Riduce lo stress, distrae il paziente, migliora la sua memoria basata sugli affetti. Portare un animale domestico a far visita al proprio compagno umano, in ospedale, fa bene. Si chiama “pet visiting”. A differenza della pet therapy, che si basa proprio su un’attività terapeutica di un animale, questo sistema mette al centro la relazione uomo-animale puntando sul legame di cura che si ha in casa.

L’Irccs Burlo Garofolo di Trieste, specializzato in pediatria e nella salute della donna è tra i pochi ospedali italiani a sperimentare questa pratica. Da ieri i pazienti pediatrici costretti alla degenza potranno avere la visita anche di cani e gatti (solo a loro è permesso l’ingresso). Un aiuto emotivo che, per quanto possibile, può essere utile per agevolare la ripresa di un corretto stato di salute.

L’idea è nata da uno dei laboratori di cura delle Professioni sanitarie dell’Istituto. L’accesso degli animali, previa valutazione di ogni singola situazione clinica e logistica, è consentito nel giardino esterno (compresa la zona vicina ai tavolini esterni del bar dell’ospedale) nelle aree di degenza pediatrica e ginecologica, nei percorsi interni comuni dove il passaggio dell’animale è necessario per raggiungere le aree di degenza consentite (ascensori, scale e corridoi), nelle stanze individuate appositamente dove avviene la pet visiting. In via eccezionale è permesso nelle aree di rianimazione, di osservazione breve intensiva del pronto soccorso pediatrico, di oncoematologia (in questo caso, nella terrazza esterna e senza contatto diretto con il paziente). L’accesso degli animali è vietato nelle aree di degenza di terapia intensiva neonatale, nido, ostetricia, radiologia, sale operatorie, ambulatori, mensa e cucina, bar interno all’ospedale.

Le regole per i cani

I cani dovranno avere più di 6 mesi, essere iscritti all'Anagrafe canina regionale e muniti di microchip. Dovrà esserci una certificazione e valutazione del veterinario di fiducia che attesti la buona salute dell'animale e l'assenza di endo/ecto-parassiti. La certificazione non deve essere rilasciata prima di 7 giorni dell'accesso dell'animale alla struttura ospedaliera. A prescindere dal certificato veterinario, se il giorno della visita l’animale ha problemi allo stomaco, dermatiti o altre patologie di recente insorgenza, non viene ammesso alla pet visiting. Il cane dovrà avere una polizza assicurativa di responsabilità civile per eventuali danni a terzi e cose (da allegare al modulo di richiesta della visita) e dovrà essere accompagnato da una persona maggiorenne in grado di gestirlo.

L’animale deve essere ben pulito e spazzolato prima di accedere nella struttura ospedaliera, anche se accede solamente in giardino. E dovrà essere condotto con pettorina o collare (non a strozzo) e guinzaglio di lunghezza non superiore a un metro e mezzo. L’accompagnatore deve avere al seguito la museruola. Ovviamente viene obbligato chiunque conduca il cane, a raccogliere le eventuali deiezioni e avere con sé strumenti idonei. Le deiezioni stesse verranno chiuse in doppio sacchetto e smaltite (preferibilmente) nei contenitori esterni alla struttura ospedaliera o, in alternativa, negli appositi contenitori per rifiuti speciali ospedalieri, previa indicazione del personale sanitario. Prima di accedere alla struttura è comunque consigliato effettuare una “passeggiata igienica” al cane. Non sono ammesse cagne, invece, nel periodo del calore. Qualche giorno prima della visita, è consigliabile far odorare al cane un indumento del paziente indossato in ospedale per familiarizzare con l’odore che poi troverà durante la pet visiting.

Le regole per i gatti

Sono simili le regole per chi vuole portare un micio. Deve avere più di 6 mesi e, anche in questo caso, la certificazione e valutazione del veterinario di fiducia che attesti la buona salute dell'animale, compresa l'assenza di endo/ecto-parassiti (fatta non prima di 7 giorni dall’ingresso in ospedale). Anche qui, a prescindere dal certificato veterinario, se l’animale il giorno della visita ha manifestazioni gastroenteriche, dermatiti o altre patologie di recente insorgenza, non viene ammesso alla pet visiting. Il gatto, che deve essere animale accompagnato da persona maggiorenne in grado di gestirlo, deve essere pulito e spazzolato prima di accedere nella struttura ospedaliera (anche se l’accesso avviene solamente in giardino). Nella struttura deve essere nel trasportino. Quando viene fatto uscire da lì, deve essere condotto con una pettorina. Per la raccolta delle deiezioni vale la stessa regola per i cani, come tra l’altro vige il divieto di ingresso per le gatte nel periodo del calore. Anche in questo caso, si suggerisce di far odorare al gatto, qualche giorno prima, un indumento del paziente che è stato indossato in ospedale.

Dove e come avvengono le visite

Prima di tutto bisogna parlarne con il medico di riferimento e con il coordinatore. Saranno loro, sulla base delle condizioni cliniche, a proporre la modalità più giusta. Gli incontri, in ordine di priorità, potranno avvenire o nel giardino dell’Irccs o in una stanza dedicata se il paziente non può uscire. Solo come terza proposta, quando è necessario scartare le prime due, si può fare l’incontro nel letto del pet mate. In questo caso, l’animale deve avvicinarsi dal lato libero dai cateteri e dai drenaggi e, se viene fatto salire sul letto, deve essere applicato un telo monouso impermeabile da gettare subito dopo. Nel caso il paziente desiderasse incontrare più di un animale d’affezione, la richiesta di visita va compilata per ciascun animale e per un massimo di 3 animali. Salvo casi eccezionali, la pet visiting viene effettuata con un animale per volta.

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