Un babbuino nero (Papio ursinus) maschio particolarmente confidente e spregiudicato è stato soppresso a Città del Capo, in Sud Africa, dopo che tutti i tentativi messi in atto per scoraggiarlo dal compiere razzie in città sono andati a vuoto. Da diversi mesi infatti il grosso maschio aveva imparato a sfruttare con sempre maggior frequenza cassonetti, rifiuti e tantissime altre risorse facilmente reperibili in città. Col tempo però era diventato sempre più aggressivo e spavaldo, tanto da spingersi fin dentro le case per rubare cibo. Solo lo scorso febbraio era entrato almeno 10 volte all'interno delle abitazioni mentre i residenti erano in casa. Nelle ultime settimane, inoltre, aveva iniziato a coinvolgere nelle sue incursioni un piccolo gruppo di altri babbuini tra femmine e giovani.

Gli inutili tentativi di dissuasione

Nei mesi sono stati fatti numerosi tentativi da parte delle autorità e degli esperti per cercare di scoraggiare il primate e limitarne le incursioni. In tutta la zona erano stati sostituiti i cassonetti rendendoli a prova di scimmia per cercare di eliminare le fonti di cibo facili che attraevano gli animali. Anche i ranger erano scesi in campo e hanno più volte provato ad allontanare il grosso maschio, ma è stato tutto inutile. Il babbuino ha continuato ad entrare nelle case, venendo in contatto diretto con le persone, comprensibilmente spaventate dai crescenti incontri ravvicinati.

I babbuini neri sono animali incredibilmente sociali e intelligenti, bravi a sfruttare da buoni opportunisti tutte le possibilità che si presentano. Sono inoltre una delle specie di babbuino più grosse e possono arrivare a pesare fino a 30 kg. La convivenza coi cittadini era diventata difficile e alla fine le autorità, con la stretta collaborazione di CapeNature, un'organizzazione che si occupa della conservazione della biodiversità nella provincia occidentale del Capo, hanno deciso di procedere con l'eutanasia, che è stata eseguita da un veterinario esperto.

La difficile convivenza con la fauna selvatica in città

Convivere in città con la fauna selvatica non è semplice, soprattutto quando si tratta di grossi animali, lo sappiamo bene anche noi che conviviamo coi grandi carnivori. Trovare però una soluzione che permetta agli umani e agli animali di condividere pacificamente l'ambiente urbano è una delle sfide ecologiche più importanti dei nostri tempi. Abbiamo per troppo tempo trascurato la questione pensando potesse esistere una sorta di segregazione tra noi, in città, e "loro" in natura. La complessità e la fluidità delle dinamiche naturali ci stanno insegnano però che non può esistere un confine netto.

La soluzione è ovviamente ben lontana dall'essere trovata, molti ritengono che, come ultima spiaggia, eliminare gli individui cosiddetti "problematici" possa servire in primis a evitare pericolosi incidenti ma anche salvaguardare le specie disinnescando le ostilità e le percezioni negative delle popolazioni locali nei confronti degli altri animali. Secondo altri bisognerebbe investire maggiormente nella prevenzione e nell'educazione per evitare che si arrivi a situazioni critiche come questa e per rendere le persone più consapevoli. La convivenza con certe specie è certamente un fenomeno complesso e difficile da affrontare, ma è arrivato il momento di affrontarlo per evitare di dover ricorrere a situazioni estreme come questa.