureranno un divieto mondiale al commercio di grandi felini vivi e delle loro parti del corpo – aggiunge ancora Pfabigan sottolineando che – ci sono migliaia di felini in cattività tutto il continente, principalmente leoni, ma come per le tigri il loro numero esatto è sconosciuto per le stesse ragioni».

Allevate per farle esibire nei circhi, per le foto e per venderne pezzi per la medicina tradizionale

Tsezar nella sua nuova casa: il Felida Cat Sanctuary nei Paesi Bassi (credits:@FourPaws)
in foto: Tsezar nella sua nuova casa: il Felida Cat Sanctuary nei Paesi Bassi (credits:@FourPaws)

Le tigri sono allevate e commercializzate in tutta Europa e in gran parte del mondo. Un commercio che nasce dalla richiesta, che non accenna a finire, di avere degli esemplari a disposizione per farle esibire nei circhi, dove rappresentano ancora la maggiore attrattiva assieme a leoni ed elefanti, per sfruttarle per servizi fotografici o per essere esposte in piccoli locali, nei pressi di ristoranti e di esercizi commerciali di tutto il mondo. Infine vengono allevate, vendute e comprate anche soltanto per rivenderne le parti del corpo, la loro pelle e le loro ossa utilizzate soprattutto per fabbricare cosmetici e preparati utilizzati dalle medicine tradizionali soprattutto in Asia.

In Ucraina una legge che vieta l'utilizzo degli animali selvatici per intrattenimento. Ma i circhi non saranno vietati

«Non sappiamo precisamente quale era l’uso che il proprietario del club facesse di queste tigri, ma sappiamo che sicuramente almeno Tsezar e la sua compagna Kleopatra sono stati utilizzati per l’allevamento di cuccioli da rivendere – spiega Pfabigan. – La protezione legale in Ucraina per gli animali selvatici è insufficiente e di conseguenza ci sono ancora molte tigri, leoni, orsi e altri animali selvatici tenuti e allevati privatamente in condizioni improprie in tutta l'Ucraina: vicino a resort, ristoranti, circhi o cortili privati. Proprio per questo, considerando l’imminente divieto di utilizzo di determinate specie di animali selvatici per scopi di intrattenimento in Ucraina che entrerà in vigore nel novembre 2021, il governo ucraino dovrebbe impegnarsi a controllare adeguatamente anche l'allevamento e il commercio di animali selvatici e a vietare l'uso di animali selvatici nei circhi».

La nuova legge n. 2351 a cui fa riferimento Pfabigan e che entrerà in vigore a novembre 2021, vieterà di utilizzare leoni, tigri, orsi e alcune altre specie di animali selvatici a scopo di intrattenimento in ristoranti, hotel, resort, case private, appartamenti e cortili e nei luoghi pubblici impropri alla manifestazione di animali selvatici. «Non è ancora del tutto chiaro come verrà applicata questa legge – conclude – ma dovrebbe impedire a persone come il proprietario del Tiger Club di acquisire nuove tigri e abusarne. Sfortunatamente però, i circhi non sono inclusi nella nuova legge e non c'è registrazione obbligatoria o divieto di riproduzione, quindi ci aspettiamo ulteriori problemi».

Immagine di copertina: Tsezar, la tigre di 11 anni portata in salvo al Felida Cat Sanctuary nei Paesi Bassi (credits:© FOUR PAWS)