Una grossa mandibola sinistra di lupo è stata recentemente trovata vicino Cremona sulle rive del Po da alcuni abitanti del luogo. Il fossile è in buono stato di conservazione e mostra una dentatura completa. Secondo una prima analisi degli esperti dell'Università di Parma che l'hanno ricevuto in consegna, tra cui il professor Davide Persico, sarebbe appartenuto ad un esemplare adulto di sesso maschile di circa 40 chili.

Purtroppo, al momento sono ancora pochissime le informazioni a riguardo, anche per il suo particolare ritrovamento, lungo il corso del fiume e rimaneggiato dalla corrente. Ma quello che potremo scoprire da questo "banale ritrovamento" dopo che a breve inizieranno le analisi chimiche approfondite, potrebbe sorprendere i non "addetti ai lavori".

schema esemplificativo della tecnica di datazione al carbonio–14
in foto: schema esemplificativo della tecnica di datazione al carbonio–14

Prima fra tutte, la datazione radiometrica basata sulla misura delle abbondanze relative degli isotopi del carbonio, o metodo del carbonio-14, potrà permetterci di conoscere il periodo di vita dell'animale, almeno per gli ultimi 50mila anni: per campioni più antichi, la concentrazione di C-14 è troppo bassa per poter essere misurata con sufficiente accuratezza. Dall'analisi del DNA sarà invece possibile riconoscere la sottospecie di appartenenza, il sesso ed avere possibili informazioni riguardo la provenienza geografica dell'animale.

il rapporto degli isotopi dell’ossigeno ci offre informazioni riguardo il paleoclima in cui è vissuto un determinato organismo
in foto: il rapporto degli isotopi dell’ossigeno ci offre informazioni riguardo il paleoclima in cui è vissuto un determinato organismo

Infine, dalla conta del rapporto di altri isotopi stabili come quelli dell'ossigeno verranno ricavate informazioni riguardo la dieta di questo carnivoro e la temperatura antica a cui è stato sottoposto.  Al termine delle analisi, che dureranno diversi mesi, il reperto sarà conservato nella sezione intitolata “I carnivori del Po” del Museo di San Daniele PO.

Un lupo appenninico, elemento fondamentale della fauna italiana
in foto: Un lupo appenninico, elemento fondamentale della fauna italiana

Ecco quindi un esempio delle innumerevoli storie che possono raccontarci i fossili: abbiamo davanti una nuova importante testimonianza dell'antica presenza di questo predatore nel nord della penisola.

Ma cosa sappiamo finora? In Italia i resti più antichi di lupo (Canis lupus) sono stati rinvenuti nel 1984 presso il sito di La Polledrara di Cecanibbio, 20 km a nord-ovest di Roma in depositi del Pleistocene medio datati 340-320 mila anni fa. Le analisi genetiche dei lupi appenninici indicano che la nostra sottospecie è andata incontro ad isolamento genetico a sud delle Alpi dalle altre popolazioni di lupi europee per molte migliaia di anni, ed è proprio grazie a questo isolamento che si è potuta differenziare acquisendo specifiche caratteristiche morfologiche.